“La vendetta dei Beoti” l’anti-manuale della scrittura distruttiva. Introduzione

LA VENDETTA DEI BEOTIIl più inutile manuale di scrittura creativa altresì detto: “ascolta quello che dico ma non fare quello che faccio”

Dopo tante domande, tante richieste di consulenze e altrettante critiche sul mio modo di lavorare, mi sono finalmente decisa a scrivere un manuale che raccolga non solo i consigli sul da fare per uno scrittore ma pure tutto quello che non si dovrebbe fare in corso d’opera e dopo averla terminata. Perché è vero, non sono una scrittrice, dopo tanti anni, inutile sottolineare quanti, perché per qualcuno sono sempre troppi mentre per qualcun altro mai abbastanza, non ho ancora capito cosa farò da grande e temo che grande non lo diventerò mai, a parte ingrassando. Allora ho deciso di riassumere tutti i miei errori e raccogliere tutti i buoni consigli, che sicuramente ho ignorato, per creare quest’ennesima guida sulla scrittura creativa … definizione che già a me non piace.

Ma quando qualcosa, soprattutto qualcuno ha un nome, chi sei tu per cambiarlo? Posso andare a dire a mio marito che il nome del nostro gatto Christopher è troppo lungo e diventa un problema chiamarlo? Che le sue storpiature in Chrissone e Chrissino fanno cascare le braccia e il moccico dal naso? No. Anche perché quel nome sono stata io a darlo! Lui avrebbe optato per quello di qualche band progressive svedese.

Quindi, assodato che sono pure una frana nei nomi ecco che vi spiego il titolo: perché La Vendetta dei Beoti?

Primo motivo: auto presa in giro, giocando con la parola beoti contrapposta a beati, visto che la mia opera omnia, la famigerata orrenda e sfigatissima saga di Per Amore e per è basata sulle Beatitudini evangeliche. Secondo: la Beozia era una regione dell’antica Grecia dove, sul monte Elicona, stavano le muse e almeno cinque su nove si occupavano, diciamo così, di materie letterarie.

Tuttavia, comunemente, con il termine beota, sostantivo maschile e femminile (tratto dal latino Boeotus a sua volta dal greco Βοιωτός) significa della Beozia, abitante della Beozia, regione storica della Grecia centrale. Comunemente, per beota s’intende l’aggettivo qualificativo che descrive una persona di tardo ingegno. Questo deriva dalla fama di ottusità mentale che avevano gli abitanti della Beozia presso gli Ateniesi: un beota è un imbecille. Oppure si possono fare espressioni, facce, dare risposte da beota. (Cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/beota/)

Questo è un libro da beota.

Scritto da una scrittrice beota in cerca di rivalsa.

Non siamo tutti scemi, avevamo le muse!

Laura L.C. Allori

Beoti voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché di sicuro non avrete imparato niente da me. Così infatti hanno perseguitato i classici prima di voi. (Vangelo di san Matteo 5,11-12 … ehm anche no … )