Through the darkness

Questa storia non è neanche una storia. Perché se si pensa ad un romanzo subito ci si immagina altro. Questa storia è la mia vita, il mio oggi, il mio quotidiano, il viaggio nella mia malattia mentale che si chiama depressione maggiore, con componente bipolare, un costante alternarsi tra luce e oscurità, tra voglia di vivere e di fare e desiderio di morte.

Ecco ogni mio giorno, da quattro anni a questa parte, con momenti di schiarita e altri di terribile tempesta con allerta 1, o rossa, come direbbero oggi.

Questa storia vuole chiedersi insieme a me se sia vita la mia, se sia una malattia reale o ancora una finzione che una mente distorta crea a tal punto da entrarvi dentro, come in un film di cui sei sceneggiatore, regista e protagonista.

Ma è un film che non ti piace.

Oggi sono uscita dopo tanto tempo, dopo tanti sabati passati in casa a vedere la luce del sole che splendeva per gli altri ma non per me.

Sembrava tutto bello, per strada, in mezzo alla gente, tanta gente. Io in mezzo alle persone ho anche incontrato delle persone che non vedevo da tempo, che non mi vedevano da tempo e mi hanno detto “ti vedo bene” … sì, perché fuori sono quei due strati di trucco che fa sembrare tutto migliore, poi a fianco mia figlia che teneva a questa uscita con me come non mai.

Ora mi voglio, a dirle che sono a pezzi, dentro e fuori, stanca morta e delusa. Mi ricordo di mia madre che toccava ferro ogni volta che qualcuno le diceva “oh come la vedo bene”! Io dico solo che sono contenta, da un lato, perché farmi compatire non è la mia indole, ma dall’altro mi piacerebbe che qualche volta si vedesse il buio che ho dentro, fosse soltanto per essere credibile.

(Primavera 2016)

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Immagine in evidenza: Lallycula – Serie “Questo lo facevo anch’io” “I’m on fire” – 100×70 cm, tm su forex 2014 (Liverpool – Collezione Privata)