TICDS 6 – Lo sport dei re: il Tennis

IMMAGINE IN EVIDENZA: Umberto Boccioni, Partita a tennis, 1904-1906, collezione privata.

Il 28 maggio 1606, in via di Pallacorda a Roma, per una lite dopo una partita a tennis Michelangelo Merisi da Caravaggio ha ucciso Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore e sul campo di gioco. Forse era presente Cecco, il prediletto dell’artista maledetto, e da quella scena, come era solito fare anche il maestro, trasse ispirazione per un dipinto, che solo recentemente gli è stato attribuito completamente: La morte di Giacinto. Costui è raffigurato agonizzante tra le braccia di Apollo ed entrambi i personaggi hanno una racchetta.

 Costui è raffigurato agonizzante tra le braccia di Apollo ed entrambi i personaggi hanno una racchetta

La morte di Giacinto è solo uno dei tanti quadri che hanno per soggetto il tennis. Un viaggio all’interno del filone può risultare intrigante e pieno di sorprese, come conferma Gianni Clerici, uno dei maggiori esperti al di questo sport, anche nelle sue derivazioni storiche e culturali.

Prendiamo Giambattista Tiepolo, un lavoro del 1752-53, dove, alla narrazione mitologica combina elementi reali. L’opera è stata commissionata da un nobile tedesco, che intendeva così perpetuare la memoria del suo amante, un musicista spagnolo appassionato tennista che era morto in un incidente di gioco.

«E tali incidenti non erano rari – spiega Clerici Le durissime sfere di cuoio potevano fare davvero molto male» Nel quadro del Tiepolo, di fianco al protagonista, ci è consentito peraltro di ammirare uno dei più raffinati e meglio rifiniti esempi di racchetta. Le corde, che attorno al 1750 erano ancora, spesso, diagonali, sembrano già annodate secondo l’uso odierno.

Ma qual è il più antico dipinto sul tennis?

A dire il vero non è ritratto lo sport, e quindi andrebbe contro lo scopo di questa trattazione

A dire il vero non è ritratto lo sport, e quindi andrebbe contro lo scopo di questa trattazione. Si tratta, sempre seguendo Clerici di un’opera a tema biblico di Lucas Gassel, pittore fiammingo della metà del cinquecento. Come era d’uso anche all’epoca, i temi biblici venivano “modernizzati” con elementi contemporanei, dagli abiti alle architetture, così anche lo sport. Assieme a David e all’amata Betsabea c’è un campo da gioco del tennis. Questo pare abbia avuto anche un discreto seguito e anche una decina di altri artisti contemporanei al Gassel e successivi hanno avuto la medesima ispirazione.

 Questo pare abbia avuto anche un discreto seguito e anche una decina di altri artisti contemporanei al Gassel e successivi hanno avuto la medesima ispirazione

Vi è un ritratto del piccolo Carlo XI all’età di due anni, con una racchetta. Opera di Germain Le Manier del 1552. Questo sport era la fissa del sovrano, che si dice governasse con la racchetta in mano.

C’è il ritratto di un giovane della nobiltà italiana della seconda metà del Cinquecento attribuito a Sofonisba Anguissola. C’è il ritratto di Federico Ubaldo della Rovere, lui pure alla tenera età di due anni, eseguito probabilmente da Federico Barocci nel 1607. Ci sono Carlo Emanuele II di Savoia e il fratello effigiati bambini, attorno al 1636, da Francesco Cairo. Tutti con la loro racchetta. Racchetta che nello stesso periodo i pittori fiamminghi includeranno tra i simboli della Vanitas: così è per Jan Bruegel il Giovane (Allegoria del mondo); così è per Jan van Kessel (Ecclesia). Nel Settecento e nell’Ottocento, il tennis diventerà per gli artisti anche reportage di costume, come nella rissa fra teatranti e giocatori dipinta da Jean Baptiste Joseph Pater, o strumento di denuncia e satira sociale, come in The Mock Election di Benjamin Robert Haydon. (cfr. Gianni Clerici, in Stile Arte, 1/5/2008 http://www.stilearte.it/caravaggio-e-altri-tennisti/ consultato il 12 luglio 2016)

Con il Novecento anche questo sport irrompe nell'arte ad opera dei Futuristi ma di sicuro tutti avranno alla mente la Musa Metafisica di Carlo Carrà

Con il Novecento anche questo sport irrompe nell’arte ad opera dei Futuristi ma di sicuro tutti avranno alla mente la Musa Metafisica di Carlo Carrà.

D’altra parte il tennis era definito il gioco dei re e re dei giochi, opinabile forse la seconda parte, ma non si può negare che tutti quando si parla di Wimbledon almeno mezza notizia la leggano. Forse rimane tra gli sport più visti al mondo dopo il calcio, la formula uno, il basket, il ciclismo (in Europa) e il baseball negli Stati Uniti.

 

 

C’è persino un’Associazione di collezionisti di opere a tema tennis (ho sbagliato tutto nella vita, altro che dipingere tuffatori!).

C'è persino una associazione di collezionisti di opere a tema tennis (ho sbagliato tutto nella vita, altro che dipingere tuffatori!)

Ovviamente abbiamo anche la statua del tennista nel ormai già citato Stadio dei Marmi del Foro Italico.

Ovviamente abbiamo anche la statua del tennista nel ormai già citato Foro Italico

In tempi recentissimi, sono state realizzate delle statue in terracotta dedicate a grandi tennisti ( tra cui Andy Roddick, Novak Djokovic, Rafael Nadal and Roger Federer), simili ai guerrieri dell’antica muraglia cinese

Alla fine, le opere che vorrei commentare oggi sono La morte di Giacinto di Giambattista Tiepolo del 1752-'53 conservata Collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid e la Musa Metafisica di Carlo Carrà del 1917In tempi recentissimi, sono state realizzate delle statue in terracotta dedicate a grandi tennisti ( tra cui Andy Roddick,Novak Djokovic, Rafael Nadal and Roger Federer), simili ai guerrieri dell'antica muraglia cinese 

 

Alla fine, le opere che vorrei commentare oggi sono La morte di Giacinto di Giambattista Tiepolo del 1752-’53 conservata Collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid e la Musa Metafisica di Carlo Carrà del 1917.

Alla fine, le opere che vorrei commentare oggi sono La morte di Giacinto di Giambattista Tiepolo del 1752-'53 conservata Collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid e la Musa Metafisica di Carlo Carrà del 1917

Il primo dipinto, come già detto è una tela su commissione e racconta il mito descritto da Ovidio, rivisitato un secolo prima, secondo cui Giacinto morì perché per sbaglio colpito da Apollo. La scelta del tema onorava un amante, maschio come era d’uso anche nell’antica Grecia, morto accidentalmente durante la pratica di uno sport. Forse non è l’opera migliore di Tiepolo o quella per cui viene citato nei libri di storia dell’arte ma l’intensità del tema, forse il dolore del committente per la perdita dell’amato e quell’amore speciale, tutto settecentesco per i miti antichi riporta in quello che a mio avviso di kitsch non ha nulla, è un lavoro pregevole, come era solito fare il Tiepolo.

 Forse non è l'opera migliore di Tiepolo o quella per cui viene citato nei libri di storia dell'arte ma l'intensità del tema, forse il dolore del committente per la perdita dell'amato e quell'amore speciale, tutto settecentesco per i miti antichi ...

La musa di Carrà è un’altra storia. Siamo in quell’ambito, la metafisica, che richiama il sogno e qualcosa che sta tra il reale e il divino, in un piano intermedio dove subconscio, fede e arte si accavallano e viene proposta una modella manichino con in mano una racchetta in una stanza, un ripostiglio, un luogo irreale, popolato di oggetti a tal punto che anche le persone e lo sport diventano solo oggetti. La metafisica in arte è ancora più complicata che nella religione, c’è troppa interiorità dell’artista, c’è quel certo non so che del surrealismo, che è lì alle porte, del simbolismo, che s’insinua un po’ dappertutto e c’è il sogno e il mito, quello antico e quello moderno. Carrà ferma quello che dovrebbe essere mobile, congela l’inarrestabile e un manichino diventa musa. Insomma, mette Serena Williams in dispensa!

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MULTIMEDIA

Partiamo dal Giappone, chi come me era bambino negli anni ottanta rammenta di certo Jenny la tennista  (no Genny ‘a carogna è un altro …) con la sua rivale Madama Buttlefly (che cosa trash) …

Jenny la tennista (エースをねらえ! Ēsu o nerae?, Ace o nerae! lett. “Punta all’ace!”) è uno shōjo manga sportivo di Sumika Yamamoto, pubblicato negli anni settanta, da cui sono state tratte due serie televisive anime nel 1973 e nel 1978, due serie di OAV nel 1988 e nel 1990 e un film cinematografico nel 1979 diretto da Osamu Dezaki. Della serie TV esistono due edizioni italiane: una andata in onda per la prima volta nei primi anni 80 e un’altra trasmessa dal 1990 su Italia 1 con il titolo Jenny Jenny. Nel 2004 è stato infine mandato in onda un dorama in 11 puntate con Aya Ueto nel ruolo della protagonista, dal titolo Ace o nerae!

Jenny Nolan, è una studentessa del primo anno del Liceo Nishi, che come tutti i licei giapponesi, ha al proprio interno i circoli sportivi per le attività pomeridiane degli studenti. Il Nishi è la culla del tennis. Jenny e la sua amica Mary, prese in parte dalla passione per il tennis e in parte, soprattutto Jenny per l’ammirazione per la stella più brillante del Nishi, Madama Butterfly, si iscrivono al club del tennis, e qui inizia la storia. Jenny, un giorno, si offre di ritirare dal negozio e consegnare a casa la racchetta da tennis a Madama Butterfly, nel negozio un signore la scambia per Reika, causa le iniziali sulla racchetta RR… lei subito smentisce schernendolo poiché non conosce la famosa Madama Butterfly stella del Nishi. Un nuovo allenatore arriva al Nishi per occuparsi del circolo del tennis, e si tratta proprio del signore schernito il giorno prima da Jenny. Il proposito personale del nuovo allenatore è di trovare un talento naturale da plasmare e portare ai massimi livelli. Jeremy O connor, (questo è il nome dell’allenatore) è stato in passato campione nazionale, poi per problemi di salute, che nella prima serie non spiegano(… solo negli Oav della seconda serie) ha abbandonato l’agonismo ed ha concentrato le sue energie nella ricerca del talento da plasmare.   (fonye Wikipedia)

I disegni vi ricordano niente? Riconoscerete la stessa mano delle anime di Lady Oscar e I cavalieri dello Zodiaco, ovvero Shingo Araki.

Ma chi si è dimenticato la fantastica sigla cantata da Nico Fidenco?  Pensate che ha venduto 180.000 copie!

Jeremy and Jenny destra-sinistra/Bem (nel media di copertina)

In tempi più recenti, sempre dal Sol Levante arriva un nuovo idolo legato al tennis: Il principe del tennis (テニスの王子様 Tennis no ōjisama?) uno spokon manga shōnen giapponese creato da Takeshi Konomi, già autore di Cool. Il manga è pubblicato sul Weekly Shōnen Jump della Shūeisha in Giappone da luglio 1999 al 3 marzo 2008. La serie è stata poi raccolta in 42 volumi tankobon. L’edizione italiana è curata da Panini Comics, sotto l’etichetta Planet Manga, a partire dal 22 febbraio 2007. Il 9 aprile 2015 è uscito il 34º volume.

Dal fumetto è stata tratta una serie televisiva anime di 178 episodi, prodotto da Trans Art e trasmesso dal 10 ottobre 2001 al 30 marzo 2005 su TV Tokyo. (Fonte: Wikipedia)

Dal fumetto è stata tratta una serie televisiva anime di 178 episodi, prodotto da Trans Art e trasmesso dal 10 ottobre 2001 al 30 marzo 2005 su TV Tokyo

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FILM SUL TENNIS

Match Point un film del 2005 scritto e diretto da Woody Allen. La pellicola è un film drammatico caratterizzato da situazioni tipiche del thriller, con Scarlett Johannson

Wimbledon un film del 2004, diretto da Richard Loncraine. Il film è liberamente ispirato alla storia vera di Goran Ivanišević, tennista croato che vinse il Torneo di Wimbledon 2001, con Paul Bettany.

Hard, Fast and Beautiful 1951

Il calamaro e la balena un film del 2005 diretto da Noah Baumbach. È uscito nelle sale Italiane il 9 giugno 2006. Il film è stato candidato all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale

Venus and Serena 2012 ‧ Documentario

Tennis no Ōjisama un film del 2006 diretto da Yuichi Abe e basato sul manga Il principe del tennis di Takeshi Konomi

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CANZONI

VAMPIRE WEEKEND – GIVING UP THE GUN

PLANET FUNK – LEMONADE

VIRGINIANA MILLER – LA VERITA’ SUL TENNIS

TENNIS – MARATHON

NO OUJI SAMA – MUSICAL TEATRALE

SUPER TENNIS – THEME SONG

JAMES LIMBORG – RED WHITE & GREEN

B & J – OUR GAME IS RADICAL

CHINHO – JOHN MCENROE E LA RAQUETTE EN BOIS

IGOR NIKOLAEV – KAK TY PREKRASNA “Come sei bella”

MORTIN SOLVEIG E DRAGONETTE – HELLO ft. Bob Sinclar

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Ultimamente Sky dedica degli speciali alle sorelle Williams e, un po’ di mesi fa a Roger Federer