TICDS2 – Il calcio, una fede che unisce le nazioni

(Immagine in evidenza: Alexander Deineka, Football, 1924)

In pieni campionati Europei, non si poteva non cominciare con lo sport più famoso al mondo. Quest’anno è anche l’anno del centenario della Coppa America, anche questa, in corso di svolgimento in questi giorni di giugno 2016.

Come già detto nel capitolo precedente, il calcio è lo sport che più di tutti, allo stato attuale, attira il mondo degli artisti in un po’ tutti i generi espressivi, soprattutto nell’arte figurativa e nella musica. Quest’ultima anche perché, ogni manifestazione internazionale vuole il suo “inno” o la sua canzone destinata a diventare tormentone di quell’estate.

Nei contributi audio andremo a parlare nello specifico di quello sport, invece qui, vorrei porre l’attenzione su due opere molto diverse tra loro nella tecnica ma non nello scopo:

Nei contributi audio andremo a parlare nello specifico di quello sport, invece qui, vorrei porre l'attenzione su due opere molto diverse tra loro nella tecnica ma non nello scopo:

La scenografia dello Hauptbahnof di Colonia creata per la Adidas nel 2006 in occasione dei Mondiali in Germania. Il titolo è “Fresco”, ma la tecnica è differente. L’opera riprende gli sfondati a trompe l’oeil dei soffitti delle chiese barocche settecentesche ma al posto di glorie di santi fra gli angeli, ci sono dieci giocatori di calcio (nessun italiano ed è stato di buon auspicio visto che poi abbiamo vinto!) in pose plastiche e comunque nella loro attività sportiva.

 L'opera riprende gli sfondati a trompe l'oeil dei soffitti delle chiese barocche settecentesche ma al posto di glorie di santi fra gli angeli, ci sono dieci giocatori di calcio (nessun italiano ed è stato di buon auspicio visto che poi abbiamo vi...

Il paragone all’opera di Giambattista Tiepolo e ancor più Andrea Pozzo è facile, ancora di più se si vuole fare una similitudine tra lo scopo dell’arte religiosa barocca e la scelta pubblicitaria in occasione dei mondiali di calcio. L’arte dopo il Concilio di Trento (ricordiamolo, quello che cercava di mettere ordine dopo gli scismi luterano e anglicano e lo strascico che ne ebbero in Calvino, Zwingli e altri …) tendeva a essere di vera propaganda, all’intimismo contemplativo e contrito del Medioevo, alla bellezza in senso filosofico e perfetta armonia dell’uomo a immagine di Dio del Rinascimento cristiano, ecco che l’arte barocca incombe in tutto il suo glorioso, pesante e costoso sfarzo: si deve colpire il fedele e per farlo dobbiamo mostrare al di là dei cieli.

Lungi da me fare una critica, ma un minimo di ironia giovannea me la si conceda, anche per restare in tema: un auto-gol pazzesco. Se Lutero dichiarava di tornare al Vangelo, alla scrittura alla Sola Scriptura (come qualche secolo prima san Francesco d’Assisi), criticando aspramente – e a ragione – gli sfarzi della Chiesa a lui contemporanea, perché mettersi a fare un’arte che conferma, con orgoglio pure, questa pecca. Io misero umile fedele, resto il peccatore penitente del Medioevo e aspetto un giudizio universale, come quello dipinto nella cattedrale gotica, oppure mi vedo riflesso in quell’immagine bellissima, che le Madonne di Raffaello ispirano e mi sento pervaso dalla speranza … Arrivo qui e vedo sant’Ignazio di Loyola (che in vita è stato trattato a pesci in faccia) che vola tra angeli, putti, nuvole in un tripudio di oro e sfarzo che io non posso neanche permettermi … è questo il Paradiso? Mmm, mi sa che sono fuori budget!

Ma questa sede non è adatta a parlare di scivolate della Chiesa anche in campo artistico, torniamo al nostro capolavoro di arte pubblicitaria che è appunto la Gloria di sant’Ingnazio … ops, la campagna della Adidas con i calciatori.

Giocatori in gloria, perché se il barocco celebrava la fede cattolica, la Adidas vuole celebrare la fede calcistica, al momento quella che mette d’accordo, anche se in squadre rivali, un po’ tutti … o quasi.(1)

L'opera non è una novità, già dieci anni prima, nel 1996, si erano usate le vetrate di Notre Dame per inserirvi dei calciatori al posto dei santi e la citazione è d'obbligo, in questo caso, a questo articolo di Giulia Grassi (le perdoniamo anche l...

L’opera non è una novità, già dieci anni prima, nel 1996, si erano usate le vetrate di Notre Dame per inserirvi dei calciatori al posto dei santi e la citazione è d’obbligo, in questo caso, a questo articolo di Giulia Grassi (le perdoniamo anche la scritta sbagliata di Bahnhof):http://www.italipes.com/artefresco.htm

Io non sono una pubblicitaria, e si vede, ma cito almeno l’agenzia che ha realizzato per Adidas questo lavoro ovvero la TBWA di Berlino il cui direttore creativo era (forse è ancora) Kurt Georg Dieckert.

La seconda opera che vorrei analizzare è anch’essa fuori dagli standard, avrei potuto scegliere Rousseau, Carrà, Guttuso e persino il meraviglioso Boccioni ma preferisco restare in ambito contemporaneo, anche per introdurre il personaggio “artista” del calcio di cui parlerò dopo. Si tratta del murale dedicato a Messi sul muro della scuola che frequentò a Rosario.

I murales in sud America hanno un ruolo molto importante nell'arte, sono spesso dei veri e propri capolavori

I murales in sud America hanno un ruolo molto importante nell’arte, sono spesso dei veri e propri capolavori. Niente a che vedere con il fenomeno nord Americano degli Writer, nascono e vivono in un ambiente e un periodo differente, ma con il medesimo intento: abbellire, denunciare e celebrare.

L’antenato celebre è il Muralismo Messicano, citare Orozco, Riviera e Siqueiros mi pare il minimo.

Ma prima di entrare nel vivo del muralismo, due parole per l’opera in rassegna: Lionel Messi immortalato in un murale da 40 metri quadrati su una parete della scuola che frequentò da ragazzino a Rosario, la nº 66 General Las Heras.

Voluto anche dalla sua Fondazione tende a far vedere il calciatore, oltre che come idolo, come un esempio per centinaia di bambini della scuola dove frequentò le elementari. Tutto ciò non stride con il suo cuore e la sua body art che raffigura, tra gli altri temi “sacri” la bellissima  Temple Expiatori della Sagrada Familia (complimenti al tatuatore)

L'opera è enorme e molto bella dal punto di vista grafico, unisce lo stile realista, delle ottime pennellate dal profumo futurista con un occhio sfuggente all'arte digitale anche se fatto in modo tradizionale

L’opera è enorme e molto bella dal punto di vista grafico, unisce lo stile realista, delle ottime pennellate dal profumo futurista con un occhio sfuggente all’arte digitale anche se fatto in modo tradizionale. In più, quel pizzico di effetto scenico, anche per la scelta della posizione, lui che esulta dopo un goal con la maglia della nazionale, ancora una volta l’obiettivo dell’opera è propagandistico, in modo positivo e riguardo i valori (a differenza della stazione di Colonia che mirava alla vendita dei prodotti del marchio commissionato), un po’ con lo spirito della pittura barocca succitata e con ancora una volta un misto tra sacro e profano che, nell’America latina è ricorrente … una caratteristica tipica.

Importante sottolineare che In Argentina l'arte di strada è stata duramente perseguita sotto la dittatura militare durata dal 1976 al 1983, l'apertura del paese inizia con la sconfitta della guerra delle Falkland, e da allora l'applicazione della ...

Importante sottolineare che In Argentina l’arte di strada è stata duramente perseguita sotto la dittatura militare durata dal 1976 al 1983, l’apertura del paese inizia con la sconfitta della guerra delle Falkland, e da allora l’applicazione della legislatura si è allentata concedendo l’arte di strada come sistema di espressione del popolo. In Brasile, in occasione dei recenti mondiali di calcio, il fenomeno della street art ha assunto una connotazione di protesta contro lo sperpero di fondi pubblici per la manifestazione a discapito delle popolazioni povere che, in quel paese più di altri è estremamente diffuso.

Qualcosa sull'arte di strada: dobbiamo distinguere varie diciture che distinguono diversi movimenti, tempi e luoghi di manifestazione: i murales, la street art, il graffitismo, i writers, Aerosol-art e Graffiti-logo, Stencil Graffiti, Tag e crew, ...

Qualcosa sull’arte di strada: dobbiamo distinguere varie diciture che distinguono diversi movimenti, tempi e luoghi di manifestazione: i murales, la street art, il graffitismo, i writers, Aerosol-art e Graffiti-logo, Stencil Graffiti, Tag e crew, L’arte di strada vera e propria e il post graffitismo, tendenza stilisticha che affondano le radici nella cultura del graffitismo e dell’arte di strada e che si manifesta in molteplici discipline, quali pittura, scultura, grafica, computer grafica, design, illustrazione, moda, fotografia, architettura, video- arte, calligrafia. La differenza fondamentale fra arte di strada e tendenze post-graffiti si esplicita nei campi di applicazione delle produzioni personali dell’artista.

Di sicuro il nostro murale di Messi è Arte di strada con la A maiuscola anche perché voluta appositamente dalle istituzioni.

Il graffitismo è una manifestazione sociale e culturale diffusa in tutto il pianeta, si tratta di pittorici sul tessuto urbano, frequentemente considerati atti di vandalismo e puniti secondo le leggi vigenti

Il graffitismo è una manifestazione sociale e culturale diffusa in tutto il pianeta, si tratta di pittorici sul tessuto urbano, frequentemente considerati atti di vandalismo e puniti secondo le leggi vigenti.(2) Talvolta è correlato ad essa l’atto dello scrivere il proprio nome d’arte (tag) diffondendolo come un marchio. Il fenomeno, ricorda la pittura murale da alcuni è paragonato ad essa, ma numerosi Writers imbrattano spesso impunemente, a differenza delle origini dei murales messicani o del fenomeno degli anni settanta ottanta newyorkese, che tendeva a rendere gradevole il cemento suburbano o i treni abbandonati nelle rimesse.

Le grandi raffigurazioni di affreschi, posti all’esterno degli edifici, in Messico, fanno, invece, parte della tradizione pre-ispanica. La rivoluzione messicana spinse gli artisti a recuperare questa forma espressiva, trovandola adatta a essere compresa dal popolo e a veicolare il messaggio marxista, affondando le sue radici nel realismo sociale. Lo stesso discorso ha portato poi al fiorire di utilizzi in altri campi affini, dal fumetto politico ai testi letterari.

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1.  A tal proposito invito a vedere il programma condotto da Gianluca Vialli “Codice Rosso, 3a puntata: quando la fede scende in campo” su Sky Sport.

2.  In Italia, è sancito dal codice penale all’art. 639 Deturpamento e imbrattamento di cose altrui: Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro. Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro. Nei casi previsti dal secondo comma si procede d’ufficio.

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CONSIGLI MULTIMEDIALI:

PROGRAMMI TELEVISIVI:

– SKY SPORT:

Buffa racconta, La città del calcio: Rosario 3 episodi.

Gianluca Vialli presenta Codice rosso, episodio 3: Quando la fede entra in campo

LIBRI:

Dante Panzeri – solo in spagnolo

Roberto Fontanarrosa “Area 18” ed. italiana del 2014

Fabio Caressa “Gli Angeli non vanno in fuorigioco”, Mondadori 2012

AA.VV. ”

Hanno deciso gli episodi: 20 racconti sul calcio e i suoi luoghi comuni”, Pendragon 2015

L.L.Allori “Napoli – Milan 1-1”, 1994

L.L.Allori “Milan – Roma 0-3”, 1994

SITI:

http://artefootball.com/  ottimo sito di uno storico dell’arte amante del calcio e calciatore, Danilo Comino (anche su Facebook come pagina)

MUSEI:

Se passate da Genova, non perdetevi il museo del Genoa nell’area del Porto Antico.

CURIOSITA’:

Anche i calciatori hanno una loro “madonna”, oltre al santino di Maradona a Napoli, a Sant’Ambrogio, o Chiesa Nuova, di Laveno Mombello sul lago Maggiore c’è la Madonna dei Calciatori, recentemente reintegrata al suo ruolo di protettrice di tali atleti. La storia è molto bella e mi permetto di “rubarla” dal sito della Gazzetta: “La guerra è appena finita, don Natale Motta, prete partigiano, è preoccupato dal gran numero di orfani della guerra, orfani di partigiani ammazzati, orfani di fascisti fucilati. Requisisce ville abbandonate e vi ospita e assiste questi «passerotti spauriti», presto si rivedono i proprietari e gli orfani devono traslocare. Don Natale, sostenuto da amici tra cui Franco Ossola, attaccante varesino del Grande Torino, trova una villa, che fu residenza di Garibaldi, in riva al lago a Laveno. Il 4 maggio 1949 Ossola muore a Superga con i compagni. Gli amici vogliono continuare la sua opera e sostengono don Motta, l’istituto prende il nome di Ossola, ma vogliono fare di più: dare anche ai calciatori una patrona come la Madonna del Ghisallo per i ciclisti. Il quadro viene commissionato a Cocquio che prende la figlia Maria Elvira come modella. La Madonna coi capelli chiari si eleva sopra il lago, sotto ci sono le isole Borromee e un campo di calcio circondato dalle bandiere delle squadre della serie A 1950-51. Il quadro viene benedetto dal cardinal Schuster e portato da papa Pio XII che lo consacra definendo l’opera «bella e moderna», salvo notare come la bandiera della sua Roma fosse un po’ in fondo. Ma Cocquio aveva scelto la posizione delle squadre secondo classifica e i giallorossi quell’anno retrocessero…

RINASCITA — Comincia un’accesa diatriba su dove va collocato il quadro: la cappella dell’istituto Ossola o la Chiesa Nuova? Il cardinal Schuster invita a desistere dal propagandare la Vergine come patrona dei calciatori augurandosi che, depotenziandola, cessino le polemiche. E il quadro finisce in sagrestia. Pochi anni fa la chiesa Nuova viene chiusa, infiltrazioni la rovinano e intaccano il dipinto. Tre anni fa Mario Gardenal, animatore del Csi lavenese, chiede supporto al Vicario Episcopale mons. Franco Agnesi. Lo ottiene! Il presidente del Csi varesino Redento Colletto muove il comitato, l’architetto Luisella de Ambroggi presenta gli interventi di recupero, la «modella» di un tempo, Maria Elvira, si prende in carico il restauro del quadro del padre, la comunità risponde. Così, con un colossale gioco di squadra, il quadro è tornato al suo posto, scortato sul lago dai canottieri della Cerro e della Renese, trasportato a spalla dai giovani calciatori del Csi locale (grazie al telaio costruito da Silvano Contini, campione di ciclismo negli Anni ’80) fino alla riaperta Chiesa Nuova. Mons. Agnesi, coadiuvato dal parroco lavenese don Carlo Manfredi, ha presieduto l’intronizzazione: «Ha vinto il desiderio che questa chiesa diventi di tutti — ha detto — e che accolga un simbolo che ci viene dalla genialità, dalla passione e dalla compassione che ci fanno vincere. Combattiamo la caduta dei valori con la voglia di giocare di squadra». E la storia della Vergine del Verbano è una splendida testimonianza. Adesso il sogno è riportarla a Roma, 65 anni dopo, per farla benedire da papa Francesco che, si sa, è un grande appassionato di calcio. (Daniele Redaelli)”

 (Daniele Redaelli)"

FILM:

UNA STORIA VERA – David Lynch, 1999

PELE’ – Di M. e J. Zimbalist, 2016

LA FARFALLA GRANATA – di Paolo Poeti, 2013

BEST – Mary McGuckian, 1999

LA MANO DE DIOS – Marco Risi, 2006

Ovviamente lo straordinario FUGA PER LA VITTORIA di John Huston, 1981

Ovviamente lo straordinario FUGA PER LA VITTORIA di John Huston, 1981

IL MALEDETTO UNITED, Tom Hooper, 2009

JIMMY GRIMBLE – John Hay, 2000

IL MIO AMICO ERIC – Ken Loach, 2009

SOGNANDO BECKHAM – Gurinder Chadha, 2002

HOOLIGANS –  Lexi Alexander, 2005

LA TRILOGIA DI GOAL! – Danny Cannon, 2005 ss

MARADONA di Kusturica è un film documentario del 2008 diretto da Emir Kusturica, presentato il 20 maggio 2008 fuori concorso al 61º Festival di Cannes.

FEBBRE A 90° – David Evans, 1997 (non fatevi tradire dal titolo non è protagonista Siffredi!)

DUE TEMPI ALL’INFERNO  è un film liberamente ispirato alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto 1942 tra una mista di calciatori di Dynamo e Lokomotiv e una squadra composta da ufficiali dell’aviazione tedesca Luftwaffe.

Naturalmente non si può non menzionare Capitan Zsubasa, noto ai molti come HOLLY E BENJI:

Naturalmente non si può non menzionare Capitan Zsubasa, noto ai molti come HOLLY E BENJI:

Holly e Benji, due fuoriclasse 1982

OAV Holly e Benji: Sfida al mondo 1989

Che campioni Holly e Benji!!! 1994

Holly e Benji Forever 2002

Film: Tra il 1985 e il 1986 uscirono quattro film su Captain Tsubasa:

EUROPE DAIKESSEN (LA GRANDE SFIDA EUROPEA) (1985)

CAPTAIN TSUBASA: AYAUSHI! ZEN NIPPON JR (ATTENZIONE! I GIOVANI GIAPPONESI) (1985)

CAPTAIN TSUBASA: ASU NI MUKATTE HASHIRE (CORRENDO IN DIREZIONE AL DOMANI) (1986)

CAPTAIN TSUBASA: SEKAI DAIKESSEN! JUNIOR WORLD CUP (1986)