TICDS 3 – Il pugilato, la “nobile arte”

[Immagine in evidenza: Pugile – Roma Stadio dei Marmi del Foro Italico]

A pochissimo dalla perdita del grandioso Mohamed Alì, è doveroso un omaggio allo sport che lui praticava da vero artista. Forse lo è stato altrettanto e a modo suo Mike Tyson, morsicatore di lobi come pochi, che forse, se fosse vissuto ai tempi degli antichi romani, avrebbe vissuto questo sport con la giusta violenza …

Ma Cassius Clay, Alì non era così, lui dell’unico sport definito “arte” e addirittura “nobile” ne ha fatto davvero una forma espressiva senza violenza ma di puro gesto atletico, laddove proprio la bellezza diventa protagonista del fare di un boxeur e della vita dell’uomo che la pratica.

In questo capitolo voglio mettere a confronto due opere con stili tradizionali: scultura e pittura ma lontanissime a livello di secoli.

Prima di addentrarmi nell’analisi dei due capolavori, una parola sul rapporto tra arte e pugilato, di sicuro di vecchia data, anche a giudicare dalle rappresentazioni che questo sport vanta in ambito antico, non solo nella statuaria e nei vasi greci, ma addirittura Sumeri, poi è stato adottato dai Romani in una forma più violenta.

Anche san Paolo ha praticato il pugilato: Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato. (I Cor 9, 24-27)

La colonna del cristianesimo usa la pratica sportiva come esempio della forza e della dedizione che si deve mettere nel “praticare” la propria fede e credo avesse ragione, anche perché non oserei mai contraddire l’apostolo dei Gentili!

In epoca romana, dunque le opere riguardanti il pugilato perdurano, per poi sparire fino al XVIII secolo.

Le rappresentazioni grafiche mutano come è mutato lo sport, che ha avuto una regolamentazione piuttosto tardiva, almeno nel modo in cui lo conosciamo adesso con il nome di boxe.

Ancora una volta, il realismo di metà ottocento, fino alla seconda guerra mondiale vede nel pugile un connubio di forza, bellezza e corporeità e in questo sport quella realtà “vera” e cruda quale era.

Nei tempi del fascismo, Primo Carnera è stato il “discobolo di Mirone” italiano, esempio – suo malgrado – di una supremazia della razza. Ma nel suo caso vinse lo sport, quindi vinse l’amore e, dunque l’arte.

Proprio un suo ritratto sarà oggetto di questo capitolo, ma prima, il suo illustre antenato: Il pugile a riposo attribuito a Apollonios di Atene, inserito in quella chiamata arte ellenistica neoattica che copre i secoli dal I a

Proprio un suo ritratto sarà oggetto di questo capitolo, ma prima, il suo illustre antenato: Il pugile a riposo attribuito a Apollonios di Atene, inserito in quella chiamata arte ellenistica neoattica che copre i secoli dal I a.C. al I d.C. anche se alcuni lo attribuiscono alla scuola di Lisippo o a lui stesso e quindi dovrebbe essere precedente di un paio di secoli. {Io lo ritengo ellenista e mi attengo a quanto indicato in AA.VV. L’Antichità Classica, in «Storia Universale dell’Arte» vol. 1, Novara 1985}

Le differenze tra l’arte classica di Policleto e di Lisippo e l’arte ellenistica sono sostanzialmente legate alla drammaticità. Un atleta olimpico del mondo classico era raffigurato in tutta la sua gloria silenziosa, nella bellezza “buona” della filosofia greca, quella della poetessa Saffo, quell’ideale che divinizza il corpo umano come un’armonia di forme perfette, spesso a riposo, in piedi o in trionfo (ma composto e ieratico, come dicessero «ammirami»), o che svolge piccole gesta fino al cogliere l’atto della concentrazione prima del gesto atletico del Discobolo di Mirone. Nell’arte ellenistica, paragonabile nei confronti della classica al Manierismo per il Rinascimento, il pathos, il sentimento entra nell’opera e così anche il nostro pugile a riposo non è esente dai segni della fatica, il realismo intenso dei suoi antesignani guantoni, i cesti, il volto che rammenta lo scontro atletico appena svolto e la posizione di chiaro abbandono dopo lo sforzo ce lo rivelano senza troppa indoratura. Ma è proprio questo il bello di quest’opera, la sua intensa realtà che la rende bella e buona, perché lui ha vinto, lui è l’eroe del giorno, immortale per i secoli a venire.

L’opera è conservata presso il museo Nazionale Romano assieme ad altri capolavori anche di arte e sport.

Diverso è il ritratto di Primo Carnera di Giacomo Balla.

Diverso è il ritratto di Primo Carnera di Giacomo Balla

Giacomo Balla, Primo Carnera, olio su tela, 1933.

Il 22 ottobre 1933 il pugile Primo Carnera, da pochi mesi è campione del mondo dei pesi massimi, sostiene a Roma il suo primo incontro in difesa del titolo nel più grandioso tra gli eventi organizzati dal Partito Fascista nell’imminenza dell’anniversario della marcia su Roma. Nelle settimane che precedono il match viene creata dalla politica quella propaganda dell’attesa che ancora oggi determina un certo tipo di sponsorizzazioni: quotidiani e riviste pubblicano innumerevoli articoli e immagini che esaltano il campione, eccellenza dello sport italiano. Quando Carnera e il suo avversario Uzcudun si scontrano sono presenti più di settantamila persone gremiti attorno al ring di Piazza di Siena.

Sotto gli occhi compiaciuti del duce, il campione vince nettamente ai punti.

Nel clima di lode collettivo, Giacomo Balla, appassionato di sport, dipinge quello che è destinato a passare alla storia come il più celebre ritratto di Carnera.

La posa è fin troppo ovvia, lui di fronte che alza i guantoni. Ad un primo sguardo può sembrare un’opera nettamente lontana dal “futurBalla” che siamo abituati a conoscere … ma non è così, dell’idea futurista, il pittore prende uno dei concetti più belli e meno noti: la luce. Quella gelida, fredda del flash, così adatta per loro ad interpretare l’arte moderna e, attenzione, l’arte sacra. Carnera è una divinità, illuminato da questa luce diretta, la sua ombra imponente come la sua stazza è proiettata sullo sfondo e quasi tende ad alzarsi per fondersi con lui, come se fosse lo spirito del suo sport. Giacomo Balla è cresciuto a puntinismo, scapigliatura, realismo e futurismo, li ha fusi assieme e ha fatto il suo piccolo capolavoro senza pestare i piedi al regime censurante, anzi, giocando il loro gioco ma senza perdere in bellezza. La pennellata è delicata, sfuggente, mista con l’atmosfera, quasi rammenta quell’Impressionismo ormai vecchio di cinquant’anni quasi, quel Renoir delle bagnanti o un certo Degas, con la differenza che qui c’è un super – pugile, non una ballerina né una bella ragazza al bagno.

In questo ritratto c’è l’anima dell’atleta, c’è la celebrazione dello sport e della bellezza, non c’è propaganda politica, quella (come nel caso del povero Discobolo) è solo sciacallaggio mediatico, non è l’intento di Balla. Non a caso questo è l’unico ritratto, tra i tantissimi del pugile, ad essere rimasto nel cuore di tutti.

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CONSIGLI MULTIMEDIALI:

Film sul pugilato:

TORO SCATENATO – di Martin Scorsese con Robert De Niro, 1980

MILLION DOLLAR BABY  del 2004 interpretato, diretto e prodotto da Clint Eastwood  con oscar a Hilary Swank.

ROCKY – 1976 diretto da John G. Avildsen. Sylvester Stallone, allora attore poco conosciuto, ha scritto ed interpretato questo film. Indimenticabili le musiche di Bill Conti della colonna sonora.

ROCKY 2 è del 1979, il terzo del 1982 e il quarto del 1985, ROCKY 5 del 1990

ROCKY BALBOA film del 2006 diretto da Sylvester Stallone. È il sesto capitolo della fortunata serie di Rocky, iniziata nel 1976 e, come i precedenti episodi, è sceneggiato, interpretato e diretto da Sylvester Stallone   CREED – Nato per combattere, del 2015 diretto da Ryan Coogler, con protagonisti Michael B. Jordan e Sylvester Stallone. Si tratta di uno spin-off della saga di Rocky, la cui storia si svolge dopo Rocky Balboa, sesto film della serie.

THE FIGHTER ,  2010 diretto da David O. Russell

CINDERELLA MAN  – Una ragione per lottare è un film del 2005 diretto da Ron Howard, e ispirato alla vera storia dell’ex campione dei pesi massimi James J. Braddock , con protagonista Russel Crowe

SOUTHPAW – L’ultima sfida è un film del 2015 diretto e prodotto da Antoine Fuqua, con protagonista Jake Gyllenhaal

HURRICANE – Il grido dell’innocenza è un film diretto da Norman Jewison del 1999. Basato sulla vita del pugile Rubin Carter, la sceneggiatura è stata ideata da Armyan Bernstein e Dan Gordon

LASSU’ QUALCUNO MI AMA del 1956 diretto da Robert Wise tratto dalla biografia di Rocky Graziano, campione di boxe degli anni quaranta.

IL GRANDE MATCH – del 2013 diretto da Peter Segal, con protagonisti Sylvester Stallone e Robert De Niro.

THE BOXER –  1997 diretto da Jim Sheridan

ALì –  2001 diretto da Michael Mann con Will Smith

IL GRANDE CAMPIONE del 1949 diretto da Mark Robson  con Kirk Douglas

TATANKA è un film del 2011 diretto da Giuseppe Gagliardi, tratto dal racconto di Roberto Saviano Tatanka scatenato incluso ne La bellezza e l’inferno. Il film ha per protagonista il pugile Clemente Russo, al suo esordio come attore cinematografico

CARNERA – The Walking Mountain è un film del 2008 diretto da Renzo Martinelli e prodotto da Riccardo Pintus.

e molti altri …

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LIBRI

Alla fine di ogni cosa, libro di Mauro Garofalo, edito da Frassinelli.

I giorni non si scavalcano. Leonard Bundu, il romanzo di un pugile di Marco Archetti edito da Rizzoli, 2015

True – La mia storia, libro di Mike Tyson, edito da Pickwick (Piemme) 2015

La sfida di Alfredo Colitto, Piemme 2012

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FUMETTI E MANGA

Rocky Joe (あしたのジョー Ashita no Jō, “Joe del domani”)  1° edizione 1968

La serie animata è arrivata in Italia nel 1982 quando era già vivente in Giappone dal 1971.

C’è anche un lungometraggio del 1980, Rocky Joe, l’ultimo round

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CURIOSITA’: nel manga e anime conosciuto in Italia come Ransie la strega (Tokimeki tonight o Batticuore Notturno nel fumetto) il protagonista maschile Paul (Shun) pratica il pugilato. Epico per i fan è l’episodio che rievoca le scene del film Rocky.