Il giardino nell’arte religiosa

Trascrizione dal file audio della conferenza del 12 dicembre 2016.
Tratto da ricerche e lavori fatti dalla sottoscritta per quella conferenza.

Le vetrate realizzate da Mark Chagall per la Sinagoga della clinica universitaria Hadaza a Gesusalemme
Marc Chagall – Sinagoga di Hadaza Gerusalemme

Parlare di giardino, vegetazione e cose simili nell’arte religiosa significa inserirsi in un vero e proprio ginepraio, letteralmente. Perché è un argomento vastissimo, basta focalizzarsi su una cosa o su un’altra per poi andare ad aprire porte e allargarsi sempre di più; per dirla con il gergo del computer “si aprono tutta una serie di link” ad altri argomenti. Ho cercato di fare un riassunto delle note principali che possono parlare di giardino e che sono argomenti legati al giardino dell’Eden (che apre già ad un discorso sull’albero, alberi ecc); il collegamento alla Croce di Cristo argomento in analogia con l’albero della Vita molto in auge soprattutto nell’arte paleocristiana, carolingia – romanica e gotica, poi lentamente si è andato ad allontanare questa associazione nell’arte per restare solo nell’esegesi biblica. Poi c’è l‘assenza di giardino, il deserto quindi l’Inferno e le varie rappresentazioni di esso stepposo, deserto o con vulcani.

Poi ci sono i diversi tipi di alberi e di vegetazione, uno su tutti l’ulivo, l’oliva – l’olio – crisma – santificante. Ancora la vite, Gesù, nel vangelo di san Giovanni “Io sono la vite voi i tralci” (Gv 15,1) metafora della Chiesa e ancora poi tutte le associazioni floreali a Maria che hanno un significato simbolico, non solo fiori, frutti e giardini. Senza poi finire negli abitanti del giardino, ovvero gli animali perché poi si sarebbe entrati nell’infinito.

Ho voluto iniziare con quest’immagine di Chagall. Queste sono le vetrate di una sinagoga nei pressi di Gerusalemme e di un noto ospedale. Sono recenti, alcune delle sue ultime opere e rappresentano le 12 tribù d’Israele. Tali tribù hanno tutte una componente naturalistica, vegetale nella loro simbologia, talvolta anche animale.

Immagine tratta dalle illustrazioni delle Mille e una notte xv sec
Immagine dalle Mille e una notte Xv secolo.

 

 

Il giardino è un elemento presente in tutte le religioni e in tutte le credenze dal panteismo, alle religioni ancestrali, monoteiste o politeiste in qualsiasi

 Quattro alberi con i quattro fiumi: latte, miele, vino e acqua è la dimora eterna del giusto, il Paradiso descritto nel Corano
Immagine dalle Mille e una notte, XV sec.

cultura o tempo il giardino esiste sempre perché è portatore di vita e di bellezza ed è sempre un posto dove si sta bene, luogo fisico o dell’anima dove l’uomo riposa o viene premiato  nella tradizione islamica, il giusto viene premiato da Allah e vive in un giardino dove troverà miele, delizie, berrà vino (vietato in vita) e avrà molte donne. Quattro alberi con i quattro fiumi: latte, miele, vino e acqua è la dimora eterna del giusto, il Paradiso descritto nel Corano.

 

 

 

 

 

Immagine tratta dalle illustrazioni delle Mille e una notte xv sec
G.Doré Ezechiele, incisione 1876

 

Un altro giardino noto è quello di Dante, il profeta Ezechiele cui Dante s’ispira molto. Dante colloca il giardino dell’Eden in cima al Purgatorio e lo descrive ispirandosi al profeta e ad altri scrittori come Virgilio, ecc. Qui incontra Beatrice che lo condurrà nel viaggio nel Paradiso ma qui incontra anche Matelda che è un personaggio simbolo dell’innocenza di Adamo, dell’uomo prima del peccato originale.

Il giardino – dell’Eden – può essere un luogo fisico. [Eden è una parola d’origine ebraico – sumera che significa appunto giardino, tradotto in greco nella Bibbia dei LXX come “Paradeisos” e san Girolamo nella Vulgata tradurrà con il nostro Paradiso]

 [Eden è una parola d'origine ebraico – sumera che significa appunto giardino, tradotto in greco nella Bibbia dei LXX come "Paradeisos" e san Girolamo nella Vulgata tradurrà con il nostro Paradiso]
Max Ernst Gioia di Vivere, 1936

Il Paradiso, il giardino è un luogo anche dell’inconscio, senza entrare in un discorso psicologico relativo ai surrealisti. Però volevo introdurre una sfaccettatura che spesso viene trascurata quando si parla di giardino dell’Eden. Nella tradizione giudaico cristiana, l’Eden non è un luogo fisico, è un luogo dell’anima, alcuni esegeti lo hanno identificato come la Terra Promessa, la Gerusalemme perduta perché il testo della Genesi sarebbe stato scritto non da Mosè come si era ritenuto, ma sarebbe la trascrizione di una tradizione orale del periodo dell’esilio babilonese. L’uomo ha tradito e ha perso la terra promessa per questo è in esilio. In chiave cristiana, il giardino è un luogo dell’anima è il Regno di Dio, luogo spirituale. In questo senso cadono molte delle teorie che affermavano che si trattasse di un luogo in Mesopotamia, o addirittura che sia sprofondato nel mare. Diatribe che sono perdurate per secoli e che hanno diviso le opinioni anche negli stessi Padri della Chiesa. Queste tradizioni che lo legano ad un luogo fisico derivano dalle tradizioni delle religioni antiche sumere, dove Marduk, sarebbe andato a cercare un ramo dell’albero della vita per salvare l’ultimo uomo rimasto sulla terra sotto il mare; oppure l’Apocalisse di Adamo (imm), dove Seth, andrà per salvare il padre a cercare l’albero della vita.

 Queste tradizioni che lo legano ad un luogo fisico derivano dalle tradizioni delle religioni antiche sumere, dove Marduk, sarebbe andato a cercare un ramo dell'albero della vita per salvare l'ultimo uomo rimasto sulla terra sotto il mare; oppure ...

Max Ernst L’Europa dopo il diluvio 1940- 1942

Per Ernst il giardino è come luogo dell’inconscio, qui siamo in periodo nazista e vedremo come il giardino si comincia a trasformare, il primo quadro è prima della guerra e (imm) successivo durante gli anni della guerra, c’è un albero della vita, al centro che è morto perché la guerra porta soltanto morte. L’uomo è messo dalla parte distrutta. È molto interessante l’associazione del giardino anche in questo caso si può trovare sia il luogo interiore e il paradiso perduto, la guerra in questo caso è il peccato.

 È molto interessante l'associazione del giardino anche in questo caso si può trovare sia il luogo interiore e il paradiso perduto, la guerra in questo caso è il peccato

Il paradiso dell’Eden di Rubens, Prado 1628.

Il Paradiso descritto in Genesi 2, qui si sta compiendo in Genesi 3, lettura del giorno dell’Immacolata Concezione. Momento del peccato originale, Dio mette Adamo nel giardino, gli dice che può dare il nome a vegetali e animali [in tema biblico significa prenderne possesso], deve custodire il giardino però non può mangiare del frutto dell’albero della Conoscenza del Bene e del Male. Il diavolo, il serpente, convince Eva che Dio l’inganna, mangia del frutto dell’albero e ne da’ ad Adamo. Si vergognano, dopo e Dio li cerca, e quando li trova, inizia lo “scarica barile”, Adamo dice: “la donna che mi hai messo a fianco mi ha dato dell’albero”; Eva di suo incolpa giustamente il serpente e tutti e tre si ritrovano maledetti: l’uomo a lavorare la terra, la donna partorire con dolore e il serpente strisciare. Ma c’è un’altra cosa ben più importante c’è la promessa – minaccia al diavolo dell’arrivo di Maria che “gli schiaccerà la testa e lui le insidierà il calcagno” che si avvererà nell’Apocalisse.

Hieronymus Bosch, part. Trittico del Fieno, posteriore, Madrid, Prado 1516

Artista vissuto tra 1450 – 1516, controverso nel suo tempo, amato e criticato, piaceva molto ai reali di Spagna, infatti quasi tutte le sue opere si trovano al museo del Prado di Madrid

Artista vissuto tra 1450 – 1516, controverso nel suo tempo, amato e criticato, piaceva molto ai reali di Spagna, infatti quasi tutte le sue opere si trovano al museo del Prado di Madrid. Ha la caratteristica di essere crudo e visionario soprattutto per l’epoca in cui vive. Qualcuno lo ha definito un surrealista ante litteram, ma nel Medioevo non c’era tutto il discorso sulla psicologia e tante patologie che oggi riconduciamo alla psiche erano semplice follia (o possessione diabolica per i più fondamentalisti).

Bosch era un ottimo traduttore di quella che era la “Bibbia dei poveri”, in pochi leggevano nel Medioevo e alla religione si aveva accesso o tramite le omelie, le prediche o tramite le immagini degli artisti. Hieronymus Bosch traduce quelli che sono i premi dei giusti e le condanne dei peccatori in diverse opere raffiguranti l’aldilà. Questa è la parte esterna del “Trittico del fieno” dipinto del 1516 anno della sua morte, conservato al Prado. Vediamo già che dietro ci sono due alberi, ma prima vediamo che il personaggio, il “matto” ci dice già come dobbiamo porci davanti all’opera: il folle è colui che vede le cose che gli altri non vedono ed accetta le cose che altri non vogliono [si è usato anche per definire Van Gogh, lui riusciva a “guardare in faccia il sole” perché era abbastanza matto]. Il folle di Bosch rivela le cose che gli altri non direbbero, dice le cose a caso senza inibizioni dettate dalla morale o da certi divieti. Questi pellegrini medievali erano personaggi con il ruolo di cantastorie e quelle che raccontavano, spesso e volentieri, erano delle storie della Bibbia.

A proposito di racconti, dobbiamo tener presente che l’iconografia religiosa ha avuto delle fonti, la principale è la Sacra Scrittura, poi ci sono i testi apocrifi. Ora non pensiamo che i testi apocrifi siano qualcosa da collegare all’esoterico, al satanico, totalmente anti – cristiano; perché spesso e volentieri ci sono dei benpensanti che affermano a torto questo, non è vero sono “apocrifi” per il semplice motivo che non sono entrati nel canone ufficiale dei testi sacri, non vengono letti durante le celebrazioni liturgiche, non sono riconosciuti come completamente ispirati dallo Spirito Santo, ma non significa che non possano essere dei testi religiosi, al pari della storia della vita di un santo. Anche le Confessioni di sant’Agostino sono testi non letti in liturgia ma questo non rende le opere del Padre della Chiesa antireligiose o esoteriche. O ancora la biografia di san Francesco d’Assisi il fatto che non si legga nella Messa non rende il nostro patrono meno santo e non partecipe alla grande e lunga storia della salvezza. Altra cosa che rende gli apocrifi “non canonici” è la difficile datazione e la grande fantasia apologista che alcuni testi contengono, come un vangelo dell’infanzia di Gesù dove lui da’ vita ad uccellini di legno scolpiti da san Giuseppe. È ovvio che risulterebbero poco credibili, sono molto belli e coinvolgenti dal punto di vista letterario, ma un po’ troppo “fantasy”. Ci si sono scornati per molto tempo, soprattutto i Padri della Chiesa e gli hanno ritenuti degli ottimi testi cristiani ma non adatti alla liturgia. Sono però ottime fonti d’ispirazione per gli artisti soprattutto nel medioevo.

 Sono però ottime fonti d'ispirazione per gli artisti soprattutto nel medioevo

G.B. Tiepolo, san Michele che caccia gli angeli ribelli.

Poi tra le fonti c’è il Beato Jacopo da Varagine che ha scritto la Legenda Aurea raccogliendo anche lui delle tradizioni orali e apocrifi. Pannello del Paradiso Terrestre dove abbiamo una descrizione di quello che avviene tra nei capitoli due e tre della Genesi, in alto vediamo scendere come delle mosche, quelli sono gli angeli caduti perché si dice che il peccato originale sia stato suggerito da Lucifero perché voleva vendicarsi nei confronti di Dio perché aveva preferito l’uomo agli angeli. La storia della cacciata di Lucifero e degli angeli ribelli fa parte dei cosiddetti apocrifi. Lui era il più bello e sapiente tra gli arcangeli, era il più sapiente e la “sapienza” di Dio è la cosa più grande che si possa possedere, non è solo conoscenza, è qualcosa di più forte e più profondo. Lucifero, lo dice il suo nome, era il “portatore di luce” era il migliore di tutti ed è stato talmente tanto superbo da auto definirsi superiore a Dio. Il suo “fratello” angelico Michele sentendogli fare quest’affermazione gli dice “Chi, come Dio?” e lo caccia dal Paradiso per il suo atto di superbia [in ebraico Michele = chi come Dio]. Con Lucifero andarono altri angeli ribelli. Allora l’invidia dell’arcangelo caduto nei confronti dell’uomo ha fatto sì che ispirasse e la tentazione e la caduta dell’uomo sicché anche Dio avrebbe perso le sue creature, se non che, nel grande progetto c’era il Salvatore.

 Allora l'invidia dell'arcangelo caduto nei confronti dell'uomo ha fatto sì che ispirasse e la tentazione e la caduta dell'uomo sicché anche Dio avrebbe perso le sue creature, se non che, nel grande progetto c'era il Salvatore

Trittico del Fieno, parte anteriore

In quest’immagine c’è l’antefatto, c’è la creazione, la nascita di Eva, c’è la tentazione (con il serpente con un viso di donna, vedremo poi perché), c’è la cacciata dal Paradiso che è un luogo serrato. Adamo ed Eva si coprono perché sono nudi, come dice anche la Genesi e vengono sbattuti “fuori dalla porta”.

 Adamo ed Eva si coprono perché sono nudi, come dice anche la Genesi e vengono sbattuti  "fuori dalla porta"

Otto Dix –  I sette vizi capitali

Otto Dix – Immagine degli anni della guerra, l’invidia è l’omino giallo con i baffetti. Dix amava Bosch, ha realizzato questo dipinto ispirandosi a Bosch. Interessante che Hitler sia l’invidia e non la superbia che cavalca l’avidità. (video copertina)

 (video copertina)

H. Bosch, Quattro visioni dell’aldilà, 1500 -1503  Venezia, Palazzo Ducale

Quattro immagini di Bosch, a Venezia palazzo Ducale, ispirate alle visioni di Tundalo, testo medievale che raccontava di un cavaliere irlandese che vide l’aldilà e il Giudizio Universale. Qui siamo dieci anni prima del Trittico del Fieno, lui rimane fedele a questo tipo iconografico. L’angelo accompagna le anime dei giusti (operazione inversa alla cacciata), la fontana e l’albero della vita sono spesso la stessa cosa, o si affiancano, o si fondono o si danno il cambio, ma rappresentano sempre lo stesso albero della vita, come fonte. Spesso l’albero della Conoscenza del bene e del male è raffigurato come un melo o un arancio, soprattutto un melo con tutte le conseguenze sulla simbologia della mela.

L’inferno, l’assenza di giardino. Fiume dei dannati immagine tipicamente nordica, nella tradizione norrena troviamo Hel uno dei sette regni della mitologia nordica contrapposto al paradiso Asgard, c’è questo fiume con il sangue dei dannati. Desolazione, devastazione, dolore.

 Desolazione, devastazione, dolore

A. Dürer, Il Peccato Originale, 1504

Dürer incisione: il peccato originale con tutta una serie di simboli. In alto c’è un cervo che è Dio che osserva tutto, il pappagallo che è saggezza e oracolo, lo vedremo spesso nelle raffigurazioni di san Giovanni evangelista in riferimento all’Apocalisse. Il gatto è la gelosia, il bue la mansuetudine, il coniglio l’innocenza perduta. L’alce è la ribellione.

 L'alce è la ribellione

Van Der Goes- Peccato originale 1470, conservato a Vienna

La lucertola è femmina, questa immagine è associata alla lussuria, e il peccato che hanno compiuto i progenitori è stato la disobbedienza, ma nel Medioevo, soprattutto, comunque pure in epoca recente, si dava al peccato originale una connotazione di tipo sessuale come se avessero scoperto la sessualità in realtà, il significato lo sappiamo bene è simbolico, ed è la superbia attraverso la quale Eva ed Adamo hanno voluto sostituirsi o paragonarsi a Dio e con questo si sono condannati alla morte perdendo l’immortalità che avevano avuto alla creazione.

L’immagine del tentatore con fattezze femminili è interessante, a volte ci sono dei serpenti con volti femminili e sono legate a un apocrifo che parla di Lilith, la leggendaria prima moglie di Adamo, che a lui non andava a genio e a quanto pare era anche reciproco. Oggi Lilith è simbolo, tra le altre cose, delle femministe, della stregoneria ed è anche considerata in astrologia come la Luna Nera e nel New Age appunto. Per quanto riguarda la storia con Adamo, Lilith è stata cacciata dal Paradiso e quindi si pensa che faccia parte di questa, chiamiamola, cospirazione da parte del Diavolo nei confronti del primo uomo e suggerisce il peccato per prendersi un po’ una rivincita sulla sua rivale, su colei che ha preso il suo posto nel Paradiso Terrestre, non tanto per un interesse su Adamo quanto perché aveva perso la possibilità di abitare nel Paradiso Terrestre.

Quadro di John Collier "Lilith", 1892  (collezione privata) della fine dell'Ottocento

Quadro di John Collier “Lilith”, 1892  (collezione privata) della fine dell’Ottocento. Questo personaggio è stato rivalutato moltissimo e utilizzato tantissimo in ambito romantico – simbolista ed è raffigurata con il serpente anche in questo caso con associazione alla lussuria.

Beato Angelico Annunciazione questa in particolare è del 1430 ed è conservata al Museo del Prado di Madrid ed è la più emblematica per quello che è il nostro tema

Beato Angelico Annunciazione questa in particolare è del 1430 ed è conservata al Museo del Prado di Madrid ed è la più emblematica per quello che è il nostro tema. Qui, Maria è realizzata in maniera molto dottrinale come la nuova Eva, il peccato originale descritto nel libro della Genesi al capitolo tre, ha la sua redenzione con l’Annunciazione quindi attraverso Maria. In alto nella predella vediamo probabilmente il profeta Michea o Isaia, che aveva annunciato appunto l’arrivo della Vergine nella storia della Salvezza. Maria ha in mano il libro perché è considerata sede della Sapienza; nei libri sapienziali dell’Antico Testamento Sapienza, Siracide e Qoelet, la Sapienza di Dio è definita “giardino ricco di frutti”.

Beato Angelico fa anche un'altra Annunciazione dove si intravedono i progenitori, l'episodio del peccato originale, la cacciata dal Paradiso Terrestre, conservata a Cortona e un'altra molto più semplice e, a mio avviso, molto più bella solo con Ma...

Beato Angelico fa anche un’altra Annunciazione dove si intravedono i progenitori, l’episodio del peccato originale, la cacciata dal Paradiso Terrestre, conservata a Cortona e un’altra molto più semplice e, a mio avviso, molto più bella solo con Maria e l’angelo nel chiostro di San Marco a Firenze, convento dei Domenicani, ordine di cui lui faceva parte.

Tiepolo Immacolata Concezione (1767-69) del Prado: la tipica raffigurazione di Maria dell'Apocalisse, l'albero che è caduto è una palma uno dei tanti modi in cui viene raffigurato l'albero della Conoscenza del Bene e del Male, perché è caduto? Per...

Tiepolo Immacolata Concezione (1767-69) del Prado: la tipica raffigurazione di Maria dell’Apocalisse, l’albero che è caduto è una palma uno dei tanti modi in cui viene raffigurato l’albero della Conoscenza del Bene e del Male, perché è caduto? Perché l’albero della vita adesso è la croce di Cristo. L’angelo porta un ramo di ulivo simbolo di pace Maria è portatrice di pace e la colomba oltre che la pace è ovviamente lo Spirito Santo. Alla fine come è consueto in Tiepolo ci sono gli angeli che donano solennità e gloria a tutta la composizione.

 

 Maestro di Boucicaut, 1415 Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso dell'Eden

Maestro di Boucicaut, 1415 Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso dell’Eden

Il Giardino dell’Eden e anche “Hortus Conclusus” luogo chiuso. Gli antichi ebrei pensavano all’Eden diversamente da noi. Per noi il Paradiso è un luogo incontaminato è una spiaggia tropicale è un luogo dove regna la natura lontano dalla città dall’urbanizzazione, per gli antichi ebrei era l’esatto contrario, era luogo dove c’era la civiltà e quindi era chiuso dalle mura era la città. Gerusalemme, quindi, è Paradiso Terrestre, in questo senso, valgono quei discorsi fatti all’inizio relativi alla perdita del Paradiso, alla perdita della Terra Promessa. La città per gli Ebrei era un posto dove tutto era organizzato quindi, dove stare bene dopo tanti anni in cui era stato nomade.

Guido da Graziano miniatura del XV secolo con le conseguenze dopo la cacciata del Paradiso il peccato già avvenuto vediamo Eva incinta che sta filando e Adamo che sta lavorando la terra

Guido da Graziano miniatura del XV secolo con le conseguenze dopo la cacciata del Paradiso il peccato già avvenuto vediamo Eva incinta che sta filando e Adamo che sta lavorando la terra.Tratto dal Tractatus de Creatione Mundi, Siena, Biblioteca Comunale.

ASSENZA DI GIARDINO – IL DESERTO

Altro argomento è l’assenza di giardino ovvero il deserto.

Domenico Veneziano 1445 Giovanni Battista nel deserto conservato a Washington il fiume è il Giordano, Giovanni Battista sappiamo che, prima di iniziare a predicare, ha passato molti anni della sua vita nel deserto nutrendosi di locuste

Domenico Veneziano 1445 Giovanni Battista nel deserto conservato a Washington il fiume è il Giordano, Giovanni Battista sappiamo che, prima di iniziare a predicare, ha passato molti anni della sua vita nel deserto nutrendosi di locuste. Lo stesso Gesù stette 40 giorni nel deserto prima di iniziare la sua predicazione. Gli Ebrei sono stati 40 anni nel deserto; questo periodo di purificazione con il numero 40 che può essere in anni o in giorni è ricorrente nella Sacra Scrittura e anche nella nostra liturgia, la Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua.

Gesù nel deserto di Ivan Kramskoy 1897 conservato a San Pietroburgo

Gesù nel deserto di Ivan Kramskoy 1897 conservato a San Pietroburgo. Immagine simbolista, molto densa di pathos. Alla fine dell’Ottocento si cercava molto il lato del “Gesù uomo” sono iniziati anche molti lavori da parte di storici e teologi e archeologi, soprattutto in ambito protestante, che andavano a cercare anche le testimonianze storiche dell’esistenza di Cristo.

Poi ritroviaPoi ritroviamo Hieronymus Bosch l'Inferno quindi l'assenza di vegetazione e l'albero seccomo Hieronymus Bosch l’Inferno quindi l’assenza di vegetazione e l’albero secco.

 

 

 

 

 

 

 

L’ALBERO

Sri Lanka un Buddha in giardino

L'albero in tutte le religioni ha un significato positivo e una sua controparte

L’albero in tutte le religioni ha un significato positivo e una sua controparte. É Axis Mundi, asse del mondo, perché congiunge i tre stati cieli terra inferi; quindi divinità uomo e giudizio.

L’albero è la vita, esso è sinonimo di vita in tutti i tempi, luoghi e sensi, anche strettamente sessuali.

Vicino agli alberi, sugli alberi, con qualcosa di tratto dagli alberi, varie divinità hanno ottenuto la saggezza o la morte o hanno fatto qualcosa di significativo. Buddha ottiene la rivelazione dell’Ottuplice Sentiero per raggiungere il Nirvana, la strada del Samsara proprio in prossimità di un albero.

Geniale è stata l'idea di Marco Balich per Expò 2015 di scegliere l'albero come simbolo perché congiunge tutte le culture, è la cosa più universale che ci possa essere, questo o quell'altro albero a seconda delle zone da dove proviene ma il signif...

Geniale è stata l’idea di Marco Balich per Expò 2015 di scegliere l’albero come simbolo perché congiunge tutte le culture, è la cosa più universale che ci possa essere, questo o quell’altro albero a seconda delle zone da dove proviene ma il significato è sempre lo stesso ed è positivo. In Giappone, ad esempio, c’è tutta una letteratura dell’albero dei ciliegi la teologia dell’albero del ciliegio ed è interessantissima.

Nelle religioni l'albero è luogo dove una divinità compie qualcosa di importante

Nelle religioni l’albero è luogo dove una divinità compie qualcosa di importante. Se c’è un Dio che muore avviene su un albero o su un suo derivato come la croce di Cristo. L’albero dell’Expò e anche sull’acqua, altro elemento fondamentale della vita.

Gli alberi venivano utilizzati anche a livello decorativo e poi lentamente sono stati sostituiti da piccole architetture come le colonne. Papa Francesco, nell’enciclica “Laudato sii” al punto 67 parla della custodia del creato:

Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data. Ciò consente di rispondere a un’accusa lanciata contro il pensiero ebraico – cristiano: e’ stato detto che, a partire dal racconto della Genesi che invita a soggiogare la terra (cfr Gen 1,28), verrebbe favorito lo sfruttamento selvaggio della natura presentando un’immagine dell’essere umano come dominatore e distruttore. Questa non è una corretta interpretazione della Bibbia come la intende la Chiesa. Anche se è vero che qualche volta i cristiani hanno interpretato le Scritture in modo non corretto, oggi dobbiamo rifiutare con forza che dal fatto di essere creati a immagine di Dio e dal mandato di soggiogare la terra si possa dedurre un dominio assoluto sulle altre creature. È importante leggere i testi biblici nel loro contesto, con una giusta ermeneutica, e ricordare che essi ci invitano a «coltivare e custodire» il giardino del mondo (cfr Gen 2,15). Mentre «coltivare» significa arare o lavorare un terreno, «custodire» vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura. Ogni comunità può prendere dalla bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future. In definitiva, «del Signore è la terra» (Sal 24,1), a Lui appartiene«la terra e quanto essa contiene» (Dt 10,14). Perciò Dio nega ogni pretesa di proprietà assoluta: «Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti» (Lv 25,23)

Il creato è in prestito all’uomo e quindi deve averne rispetto perché deve tenere il conto del fatto che le future generazioni dovranno usufruirne esattamente come lui, se lo distrugge, lo altera, se lui non ne fa buon uso non resterà nulla per i posteri quindi non è una proprietà assoluta ma la custodia “custodire” qualcosa significa anche averne rispetto significa anche proteggerlo.

Cupola di San Marco Venezia

Cupola di San Marco Venezia

Mosaici del Battistero di Firenze

 Gesù crocifisso, soprattutto all'inizio dell'era cristiana, era raffigurato tra due alberi, quello del bene e del male e quello della vita lui al centro perché fa pace con il mondo

Gesù crocifisso, soprattutto all’inizio dell’era cristiana, era raffigurato tra due alberi, quello del bene e del male e quello della vita lui al centro perché fa pace con il mondo.

Maestro della leggenda di Santa Lucia seconda metà del 400 conservato a Messina ci sono vari alberi 2 alberi e la croce centrale con la scala i due alberi con al centro la croce.

Lentamente, scompaiono gli alberi per essere sostituiti dalle due croci quella del buon ladrone e quella del cattivo ladrone, il primo al quale Gesù promette il paradiso e l’altro invece che lo provoca: “se sei realmente il Figlio di Dio facci scendere e liberaci tutti”. La sostituzione dei due alberi con la personificazione nei due ladri crocifissi ai lati di Gesù.

Liber Floridus di Lamberto De Saint Homér nel 1090 concluso nel 1115: l’Albero della Vita con l’albero della Conoscenza del Bene e del Male sono fusi insieme: da una parte, ci sono le virtù, dall’altra ci sono i vizi. Si tratta di una miniatura di un trattato di botanica che, essendo stato scritto da un monaco, doveva avere anche delle connotazioni dal punto di vista religioso, dato che siamo anche nel Medioevo ci doveva essere sempre un po’ di significato escatologico e apocalittico in ogni cosa che veniva fatta e veniva comunque proposta da dalla Chiesa.

L'Albero della Vita e della conoscenza del bene e del male nel tema escatologico del Giudizio Universale: dannati divisi dai beati con al centro Gesù che divide con il braccio alzato

L’Albero della Vita e della conoscenza del bene e del male nel tema escatologico del Giudizio Universale: dannati divisi dai beati con al centro Gesù che divide con il braccio alzato.

Facciata del Duomo di Orvieto

Facciata del Duomo di Orvieto.

L’albero della vita importante in tutte le religioni si è detto. Tomba del faraone Thutmosi III che viene allattato dalla dea Iside che è mutata in albero. Per gli egizi l’albero più Nel settimo girone dell'inferno gli uomini sono mutati in albero, nella fattispecie sono i suicidi, forse, ma questa è un'ipotesi mia, per il discorso di Giuda che si impiccò all'alberoimportante era il sicomoro.

 

Nel settimo girone dell’inferno gli uomini sono mutati in albero, nella fattispecie sono i suicidi, forse, ma questa è un’ipotesi mia, per il discorso di Giuda che si impiccò all’albero.

Pavimento della cattedrale di Otranto XI sec, molto bello, con l'albero della vita che si dirama con varie immagini, si tratta di un mosaico, cosa molto interessante è che a Conegliano d'Otranto, nelle vicinanze, secoli dopo, vi è un pavimento cop...

 

 

Pavimento della cattedrale di Otranto XI sec, molto bello, con l’albero della vita che si dirama con varie immagini, si tratta di un mosaico, cosa molto interessante è che a Conegliano d’Otranto, nelle vicinanze, secoli dopo, vi è un pavimento copia quello della cattedrale alto medievale, ma questa chiesa è stata conclusa nel 1877 e consacrata qualche anno dopo. La tecnica musiva è stata ripresa dopo tanti anni in cui era caduta in disuso.

 La tecnica musiva è stata ripresa dopo tanti anni in cui era caduta in disuso

Abside di San Clemente in Roma, notare la base l'albero da cui viene ricavata la croce con Adamo, qui c'è da introdurre tutto il discorso sulla "Leggenda della Vera Croce", che sarebbe tratta da un albero nato dal corpo di Adamo morto

Abside di San Clemente in Roma, notare la base l’albero da cui viene ricavata la croce con Adamo, qui c’è da introdurre tutto il discorso sulla “Leggenda della Vera Croce“, che sarebbe tratta da un albero nato dal corpo di Adamo morto. Ci sono molte fonti a riguardo che mise insieme Jacopo da Varagine. Svariati apocrifi e leggende sull’argomento una di queste è stata raffigurata e affrescata nel cicli di Piero della Francesca del convento dei francescani ad Arezzo, dove, Seth uno dei figli di Adamo, quando vede il padre approssimarsi alla morte va a bussare alle porte dell’Eden per chiedere all’Arcangelo Michele un frutto o un ramo dell’albero della vita per poter fare vivere il padre, ma gli viene rifiutato. Nel frattempo, Adamo muore e dal suo corpo nasce questo albero da cui poi sarebbe stato tratto il legno della croce. A qui si collega una visione della regina di Saba che rivela a Salomone che da quel legno dovrà derivare qualcosa d’importante, fino a Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, che assieme ad un ebreo di nome Giuda avrebbe trovato sia i resti del teschio di Adamo (da cui Golgota), sia la le prove di questa storia della croce con il dono della ierognosi di cui era dotata la santa.

 Piero della Francesca, Leggenda della Vera Croce, 1447/1466, Arezzo

Piero della Francesca, Leggenda della Vera Croce, 1447/1466, Arezzo

Con questo stesso stile, l’iconografia ci offre anche l’albero di Iesse preso da Isaia 11,1: “Un germoglio sorgerà dalla stirpe di Iesse”, costui era padre di Davide della cui discendenza fa parte anche Giuseppe il padre putativo di Gesù. All’inizio del Vangelo di Luca e di Matteo vengono indicati in uno a scendere, nell’altro a salire, i membri di questa stirpe: Luca include anche Maria.

Duomo di Pisa formella con l'albero di Iesse (data) appunto con la stessa iconografia del discorso di Adamo dai cui spunta l'albero, lui è praticamente le radici di questo albero

Duomo di Pisa formella con l’albero di Iesse (data) appunto con la stessa iconografia del discorso di Adamo dai cui spunta l’albero, lui è praticamente le radici di questo albero.

Klimt Albero della vita  visto come sessualità, come vita che viene generata dall'atto sessuale

Klimt Albero della vita  visto come sessualità, come vita che viene generata dall’atto sessuale.

Nell’antichità chi non era fidanzato, il “single” partecipava ad una festa chiamata di Adamo ed Eva, dove s’incontravano sotto un albero ragazzi e ragazze per danzare. Spesso accadeva durante le feste popolari in primavera, ma in particolare c’era una festa di Adamo ed Eva il 24 dicembre, proprio la vigilia di Natale, giorno della memoria dei progenitori, l’albero in questione, vuoi per le luci e le decorazioni, vuoi per la data, sembrerebbe un antesignano di quelli che sono i nostri alberi di Natale. L’albero dei peni o albero della fertilità è un dipinto murale a Massa Marittima dove ci sono delle fanciulle che aspettano che caschino i membri maschili frutti dell’albero e delle Aquile nere che confermano questo simbolo di mascolinità di fertilità, virilità

 L'albero dei peni o albero della fertilità è un dipinto murale a Massa Marittima dove ci sono delle fanciulle che aspettano che caschino i membri maschili frutti dell'albero e delle Aquile nere che confermano questo simbolo di mascolinità di fert...

L’Albero della Vita ancora in chiave sessuale riferita al fallo maschile, organo maschile che si congiunge al femminile e i rispettivi peli del pube ad indicare rami e foglie.

Nella simbologia esoterica c'è stata anche una ripresa dell'immagine degli alberi nel dualismo Albero della Vita  - albero della Conoscenza del Bene e del Male nelle iconografie dei tarocchi, nella fattispecie queste sono di Ryder White della metà...

Nella simbologia esoterica c’è stata anche una ripresa dell’immagine degli alberi nel dualismo Albero della Vita – albero della Conoscenza del Bene e del Male nelle iconografie dei tarocchi, nella fattispecie queste sono di Ryder White della metà dell’Ottocento.

L’albero di Natale, per chiudere con una curiosità, è un albero di buon auspicio: è un abete o un pino a seconda delle zone climatiche, è un albero usato moltissimo per quanto riguarda la simbologia dell’amore perché è un sempreverde quindi sinonimo di amore immortale. Il pino, ad esempio, era donato sotto forma di ghirlande per i matrimoni dell’antica Roma. Era utilizzato con questa connotazione anche in Oriente e nel nord Europa, anche se in questo caso era l’abete.

Il primo albero di Natale è lettone e si trovava a Riga si trattava più dell'albero di Capodanno è del 1510

Il primo albero di Natale è lettone e si trovava a Riga si trattava più dell’albero di Capodanno è del 1510 . Vi è un’iscrizione in una piazza di Riga in otto lingue che attesta questo primato.

Il primo albero di Natale cristiano è del nord Europa era un abete, albero sacro ad Odino tradotto dal cristianesimo. In Italia, è stata la Regina Margherita la prima a volere l’albero di Natale.

Pino o abete ha comunque significato anche cristiano, perché Cristo è fonte di vita e il fatto che si tratti di un albero sempreverde è chiaro riferimento alla Risurrezione e all’immortalità dell’anima.

Prof. Dott. Laura L.C. Allori

Pino o abete ha comunque significato anche cristiano, perché Cristo è fonte di vita e il fatto che si tratti di un albero sempreverde è chiaro riferimento alla Risurrezione e all'immortalità dell'anima