Intervista a Barbara Calcei “Bake”

Intervista a Barbara Calcei, in arte Bake

Ada G.

04/12/2017

 

“Quando dipingo un ritratto desidero, desidero raccontare non solo l’aspetto esteriore, ma soprattutto la parte del soggetto che rimane più nascosta … l’anima” (Dall’incipit del Catalogo “In Arte Bake” Gangemi ed., Roma 2015)

Nasce a Genova nel 1972, consegue la laurea con lode alla R.U.F.A, l’accademia di belle arti “Rome University of Fine Arts”, seguendo i corsi dei maestri Tardia e D’Orazio e specializzandosi in ritrattistica. A Roma risiede tutt’ora ma espone in tutto il mondo, in personali e collettive. Ha all’attivo una serie di ritratti ed opere nelle collezioni private di tutto il mondo. Inutile elencare tutte le mostre e i luoghi dove ha esposto: Bruges, Mosca, Washington solo per nominare qualche high light, ma sono tanti come i premi che ha vinto, come ad esempio il premio “La Pigna” dell’UCAI nel 2014, oppure l’essere stata ospite d’onore con i ritratti dei Papi della speranza a Scanno. Quest’anno ha esposto in numerose personali e collettive tra cui “Santi e Fanti” nel maggio 2017.

Hanno scritto di lei: il Maestro D’Orazio Paolo, il critico Giorgio Palumbi, la Prof.ssa storica d’arte e Arch. Anna Janowska, il critico Prof. Andrea Romoli Barberini; il prof. Mario Corinthios ha scritto un libro che raccoglie diverse critiche relative ad una quarantina di artisti fra cui Bake, che è stato presentato a Roma il 1 dicembre.

La conoscenza con il critico Egidio Eleuteri che mi si è presentato in incognito alla mostra Santi e fanti rilasciandomi una bellissima critica sul guest book.

Tra loro c’è anche Laura L.C. Allori in diverse occasioni dimostrando che la grande stima per la pittrice supera anche l’amicizia e l’affetto che le lega da tanti anni.

  1. Nata a Genova, romana per amore della tua Liguria rimane qualcosa nelle tue opere, un certo non so che di nostalgia che però è tradotta nella luce e nel colore … È così?

 Senz’altro porto la mia città, Genova, nel cuore e visto che non è un soggetto frequente nei miei quadri, la rappresento attraverso quelle cromie un po’ nostalgiche, malinconiche e melanconiche, che caratterizzano la mia tavolozza, non c’è dubbio. Il mio Maestro Lino Tardia dice sempre: capire da dove proviene un artista è facile. Basta vedere che colori utilizza nei suoi quadri: un artista del sud userà colori luminosi gioiosi che descrivono un’anima inondata di luce e di vita, mentre molto probabilmente un artista del nord avrà colori più mesti e melanconici ed effettivamente ad oggi non posso che dargli ragione.

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    Ritratto di Monica Rogledi (collezione privata)

    Quali tecniche pittoriche prediligi? Che supporti usi, come nasce un tuo dipinto?

 Io tratto diverse tecniche. Nei quadri principalmente l’acrilico e l’olio ma anche l’acquerello anche se negli ultimi anni soprattutto dedicandomi alla ritrattistica ho sentito l’esigenza di lavorare ad olio a meno che non ci siano richieste specifiche da parte della committenza che richiede diversamente. Lavoro principalmente sulla tela ma mi capita di dipingere anche su altri supporti compatibili con le mie esigenze rappresentative del momento come ardesia, legno ecc. Mi capita sovente, ad esempio, di decidere il supporto e la tecnica in base al soggetto da rappresentare. Un mio dipinto nasce da un progetto, da una ricerca e da un’esigenza personale. È sempre così anche nei ritratti. Anche per le committenze. Prima studio bene il soggetto o attraverso una foto se si tratta di una posa indiretta o dal vivo se parliamo di una posa diretta anche se con i tempi di oggi sempre meno persone trovano il tempo per posare.

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Dal ciclo -Le magie di Scanno “Di padre in figlio” collez. priv., Scanno. Bake 2017
  1. A quali artisti o movimenti t’ispiri?

 Un artista cui m’ispiro è di sicuro è Tranquillo Cremona. Come movimenti … agli impressionisti, prima di tutto, ma traggo insegnamento anche da altri movimenti e da tutti i grandi dell’arte cercando di rubare con gli occhi da Caravaggio a Leonardo a Monet ecc. La mia pittura è in continua ricerca del come rappresentare un soggetto ben definito utilizzando pennellate apparentemente confuse e caotiche con colori sporchi, come si dice in gergo, mescolati spesso direttamente sulla tavolozza. Il caos che determina un controllo.

  1. Abbiamo sentito in apertura prima della canzone dei Modà una tua affermazione … I tuoi ritratti sono “i ritratti dell’anima” mai descrizione più dettagliata, perché, vuoi spiegarlo tu?

 Dicono questo della mia arte , effettivamente, che nel ritrarre qualcuno ne racconto l’anima. Ne vado molto orgogliosa perché, sicuramente, un pittore ritrattista ha proprio questo come compito e cioè di descrivere ciò che non si vede attraverso una sua personale lettura del soggetto. Forse questo è uno dei principali motivi per cui in tanti non desiderano farsi ritrarre; temono di essere svelati per quello che sono. Leonardo da Vinci diceva non a caso: il buon pittore ha da dipingere due cose, l’uomo e la sua mente.

 

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Ritratto di papa Francesco, olio su tela 2014,  proprietà di Sua Santità.

 5. Di tutti i ritratti che hai fatto, che ricordiamo sono nelle collezioni private di tutto il mondo, vanti tanti personaggi celebri, quale ti ha emozionato di più? Io immagino sia quello del Papa …

 

Non c’è dubbio!

Instauro sempre un contatto, un rapporto con il soggetto che dipingo. E per i soggetti che stimo e che ammiro questo contatto è ancora più emozionante. Io infatti non uso nessun sistema di videoproiezione né altri strumenti del genere ma disegno a mano libera sulla tela dopo aver studiato a lungo la fisionomica del soggetto attraverso studi preparatori. Nel caso di Sua Santità è stato ancora emozionante alla luce del fatto che nel settembre del 2015 ho avuto il privilegio di consegnare a lui personalmente il ritratto. C’è un piccolo aneddoto: lo ritrassi con una montatura di occhiali che lui preferiva tanto e che aveva dovuto, per forza di cose, cambiare (la sua uscita per andare dall’ottico fece notizia, naturalmente). Lui benedisse le mie mani e l’emozione era palpabile, è un uomo che trasuda tranquillità e santità. 

 

  1. Un’altra branca che ti appartiene è quella dell’arte religiosa, la tua personale “Santi e Fanti” ha rivelato una sensibilità a temi teologici veramente profonda e una sapiente maestria proprio in questo … io vedo il ciclo della Creazione ad esempio, così come i ritratti dei Papi santi e beati, un volto di Cristo cui manca la parola o il Logos … da dove viene tutta questa capacità? C’è uno studio dietro, immagino, come giungi a tali opere?
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“Agnus Dei” 2015
Caffè tè olio acrilico su cotone misto seta .Cm 70×50

Mi piace rivolgere la mia ritrattistica a soggetti sacri per trasmettere umanità a personaggi che siamo abituati a vedere così tanto diversi da noi. La mostra Santi e fanti, del maggio scorso, è stata concepita proprio per ricordarci che i Santi prima di diventare tali sono stati “fanti”, uomini o donne proprio come noi. In questa mostra sono stati esposti i ritratti dei beati e dei santi accanto a quelli dei ritratti delle persone comuni. Il Cristo è frutto di una ricerca particolare, è realizzato su un canovaccio di tela, senza scheletro, perché volevo riproporre, in un certo qual modo, la Sindone o comunque dare questa sensazione. Ho trattato la tela in modo speciale, una sperimentazione per dare un effetto sindonico all’opera. Infatti, eseguendola su questo panno privo di telaio per dare una sensazione di antico, effimero, evanescente. Lavorata con tè e caffè, solo in alcune parti con interventi in acrilico e l’unica parte ad olio (e anche di un azzurro profondo) sono gli occhi; con lo scopo di attrarre l’attenzione di tutti coloro che la guardano. L’effetto è riuscito e ne sono felice.

 

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Dal ciclo -Le magie di Scanno- “Rettuochl” 2016 olio su tela cm 80×100
  1. Un altro momento storico della tua carriera è stato a Scanno, dove nel 2016 c’è stata una tua memorabile personale … di questo vorrei che fossi tu a parlarne agli ascoltatori! (cos’è per te questa cittadina, perché hai dedicato un ciclo …) 

Vivendo a Roma, vado con la famiglia in Abruzzo per le vacanze e così sono entrata in contatto con la realtà del paesino di Scanno in provincia dell’Aquila. In tanti mi hanno chiesto che cosa ha di speciale e di diverso dai tanti paesini della nostra bella Italia. Io rispondo sempre dicendo che lì c’è una magia particolare. Tutto sembra congelato a cento anni fa. Soprattutto, per il fatto che ancora oggi le donne indossano il loro tipico abito e famosissimo abito. Abito che ho avuto spesso l’onore di indossare e di cui mi sono innamorata. Lo portavo anche nella mia personale del 2016 proprio in quell’occasione il comune mi ha nominata ambasciatrice di Scanno nel mondo. Ne è nato così un ciclo chiamato le magie di Scanno.  

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Dal ciclo -Le magie di Scanno- “Riflessi” , 2016, olio su tela cm 80×100. Quadro premiato dal Ministero del Turismo per l’anno internazionale del Turismo sostenibile e l’anno dei Borghi 2017.
  1. Tu sei anche illustratrice di libri, spesso dedicati al pubblico dei più piccoli, rispetto ai grandi cicli pittorici e ai ritratti l’approccio di un’artista come te è diverso, non solo per la tecnica … raccontaci un po’ …
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“Il Coccodrillo ed il Colibrì”  2013

 Nell’illustrazione mi sento più libera, lascio spazio alla fantasia anche grazie alla tecnica. Le immagini che faccio, proprio perché rivolte ai più piccoli, sono ricche di quella freschezza e naturalezza che v’inserisco quando le realizzo. Inoltre, io cerco di fare illustrazioni con il metodo più classico, l’acquerello, con aggiunta di qualche altra tecnica, ma cerco di mantenere vivo questo stile perché i bambini amano questo genere d’illustrazioni. La mia illustrazione è stata definita spensierata.

 

 

  1. Vivendo in mezzo all’arte, c’è qualcosa che vorresti fare, sperimentare di diverso che non hai mai fatto? 

Diciamo che la mia ricerca è in continua evoluzione e che ogni quadro che esiguo è per me una sfida da vincere ed una tecnica da sperimentare. Non nego che ho sempre sognato di fare la ballerina, ma non tradirei mai la pittura, quindi, nel dipingere traduco le armonie della musica e della danza. 

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“La Favorita” collez. priv. Pescara. Olio su tela cm 80×100 Bake 2014
  1. Qual è il ritratto che non hai ancora fatto ma che vorresti che ti venisse commissionato?

Sicuramente Enrico Brignano, proprio per quello che dicevo prima, lo trovo una bella persona e mi piacerebbe fargli un ritratto in modo da esprimere attraverso i suoi lineamenti anche la sua personalità … l’anima! La sua gioia, la sua grandezza umana mi piacerebbe intrappolare in una mia tela. 

  1. Che cos’è l’arte per Bake? E che cos’è per Barbara Calcei?

 

Per Bake è libertà di espressone. Dare voce alla mia interiorità che per Barbara Calcei è un po’ più controllata, da controllare per diversi motivi. Sono un personaggio pubblico e questo mi costringe a tenere un certo comportamento e a muovermi in un determinato modo entro certi ambienti. Nella pittura mi esprimo in libertà, quindi senza limiti. Per Bake la pittura è libertà. Per Barbara è un passe-par-tout che apre mille porte grazie alla comunicazione. Bake è la contrazione del mio nome e cognome e la “K” la rende più internazionale. Bake non è subito riferibile ad una donna e gioco anche su questo, per la mia esperienza personale è stato ed è importante per instaurare un rapporto anche con un committente che non si conosce, soprattutto all’estero. Bake vuol dire anche “cotto” perché quando termino di lavorare sono cotta, stracotta!

 Ricordo che Bake è in mostra a Roma dal 6 al 23 dicembre nella collettiva “Fare i portoghesi a Roma” presso l’Istituto Ipsar in via Dei Portoghesi, 2 nel centro della città, dove verrà esposto il suo quadro “Sine labe” da non perdere perché sarà visibile per l’occasione in quanto facente parte della collezione privata dell’istituto…

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“Sine labe” collez. priv. olio su tela cm 100×80 Bake 2017
  1. Altri appuntamenti?

 

C’è un progetto per una personale nel 2019 con produzione inedita di trenta quadri.

 

Bake è sempre al lavoro e ci sono tanti appuntamenti in programma per i quali consiglio di seguire la pagina Facebook di Barbara Calcei.

 

Laura L.C. Allori

 

 

 

Il copyright delle immagini appartiene all’artista Barbara Calcei e ai proprietari dei dipinti delle collezioni private cui appartengono le opere. RIPRODUZIONE VIETATA senza consenso scritto degli stessi autori, committenti, possessori dell’opera. Fonte: pagina Facebook dell’artista Bake.

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