Van Gogh Alive – The Experience a Genova

di Laura Allori (clicca sul nome per l’articolo sul sito originale)

I locali dei Magazzini del Cotone, nell’area del Porto Antico di Genova, ospitano dal 14 aprile 2018 la celeberrima mostra multimediale sul meraviglioso Vincent Van Gogh, il pittore olandese precursore dell’arte moderna.
Un uomo complicato, Vincent, dalla vita segnata dall’ardente passione per l’arte, che l’ha curato, frustrato, bruciato, compreso e deluso. Genio e follia sono le parole che descrivono questo artista che non ha mai avuto, nella sua breve vita e ancora di più corta vita artistica, il merito che gli è riconosciuto solo oggi. Vincent Van Gogh (30 aprile 1853 – 29 luglio 1890) viene presentato da questa mostra multimediale come non si era mai visto, con un viaggio nelle sue opere a formato gigante, nella sua vita e nei suoi pensieri racchiusi nelle lettere all’amatissimo fratello Theo.

Una mostra interattiva dove ci si può anche mettere all’opera, con lavagne a disposizione, entrare nell’opera, nella fattispecie “La camera di Vincent ad Arles”, o immergersi nelle opere proiettate lungo tutto il percorso espositivo.
Il percorso espositivo, adattato appositamente per gli ambienti dei Magazzini del Cotone, è concepito sugli anni 1880-1890 quando Van Gogh faceva da spola da Parigi a Saint-Rémy fino ad Auvers-sur-Oise, luoghi diventati fonti di ispirazione per le sue opere più note, come il “Caffè di notte”, “Notte Stellata” e l’ultima opera “Campo di grano coi corvi”.
La visita della mostra, come afferma il sito ufficiale: “consente di immergersi in un ambiente illuminato esclusivamente dalle immagini delle opere del grande maestro, così nitide e reali da coinvolgere emotivamente il visitatore e farlo sentire totalmente inserito nel contesto delle opere (effetto immersion). Oltre 3.000 immagini raffiguranti i quadri di Van Gogh vengono proiettate a pieno schermo grazie alla tecnologia SENSORY4™, 50 proiettori ad alta definizione, una grafica multicanale e un suono surround contribuiscono a creare uno dei più coinvolgenti ambienti multi-screen al mondo.”
Le musiche di grandi compositori, tra gli altri, come: Schubert, Vivaldi, Satie, Godard, Bach, Saint-Saëns, Godard e Handel accompagnano, infine, la mostra rendendo il tutto molto suggestivo e intenso.
Sito: http://www.vangoghgenova.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/VanGoghAliveGenova 

 

Approfondimento:

La camera di Vincent ad Arles

Sono tre i dipinti della stanza di Vincent Van Gogh, realizzati tra il 1888 e il 1889 e oggi conservati a Parigi, Amsterdam e Chicago.

Vincent van Gogh (1853 - 1890), Arles, October 1888

Vincent van Gogh (1853 – 1890), Arles, October 1888

Vincent van Gogh (1853-1890) La stanza di Van Gogh ad Arles 1889 O Parigi, museo d’Orsay

Vincent van Gogh. The Bedroom, 1889. The Art Institute of Chicago, Helen Birch Bartlett Memorial Collection.

Vincent van Gogh. The Bedroom, 1889. The Art Institute of Chicago, Helen Birch Bartlett Memorial Collection.

 

Le tele sono praticamente identiche. La prima in ordine di realizzazione fu eseguita nell’ottobre del 1888 ed è conservata al museo Van Gogh di Amsterdam, purtroppo, durante un ricovero del pittore ad Arles, fu danneggiata dall’acqua a causa di un’alluvione. Dopo circa un anno, l’artista riprese il tema in altri due quadri, oggi conservati all’Art Institute di Chicago e al museo di Orsay a Parigi, leggermente più piccola rispetto alle altre due e destinata al fratello, al quale spiegò il perché abbia realizzato quei dipinti in una delle sue lettere. L’artista voleva far risaltare la semplicità della stanza attraverso il simbolismo cromatico: dal lilla chiaro delle pareti al rosso pallido del pavimento, il giallo del letto in tonalità cromo contrastato dal verde limone delle lenzuola, dal rosso sangue delle coperte. L’arancione della brocca per lavarsi, con l’azzurro del catino e il verde delle finestre, oltre ai quadri e disegni ai muri anch’essi in perfetta sincronia cromatica con il resto della stanza. Questi toni, per Vincent rappresentano il riposo, la pace, la gioia di quella stanza che per lui ha significato, almeno in quegli anni, la vera pace.
L’ispirazione ai giapponesi è chiara, non bastasse anche l’affermazione che lo stesso pittore fa riguardo, i colori, la semplicità solo apparente delle linee conferiscono struttura all’insieme condita di una certa sobrietà che conferma gli intenti dell’autore.