TICDS 7 – Danzare con l’aria – I tuffi

Immagine in evidenza: I KNOW NOTHING – UNDERWATER (DEDICATED TO ILIYA KVASHA) – 60X60 mixed media Lallycula 2015 

Sotto: Yannick Noah – Ose

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Mosaici della piscina del Foro Italico
Mosaici della piscina del Foro Italico

 

Non è facile trovare opere con i tuffi come protagonisti, a parte un paio di reperti di natura tombale della magna Grecia ed etruschi, si deve aspettare il secolo scorso per trovare qualcosa – soprattutto nel campo dell’illustrazione – e la parte che si affaccia al nostro millennio con la fotografia, che a ragione trova nel modo veloce e sinuoso di danzare con l’aria dei tuffatori e delle tuffatrici un modo per esprimere un fascino e una bellezza senza tempo. Poi c’è un’artista, che preferirei non menzionare … una certa Lallycula, che dei tuffi si è innamorata da poco, per caso e per sfida e li ha resi protagonisti della sua arte digitale, non solo perché legati alla sua saga di romanzi, ma anche per conto loro, diventando praticamente l’unica (se si escludono due opere dedicate a Lara Lalli e il ciclo “Questo lo facevo anch’io” o il novello “Screencaps”) produzione artistica non legata alla saga e al lavoro da scrittrice di questa scappata da casa, che sarei io.

 una certa Lallycula, che dei tuffi si è innamorata da poco, per caso e per sfida e li ha resi protagonisti della sua arte digitale, non solo perché legati alla sua saga di romanzi, ma anche per conto loro, diventando praticamente l'unica (se si e...
Lallycula “I KNOW NOTHING – BEFORE AND AFTER” [la scelta del titolo “Non so niente” è polemica]
Non potendo parlare a lungo in terza persona di me stessa, e rimandando il mio momento auto – celebrativo ad altro capitolo, le due opere che vorrei proporre sono distanti tra loro più di duemila e cinquecento anni: La tomba del tuffatore di Paestum e La diver’s Waterfall della Dubai Mall. La prima è stata datata tra il 480 e il 470 a.C., la seconda inaugurata nel gennaio 2009.

Partiamo dalla prima.

La tomba del Tuffatore fu rinvenuta nel 1968 a circa di due chilometri a sud di Paestum, la Lekythos, unitamente alle analisi stilistiche hanno permesso una chiara datazione al decennio compreso tra il 480 e il 470 a

La tomba del Tuffatore fu rinvenuta nel 1968 a circa di due chilometri a sud di Paestum, la Lekythos, unitamente alle analisi stilistiche hanno permesso una chiara datazione al decennio compreso tra il 480 e il 470 a.C. L’immagine del Tuffatore è raffigurata nella lastra di copertura della tomba. Sui quattro lati sono ritratte alcune scene, che raffigurano un convivio. Il ritrovamento è stato fatto da Mario Napoli, uno dei più capaci archeologi campani del secolo scorso.

La scena del Tuffatore raffigura un uomo nudo che si lancia da una sorta di trampolino piuttosto alto verso un corso d'acqua sottostante

La scena del Tuffatore raffigura un uomo nudo che si lancia da una sorta di trampolino piuttosto alto verso un corso d’acqua sottostante. Secondo Mario Napoli il tuffo rappresenterebbe l’inizio del viaggio verso l’aldilà, compiuto dall’uomo al momento della morte, che è allo stesso tempo tuffo verso il mare della vera conoscenza.

Comunque – e fortunatamente -, ci sono anche altre ipotesi: un riferimento a giochi sportivi, che disputavano anche gli atleti delle colonie della Magna Grecia. Quest’ultima ipotesi sarebbe corroborata dal ritrovamento, all’interno della camera funeraria, della lekythos (1), che era utilizzata dagli atleti.

lekythos_quadrate_painter_petit_palais_adut00355(1) La lekythos (in greco antico λήκυθος) è un vaso dal corpo allungato, stretto collo con un’unica ansa e ampio orlo svasato. Era utilizzato nella Grecia antica e nelle zone magno-greche per conservare e versare olio profumato e unguenti, era impiegato dagli atleti, nelle cerimonie funebri e come segnacolo sepolcrale.

Di sicuro, la Tomba del Tuffatore deve ancora essere studiata a fondo e compresa nella sua interezza, tuttavia essa rimane a tutt'oggi l'unico esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia ma, al di là del suo inestimabile valore d...

Di sicuro, la Tomba del Tuffatore deve ancora essere studiata a fondo e compresa nella sua interezza, tuttavia essa rimane a tutt’oggi l’unico esempio di pittura greca di età classica e della Magna Grecia ma, al di là del suo inestimabile valore di testimonianza storica, non ha consentito di conseguire progressi nella conoscenza di questa forma artistica pressoché perduta nel mondo greco. Infatti, ciò che conosciamo è legato più alla ceramica, proprio grazie a questa si sono trovate delle affinità stilistiche delle opere, assieme ad un’influenza tutta “italiana” che è la pittura tombale etrusca.

 Infatti, ciò che conosciamo è legato più alla ceramica, proprio grazie a questa si sono trovate delle affinità stilistiche delle opere, assieme ad un'influenza tutta "italiana" che è la pittura tombale etrusca

Un esempio lo troviamo nella Tomba della caccia e della pesca a Tarquinia, che è più antica (520 – 510 a.C.) ma conserva alcune caratteristiche simili soprattutto nel modo di sistemare le scene all’interno dello spazio. Il nostro tuffatore di Paestum ha avuto una sepoltura più intima, ma solenne comunque perché si festeggia accanto a lui, a mio avviso le ripetute vittorie nei tuffi o in qualcosa che molto doveva somigliare ad essi; perché personalmente non trovo l’ipotesi metaforica di Napoli totalmente plausibile, perché il concetto di acqua come aldilà è qualcosa che è venuto più avanti nel tempo, coadiuvato dal pensiero e dalla simbologia del cristianesimo.

 

 

Di tutt’altro genere è la monumentale cascata dei tuffatori degli Emirati Arabi.

Permettetemi d'introdurre l'apoteosi del fasto e del consumismo mondiale: la Dubai Mall, il più grande centro commerciale al mondo, inaugurato nel 2007, che solo all'inizio del 2009 ha visto questa straordinaria fontana, ma che dei giochi d'acqua ...

Permettetemi d’introdurre l’apoteosi del fasto e del consumismo mondiale: la Dubai Mall, il più grande centro commerciale al mondo, inaugurato nel 2007, che solo all’inizio del 2009 ha visto questa straordinaria fontana, ma che dei giochi d’acqua ha fatto il suo punto di forza, la sua caratteristica predominante.

Permettetemi d'introdurre l'apoteosi del fasto e del consumismo mondiale: la Dubai Mall, il più grande centro commerciale al mondo, inaugurato nel 2007, che solo all'inizio del 2009 ha visto questa straordinaria fontana, ma che dei giochi d'acqua ...

Le fontane, non quella dei tuffatori, ma le più grandi e maestose della Mall, offrono suggestivi momenti con spruzzi e coreografie d’acqua, di notte illuminate, così grandi e belle da vedersi pure dallo spazio. Sarà vero? Questo dicono nello spot del sito …

Questa è una bella domanda, può essere definita in quest'ambito? Non c'è un unico autore ma uno studio di Singapore, il DPA Architects, la cascata è intesa come un portale per diversi ristoranti lungo il perimetro del Burj Dubai Lake, contraddisti...Torniamo alla nostra Diver’s Waterfall. Parlando di fare le cose monumentali di sicuro questa fontana ne ha i numeri: un gioco d’acqua alto 24 metri, ornata con sculture in vetroresina di tuffatori attraversa tutti e quattro i piani della zona commerciale al coperto.

La cascata è costituita da due strutture cilindriche, 30 metri di diametro e 24 metri di altezza, con un serbatoio in testa che alimenta l’acqua in ricircolo. Illuminata spettacolarmente nella notte e progettata per riflettere la luce solare di giorno. È un’opera d’arte?

Questa è una bella domanda, può essere definita in quest'ambito? Non c'è un unico autore ma uno studio di Singapore, il DPA Architects, la cascata è intesa come un portale per diversi ristoranti lungo il perimetro del Burj Dubai Lake, contraddisti...

Questa è una bella domanda, può essere definita in quest’ambito? Non c’è un unico autore ma uno studio di Singapore, il DPA Architects, la cascata è intesa come un portale per diversi ristoranti lungo il perimetro del Burj Dubai Lake, contraddistinto dalla Dubai’s Fountain – di cui detto sopra – lo spettacolo di acqua, luce e musica.

 

Per quanto riguarda i contenuti multimediali, anche qui siamo davvero poveri, ma cercherò di fare delle ricerche approfondite più possibile anche all’estero.

Di certo i blog e i siti che parlano di tuffi non sono il non plus ultra sul campo, anche se uno di essi è gestito da uno che quello sport l'ha praticato anche con qualche soddisfazione

Di certo, i blog e i siti che parlano di tuffi non sono il non plus ultra sul campo, anche se uno di essi è gestito da uno che quello sport l’ha praticato anche con qualche soddisfazione … non c’è molta disponibilità a rendere i tuffi un’attrattiva per i bambini a praticarlo o per gli altri a seguirli – anche se si lamentano non fanno nulla per uscire dal loro ambiente gnostico, spesso chi chiede informazioni è ignorato, trattato con sufficienza e preso in giro. Anche le notizie a livello di media sono limitate alla super – campionessa Tania Cagnotto, che dopo le Olimpiadi si sposerà e si ritirerà (ha 31 anni e ha vinto tutto quello che si poteva vincere, cinesi permettendo), ultimamente abbiamo anche qualche gioia sul fronte maschile, o meglio, riponiamo grandi speranze su Giovanni Tocci e Elena Bertocchi, entrambi artefici di un Europeo da favola a Londra 2016, ma a livello mediatico resta il buio.

Giovanni Tocci e Andrea Chiarabini al trofeo 4 nazioni  (Italia, Russia, Germania, Ucraina) di Torino 2015 (la foto è mia!!!)
La coppia Chiarabini – Tocci al trofeo 4 Nazioni di Torino, dicembre  2015. Foto Lallycula

Alle Olimpiadi per il trampolino sono andati, a parte la maglinifica Tania (bronzo dai tre metri individuale) con Francesca Dallapé (argento nel sincro con Tania Cagnotto) e Maria Marconi che non va oltre l’eliminatoria 3mt individuale piazzandosi diciannovesima; Andrea Chiarabini, Giovanni Tocci per il sincro (terminano sesti classificandosi per le World series,  Chiarabini e Benedetti per l’individuale tre metri e dal fronte piattaforma Maicol Verzotto (27°) e Noemi Batki (26°). La gara sincro maschile dal trampolino (dalla piattaforma non avevamo atleti) è stata al limite del grottesco, stessi tuffi o quasi degli inglesi, pagati in modo diverso. Ma tutta l’Olimpiade è andata così, l’apotesi è stata veder escluso il super campione He Chao addirittura in eliminatoria, vedere russi e russe fantasma di loro stessi ( sia Il’ja Zacharov che Nadežda Bažina hanno collezionato tuffi da zero). Non di meno il fenomeno mediatico Tom Daley, il brinannico idolo delle teens, che è passato da prestazioni da quasi tutti dieci ad essere escluso in semifinale. Insomma tra le condizioni meteo e la giuria un po “cecata” è stata un’Olimpiade da dimenticare per l’Italia e gli altri paesi europei, fatta eccezione per Tania che conclude in bellezza la sua carriera conquistando le sue due uniche medaglie olimpiche.

Un campione troppo spesso sottovalutato è Iliya Kvasha, ucraino, oro dal metro agli Europei 2016.

 

gettyimages-589504384_masterCi sono stati anche momenti da romanzo – non fosse che i cinesi non possono aver letto “Per Amore e per sempre” griderei al plagio, commovente è stata la proposta di matrimonio a He Zi (argento trampolino 3 metri) da parte di Qin Kai, (due medaglie d’oro, una d’argento e una di bronzo ai Giochi olimpici e di sette medaglie d’oro ai Campionati mondiali di nuoto in carriera)

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Red Bull Cliff Diving, Polignano a Mare (Bari) 2016

Assente come disciplina olimpica quella degli High Dives, tuffi dalle grandi altezze, 27 metri per gli uomini e 22 per le donne. Lo spettacolo non solo per la dose di spericolatezza degli atleti e atlete coinvolti, ma anche per gli scenari naturali che vengono offerti durante le gare, in particolare il torneo Red Bull Cliff Diving, che si svolge in location suggestive in giro per il mondo Mi fa piacere segnalare una fotografa, veramente brava: Romina Amato (che però non è autrice della foto qui a lato).

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+Greg Louganis per ESPN

 

Atleta che ha reso la sua vita una forma d’arte e che del suo sport ha fatto un’arte è Greg Louganis  rimando al sito ufficiale e a un blog futuro la sua biografia.

 

 

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MULTIMEDIA:

FILM E PROGRAMMI TELEVISIVI:

– In un episodio della fiction “Non uccidere” (con Miriam Leone) si parla dell’omicidio di una tuffatrice e Gianmarco Tognazzi interpreta un allenatore di tuffi, le scene sono girate alla Piscina Comunale di Torino dove si è svolto il Trofeo 4 nazioni.

–  Tuffi spericolati è un film del 1949 diretto da Friz Freleng. È un cortometraggio animato della serie Looney Tunes, prodotto dalla Warner Bros, uscito negli Stati Uniti il 30 aprile 1949.

– Mare dentro (Mar adentro) di Alejandro Amenàbar, che parla di tuffi ma principalmente di eutanasia …), 2004

– L’Homme que j’aime  di Stephane Giusti, 1997

– Breaking The Surface: The Greg Louganis Story, di Steven Hilliard Stern e parla del fantastico atleta Greg Louganis. Anno 1997

Diving in, di Strathford Hamilton del 1990 mai uscito in Italia

– Un ragazzo adorabile Campus Man (titolo originale), del 1987 talmente interessante da non conoscersi neppure il regista ma ne esiste la versione italiana

– Jump! Stasera mi tuffo è stato un programma televisivo trasmesso su Canale 5 dal 12 giugno al 2 luglio 2013 pare sia stato un “buco nell’acqua” ma ha avuto un discreto successo nelle sue versioni internazionali, su tutte quella inglese (forse perché c’era Daley?) e quella ucraina (con  Kvasha)

Libri …..

Per ora … pur non sapendo nulla l’unico romanzo che non sia una biografia che parla di tuffi è il mio PER AMORE E PER SEMPRE, disponibile ancora per poco su questa piattaforma perché a breve verrà pubblicato.

Già da un paio d’anni esiste la biografia di Thomas Daley e recentemente, negli USA è uscito il libro di David Boudia (con Tim Ellsworth): Greater Than Gold: From Olympic Heartbreak to Ultimate Redemption, che racconta anche l’esperienza dell’atleta come cristiano.

Che tuffo, la vita!  biografia di  Tania Cagnotto e Stefano Bizzotto, edizioni Limina 2012

Musica:

In attesa della pubblicazione di “L’ultimo tuffo” con testo della sottoscritta e musiche di Luca Boriello, al momento non ci sono canzoni italiane dedicate ai tuffi degne di nota.