Pillole di libri: ONE LAST DANCE – L.L.C. Allori

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

Just because you feel good doesn’t make you right, oh no
just because you feel good still want you here tonight, I want you. 
(Skunk Anansie)

Il concetto del tempo

{Vincent}

Sliema, 15 giugno 2015

 Mandy ed io decidiamo di usare il teletrasporto dall’aeroporto a casa sua mentre Agostino e Lilian prenderanno un taxi così come mia sorella e Parsifal.

«Non farla diventare matta!» si raccomanda Gemma con me ma io ho appena promesso di lasciarla in pace. Voglio stare con Mandy, passare il mio tempo con lei e il fatto di non riuscire a farne a meno mi preoccupa parecchio, sento una dipendenza che è molto bella ma allo stesso tempo, come tutte le soggezioni di questo tipo è pericolosa. Sto bene con lei e adesso che siamo di nuovo della stessa generazione è stupenda e non vedo l’ora di partire per il Messico.

I miei mi prenderanno per pazzo ma io ho solo bisogno di stare con chi mi fa sentire bene e al momento non c’è nessuno che ci riesca meglio di Mandy.

Dato che Agostino dorme con Lilian, Andrew con Maya a me tocca la stanza degli ospiti al piano della biblioteca, dove la mia amica mi fornisce anche di vestiti nuovi e puliti per domattina (che è già oggi), direttamente presi dal negozio di Cassiopea.

Rilasso sotto la doccia tutta la mia sovreccitazione di stasera in qualcosa che non facevo da solo da troppo tempo in mesi ed anni … ma pensare a Mandy e quello che mi ha detto stasera non me la rende troppo difficile!

Qualche ora dopo mi sveglio e lei è sdraiata accanto a me che mi sorride: «Buongiorno!»

«Ciao!»

È già vestita per uscire e la mia illusione che abbia dormito con me sfuma sui suoi pantaloncini corti da sbrano.

«Vattene da qui, ho dormito nudo perché ho lavato le mie mutande nella doccia»

«Veramente? Ma non potevi dirmelo, te ne prendevo un paio al negozio!»

«Sto già scroccando abbastanza»

«Sei nudo davvero?»

Mandy solleva il lenzuolo che mi copre schiena e sedere (sono prono) e constata che non mento.

«Che gran bel culo che hai!» mi dice con un falso tono sognante.

«Già, lo so»

«Non avevo finito … un gran bel culo da mordere!»

«Non lo farai davvero?!»

Lo fa. Ed è come se avesse schiacciato il tasto “erettile”.

«Mandy, vaffanculo, tu, le tue tre settimane del cavolo e tutto il resto!»

Arrotolo velocemente il lenzuolo per coprirmi quel che serve e la rovescio sotto di me sul letto: «Mi hai chiesto una tregua ed io sono stato ai patti, non esiste che mi svegli con un morso alla chiappa e pretendi che io ti porga anche l’altra?!»

Lei ride divertita ma io non ho finito: «Ringrazia che devo avere un alito da drago alcolizzato se no avresti già la mia lingua in gola!»

«Esagerato … sulla gola, sul drago hai ragione!»

Ecco brava, fammi pensare all’alitaccio così ritorno tranquillo.

«Ti ho messo la colazione sullo scrittoio e qui c’è uno spazzolino per i postumi della tua notte brava. Ci vediamo dopo, di sotto così andiamo tutti insieme al san Anton Palace»

«Sono già tutti pronti?»

«No, Agostino e Lilian dormono ancora»

«Bene se contiamo che si sveglieranno e loro si faranno la trombatina mattutina ho almeno due ore …»

«Sei fiducioso»

«Confido nell’essere sportivo del tuffatore»

Mandy esce ridendo, io faccio colazione e mi fiondo sotto la doccia. Accendo il telefono e inizia a trillare WhatsApp … Caspian? Laurent? Papà? Sono l’uomo più desiderato di Balzan!

 

Caspian: Ciao Vi’, dove 6? Devo parlarti di mio padre, possiamo vederci prima del concistoro?

Vincent: Sono dai Keaton. Ok per parlare, stai tranquillo però Caspian

Laurie: Che cazzo hai combinato con Jared? Stanotte ha dormito in camera tua … Dove 6?

Vince: Ha visto il quadro di Mandy e allora? Cazzo vuole il verginello brufoloso? Sono dai Keaton.

Papà: Cosa hai combinato ieri con Jared? Gabriel è disperato non sa come dire a Evelyne che il figlio è rimasto ventenne!

Vincent: Pa’ non ho fatto niente che lui per primo non meritasse e non si sia andato a cercare. Che ci posso fare se è bastato un drink per farlo sdraiare con un’ucraina?

Laurie: Che cazzo fai??? T. è qui lo sai?

Vince: scusa se ho cercato un posto dove dormire dato che camera mia era occupata. Per conto mio c’è troppa gente nella serra oggi. Ci vediamo dagli zii. E per la cronaca tra me e Mandy c’era un piano di scale di differenza …

Papà: Non ti dò torto ma capisci il punto del capitano. Cosa hai fatto a casa Keaton?

Vincent: ho dormito … ci vediamo al concistoro, non passo da casa, è troppo affollata per i miei gusti.

 

Ritorna Mandy e mi trova con il telefono in mano.

«Chi ti scrive? Le tue donne?»

«Tutti uomini, e tutti parenti: gemello, cugino e papà»

«Non è che mi cambi sponda? Al festival Disney con tutti quei pezzi a gender invertito … eh? Anna di Arendelle?»

Scherza lei riferendosi al fatto che farò la parte di Anna del film Frozen.

«Come mai ti scrivono tutti?»

«L’unico cui ho dato importanza è Caspian, mi è parso preoccupato, le altre erano cazzate relative al tuo ex che ha dormito in camera mia e a quanto pare si è incazzato perché ha visto il tuo ritratto»

«Mi hai fatto un ritratto?»

«Sì l’ho preso dalla foto che Priscilla vi ha fatto sul podio con la medaglia di Iliya»

«Che dolce …»

«Così siamo pari con la maglietta …»

«Anche quella che indossi adesso sarebbe tua. È la “V” collection»

«Hai disegnato una collezione basata su di me?»

Lei s’imbarazza: «Oh cavolo, mi hai beccata, mi salta la copertura mi sa!»

Le metto una mano su un fianco e l’avvicino a me accarezzandole un orecchio con l’altra: «Grazie»

«Di cosa?»

«Di aver pensato a me …»

Adesso dovrebbe smetterla di guardarmi con quegli occhioni perché ho una voglia immensa di baciarla.

«Hai guardato l’etichetta?»

«É una scusa per farmi spogliare di nuovo?»

Sorride: «No, puoi guardare quella che avevi ieri sera»

 

V collection elegant shirts – dedicated to Vincent C.

 

«Scusa, Mandy … perdonami…»

«Di cosa?»

«Di questo…» la sollevo sui fianchi e la bacio lasciandola scivolare su di me. É un bacio bellissimo che lei ricambia con la mia stessa intensità. «Non sono capace di mantenere le promesse!»

Cosa provo per te, piccola meravigliosa ragazza? Perché mi sento sempre eccitato in tua presenza? Perché sono felice con te così tanto che potrei prendere il mondo tra le mani e renderlo migliore solo per la forza che m’infondi? Sei la mia migliore amica eppure mi piaci da impazzire … Cosa mi succede? Mi sento come stregato con te. Ti desidero. Non sai quanto … penso e la guardo come un deficiente.

«Dobbiamo andare …»

«Mandy …»

«Che c’è?»

«Sei arrabbiata?»

«Affatto» e di nuovo quel sorriso … «anzi, forse un pochino … perché hai smesso!»

Sorrido anche io: «Vieni qui …»

La bacio ancora e sento che potrò affrontare tutte le menate in casa mia con serenità perché il tumulto che ho dentro riguarda lei che paradossalmente è l’unica a placarlo.

«Vincent, va tutto bene?»

«No, tesoro. A casa mia c’è Turquoise, mio padre è incazzato per via di Jared, e Caspian mi ha fatto salire l’ansia per mio zio Michel. In tutto questo i bambini del futuro sono l’ultimo dei miei problemi»

«Andrew e mio padre sono stati in biblioteca tutta la notte a cercare di capire. È arrivato anche Mies con Elièzer e pare che abbiano delle novità da comunicare a tutti al Concistoro»

«Sono il Dono d’Intelletto e mi sento imbecille!»

«Ed io non ho avuto “pietà” di Jared»

«Nemmeno io, l’ho punito mettendogli in faccia il suo errore e sono stato uno stronzo ma non sono pentito»

«Perché?»

«Perché lui ti ha fatto piangere. E stamattina bastono anche il tuffatore!»

«Se la metti in questo modo io devo prendere a calci Turquoise!»

«Sei libera di farlo, ma non con gl’infradito, con gli anfibi chiodati, guapa!»

Mandy salta e mi stringe con le gambe sui fianchi, io me la tengo in braccio così e raggiungiamo tutti nel salone. L’aria che tira è piuttosto seria e subito ci sentiamo a disagio:

«Mi sa che siamo fuori luogo …» balbetto.

«Baby Bonazzo hai ragione, sei troppo ilare!» mi rimprovera Cassiopea ed io mollo Mandy a terra ma lei resta abbracciata a me.

Mi parte una mezza risata isterica: «É che sto per tuffarmi nella merda con un triplo e mezzo ritornato carpiato, eh August?!»

Agostino mi sorride e Cassiopea affonda: «Sì pare che la serra di san Anton sia pavimentata a letame …»

Spunta Emily con Antonio.

«Troppo affollato …»

«Mia sorella!!!» esclamo e mollo Mandy per abbracciare Emily.

«Si può sapere perché ieri ha fatto un dispetto del genere a Jared?»

«Perché la magia ha un prezzo e il suo è l’essere imbecille! Non doveva farsi fare un incantesimo per crescere, e poi non sono io che gli ho infilato la lingua in gola è stata l’ucraina … vai a saperlo che l’incantesimo non era specifico su Mandy!»

«Tu lo sapevi!»

«L’ho immaginato e sì … Emily, sono uno stronzo! Ma ora è fatta, doveva valutare i rischi di un “no” e di una reazione sbagliata. So benissimo come ci si sente ad avere sette anni che non volevi, non te lo ricordi che Raoul me li ha dati senza che glielo chiedessi? Ma prima che tu o qualcuno di voi lo dica: non è stata una vendetta, perché ora sono felice dei miei ventitré anni e Jared ha …»

«Basta, Vin!» Mandy mi ferma «Credo ci siano altre cose molto gravi da affrontare …»

 

Balzan, 15 giugno 2015

 

Ecco, a quanto pare mi tocca pure scusarmi con Jared … non so se Gabriel sia più sconvolto dall’aver scoperto Celestia incinta o dal dover dire alla moglie che suo figlio è rimasto di ventuno anni ma non per volere di Mandy. Ed è proprio con il pirata che parlo per primo: «Senti capitano, io sono molto stronzo ma se Evelyne ha fatto l’incantesimo sapeva che cazzata abissale le stava chiedendo il figlio! Capisco anche che avrà sperato in un bacio negato da Mandy …»

«Vincent non hai giustificazioni. A parte che sei stato diabolico con lui. Tuttavia, capisco che la magia ha un prezzo ed ora Jared ha pagato. Perché l’hai spinto tra le braccia della ragazza ucraina?»

Non faccio che pensarci da ieri ma l’unica risposta che riesco a figurarmi ha il viso di Mandy e non lo ammetterei neanche sotto tortura: «Perché sono stronzo. Sono sempre stato una merda e morirò come tale, forse ultimamente sono anche peggio!»

«Comprendo … è per via della tua storia con Turquoise?»

Già … ero sulla sua nave il giorno della dichiarazione in diretta universale a quella stronza che ora va via senza pensare al mio amore per lei.

«Probabile … e ci metto anche che voglio bene a Mandy e ucciderei per lei» mi rendo conto che ho detto troppo «… intendo che non posso vederla soffrire, direi che Mandy è l’unica persona di cui m’importa a parte me stesso»

Hook alza un sopracciglio: «Tieni a lei così tanto?»

La prima frase che mi viene da dirgli è “fatti i cazzi tuoi”: «Capitano, sei vissuto per più di duecento anni e sei stanco? Perché smettere proprio adesso di farti i fatti tuoi?»

Lui sorride: «Hai ragione, scusa»

«In ogni modo, sì tengo a lei perché lei mi vuole bene e io gliene voglio, punto!»

Raoul si avvicina e stanno per affrontare il fatto che non hanno detto della gravidanza di Celestia. Il motivo è puerile ma bello, volevano far loro una sorpresa, dato che è incinta di due gemelli, una volta tutti a Faiyrence, dopo il rapimento di Celestia neonata da parte di Lilith, i Jones avrebbero avuto un neonato di cui occuparsi, un nipote, anzi due. Ma abbiamo capito che il futuro è cambiato e potrebbe anche accadere che mia cognata sparisca il giorno del suo compleanno così come che ci saranno due Celestia, una adulta e madre, l’altra neonata.

Mio padre mi risparmia il pistolotto perché vede che ho parlato con Gabriel, cerco Caspian ma ancora non è arrivato e allora devo affrontare Turquoise:

«Giornata pesante …»

Mai quanto adesso …

«Al solito, dopo una delle mie cazzate!» faccio spallucce facendole capire chiaramente che non ho intenzione di parlarne con lei.

«Perché hai dormito dai Keaton?»

«Per lasciare il mio letto al figliastro di capitan Uncino»

Siamo in biblioteca, gli altri sono già nella zona auditorium aspettando il collegamento con Miami dove ci sono Ellie e Calum in video. Ross è ancora qui perché presenzierà anche al festival Disney dove lo raggiungeranno anche gli altri fino al matrimonio di mia sorella e Antonio.

Turquoise ed io siamo nell’anello più alto della gradinata della zona lettura, io tengo la ringhiera con le mani e fisso Iliya che sta parlando con Andrew. Mi domando inconsapevolmente chi sia la ragazza seduta accanto a lui, soprattutto perché sia presente ad un nostro concistoro e la mia distrazione è percepita dalla mia ex come un dispetto verso di lei: «Non fare così, Vin!»

«Così come?»

«Non puoi metterti a fare lo stronzo perché non ha funzionato tra noi»

«Ah, adesso “non ha funzionato”? Sarebbe questa la nuova versione delle cose …»

«Hai un’altra spiegazione?»

Mi giro e punto gli occhi nei suoi: «Sì ne ho due: la prima, tu non mi amavi. La seconda, evidentemente neppure io»

«Io ti amavo … e tu pure …»

«Sì giusto per far uscire la Jolly Rogers da quella cazzo di favola dei Pirati dei Caraibi, per sentirti una dea tra le mie braccia conscia del fatto che ho la caratteristica dei Cortes e sopra ogni altra cosa, poter dire che avevi ragione su di noi quando dicevi no. Peccato che quello con il cuore spezzato sono io, Turquoise! Volevi dare una lezione allo stronzo perfettino? Brava, ce l’hai fatta!»

Ho tirato fuori tutto in un crescendo anche con la voce, come se lo avessi tenuto dentro prima di scoppiare, come la cosa più opposta all’orgasmo che esista, ma con la medesima dinamica d’ascesa. Sono quaranta giorni che tengo dentro questa rabbia verso di lei, oggi, non ho più niente da perdere perché so anche cosa sta per dirmi.

«Be’ allora non peggiorerò le cose se ti dico …»

«Che parti oggi e ci lasci nella merda per l’esame alla RADC? Lo sapevo, me l’ha detto Emily. Potevi prenderti il diploma ma evidentemente anche quello fa parte di quello che vuoi lasciare qui per la tua nuova vita da regista … Fa niente, troverò una ballerina!»

«Perché non balli con Mandy?»

«Perché non ti fai i cazzi tuoi anche tu insieme al pirata e a tutti gli altri? Ballerò con Mandy i pezzi obbligatori perché non possiamo avere la stessa partner che avremmo nella crew. È con te che dovrei fare i liberi, lo sai!»

Caspian si avvicina e per me ha l’aspetto dell’angelo della libertà!

«Devo parlare con mio cugino, scusa!» liquido Turquoise e gli vado incontro. Usciamo dalla biblioteca ma restiamo nelle vicinanze.

«Ho letto il messaggio, cosa succede?»

«Pare che mio padre stia male. Deve essere successo qualcosa alla sua schiena …»

«Lo credo ci dà dentro come se avesse vent’anni!»

«Vincent!»

«Non mi riferisco solo al sesso, ma al fatto che in tour con i Dark Warriors lui e mio padre fanno i pazzi ma non hanno più l’età!»

«Il problema è serio e Geneviève dice che non ce la farà»

«Morirà?»

Caspian non risponde.

«Perché Cassiopea e gli altri che percepiscono queste cose non lo vedono?»

«Non lo so, però tu potresti fare una cosa …» Caspian ha quasi paura a finire la frase «… evocare tuo padre, intendo Andres»

È vero. Potrei evocare mio padre e sono l’unico a poterlo fare oltre a Teseus ma non l’ho mai fatto, almeno non volontariamente, quando lo vidi per la prima volta, giacché quando lui è morto avevo solo otto mesi; era il momento in cui Raoul aveva deciso che io e Laurent saremmo diventati Doni di Pietas. Neanche il mio gemello può evocarlo, mi hanno spiegato poi, e comprendo perché Caspian voglia che lo faccia.

«Potrebbe anche non rispondere riguardo la vita e la morte» alzo lo sguardo e lui è dietro a Caspian.

«Cazzo!» esclamo «Per una volta posso provare a fare un po’ di scena, una preghiera ad effetto?»

Caspian si volta ma lui non può vederlo: «Andiamo in camera tua!» dico a mio cugino e Andres ci segue lì. Si rende visibile anche a Caspian.

«Sai già quello che devo chiederti …» certo che mi somigliava davvero … lui sorride, forse legge pure i miei pensieri ed ora mi sento uno scemo: «So quello che vorresti chiedermi ma non posso risponderti. Sappi che il futuro è già cambiato ma ve lo diranno tra poco Aeternitas e gli altri. Questo non significa che non siate in pericolo, anzi! Siete tutti in pericolo, tutti tranne te e Laurent perché io vi proteggo. C’è un nemico in arrivo e io sono la sua nemesi, per questo tuo padre, Caspian, ha la ferita di nuovo aperta. Non posso dirvi altro se non di cercare di cambiare le cose e consigliare di dire a Javier di togliere la memoria ai ragazzi del futuro sull’argomento perché il futuro è già cambiato»

«Una domanda … non torneranno mai più nel loro tempo, vero?» chiedo.

«No»

Caspian ed io ci guardiamo.

«Vincent, ancora una cosa … segui il tuo istinto. Io ti proteggo ma sei in pericolo e dovrai essere forte, molto forte. Attingi la tua forza dove sai …»

«Il Dono di Fortezza è Laurent …»

«Non basterà … sai dove risiede la tua forza, Vincent. Devi solo accettarlo»

Andres scompare.

Mi parte una tachicardia assurda. Una sensazione di soffocamento mista ad ansia e alla morte che sta incombendo. Ho un infarto? Non è possibile ho delle analisi perfette … allora cosa mi sta succedendo?

«Vincent, stai bene?»

«Certo che mio padre poteva dirmelo che era venuto a prendermi … cazzo, Caspian sto malissimo, mi fa male il cuore!»

«Sdraiati, vado a chiamare Mies!»

«Non allarmare nessuno, con discrezione …»

Caspian corre fuori e chiama Mies.

Lui mi visita: «Stai bene, è solo un periodo di stress e penso che tu abbia avuto un attacco di panico»

«Ecco … mi ci mancava»

«Vincent, sappiamo bene quello che stai passando con Turquoise, con l’esame alla RADC e il festival!»

E mio padre morto che mi dice che devo essere forte dove lo metti … già ma tu non lo sai!

«Stai qui tranquillo per mezz’oretta, poi ci raggiungi, ok? Ti chiamo Turquoise»

«M’irriterebbe meno Lilith, credimi!»

Caspian sorride e mette una mano sulla spalla di Mies: «Tranquillo, penso io a chi chiamare …»

Mi guarda e strizza l’occhio, non credo però che possieda il numero di Megan Fox …

Tre minuti dopo arriva Mandy.

«Cosa combini, Caspian mi ha detto che hai avuto un attacco di panico?»

«Ora va meglio … sono un po’ provato. Sono in tensione e poco fa ho evocato Andres. Mi ha detto che protegge Laurie e me ma anche altre cose sull’essere forte. Prima avevo finalmente vomitato addosso a Turquoise tutta la mia amarezza, e prima ancora, pistolotto del capitano per Jared»

Lei si toglie le scarpe e siede a cavalcioni su di me che resto sdraiato sul letto di Caspian.

«Be’ sull’ultima cosa stai sereno, pare abbia una cotta per la tuffatrice e quindi gli sta bene restare adulto. Per la tua ex, l’unica cosa che ti rimprovero è di non avermi chiamata per venire a fare il tifo!»

Le appoggio le mani sulle cosce scoperte dai pantaloncini corti che indossa. Mi sollevo e lei mi prende il viso tra le mani.

«Cosa ti ha detto Andres riguardo l’essere forte?» mi chiede quasi sussurrando.

«Mi ha solo detto che dovrò esserlo più di tutti, di seguire l’istinto e attingere dove so … ma in realtà non ne ho idea»

Le sue mani nei miei capelli stanno suggerendomi qualcosa … sto bene sono quando sono con lei, questo devo accettarlo anche se per me è difficile. Quello che ho detto a Gabriel sul fatto che lei è l’unica che conta più di me nella mia vita è vero e mi fa paura. Lei davvero potrebbe spezzarmi il cuore e non sarei in grado di ribellarmi come ho fatto prima con Turquoise.

Appoggio la testa sul suo petto e mi rendo conto che non ha il reggiseno.

«Mandy non mi ha ucciso il panico, lo fai tu!»

«Questa canottiera sta male con il reggiseno che spunta! Non posso pensare che quello che indosso ti faccia effetto, tesoro, altrimenti girerei col cappotto»

«Se fossi nuda sotto mi ecciterebbe anche quello!»

«Sei cretino, lo sai?»

Sorrido e lei continua ad accarezzarmi i capelli e a farmi sentire bene.

«Stai davvero male … tu odi chi ti tocca i capelli!»

«É vero, solo che tu hai un modo così dolce … cominci ad avere troppi privilegi, ragazza!»

«Quando Caspian mi ha chiamata mi sono preoccupata veramente!»

«Stavo male sul serio, Mandy»

«Ti credo e farei qualunque cosa per darti un po’ di conforto, ti sento che sei teso»

«Decisamente “molto teso”»

«Che scemo … hai i nervi tesissimi» mi accarezza il collo per sottolineare la mia ansia.

«Posso sentire per qualche minuto la tua pelle sulla mia?» le chiedo, lei sorride e mi guarda con gli occhi appassionati. Mi sfila la maglietta ed io tolgo la sua canottiera.

Le bacio al centro dei seni e l’accarezzo dolcemente, con la stessa dolcezza che sta mettendo lei nel farlo con me. Dopo qualche minuto così mi fermo e lascio che lei stringa la mia testa sul suo petto, le bacio l’interno di un braccio e restiamo un attimo in silenzio, come per un improbabile riposo.

«Non hai provato a baciarmi né ad avere di più, perché?»

«Tu non vuoi. Ed io lo sento» rispondo restando con il profilo appoggiato a lei, con le sue mani fra i capelli e il suo profumo che m’avvolge come le sue braccia.

«Dobbiamo andare»

«Lo so … va’ prima tu, io devo sgonfiarmi un po’…»

Si riveste, si aggiusta e esce. Sarebbe troppo bello se c’innamorassimo l’uno dell’altra così come siamo scivolati sui rispettivi corpi poco fa. Forse è per questo che non è ancora successo, io non merito l’amore di Mandy e lei deve poter avere più di quanto uno come me possa offrirle.

In biblioteca non hanno detto ancora nulla d’importante hanno solo messo alcuni punti descrivendo la situazione ai collegati dalla Florida.

«La linea del tempo non è come ci hanno spiegato o ci fanno credere nei film. Basta il più piccolo cambiamento per modificare molto» introduce Andrew «io l’ho acquisito come Aeternitas ma l’ho capito solo sperimentandolo di persona. Quando sono arrivato qui sono terminati anche i miei ricordi d’infanzia in comune con il me stesso di dieci anni, non è che non abbia ricordi da un certo punto in poi, sono chiari e nitidi, sono solo diversi e non parlo solo della mia doppia presenza, parlo di fatti oggettivamente diversi. Io non rammento nessuna Dominazione Serafica dello Sport eccetto Agostino, non ricordo di essermi incontrato con me stesso adulto, non c’è nulla più in comune con Andrew di dieci anni. Ne abbiamo parlato, i suoi ricordi e i miei smettono di essere uguali il giorno del mio arrivo qui. Anche parte del futuro che ricordano loro sei» indica Anjelica e compari «io non lo rammento uguale. Sono cambiati i fatti perché ogni essere umano costruisce la storia e la propria storia giorno per giorno»

«Allora abbiamo fatto un viaggio nel tempo inutile?» domanda Raoul.

«Il viaggio era il vostro tempo anche se indietro in quello del mondo. Avete solo evitato che Marcus e compari cambiassero una linea temporale ma, inevitabilmente avete modificato la storia, tant’è che Christopher ricorda di aver incontrato Luna, così come Boris ricorda le ballerine o i tre tizi che facevano passare le persone da est a ovest di Berlino … senza contare che a Orsay c’è un ritratto di Teseus firmato Toulouse-Lautrec! Quel viaggio è servito a voi sei prima di tutto, a Celestia per ritrovare i suoi genitori e chissà, magari far ritornare Lilian!»

«É servito a salvarmi» aggiunge Naveen «senza incontrare Chloé non avreste saputo del bracciale templare e senza Catherine non avreste fatto il viaggio nelle favole. Era insindacabilmente un viaggio nel passato che faceva parte del vostro e del nostro futuro. Così come il futuro di Andrew è in questo passato e … purtroppo anche il nostro»

Luna spalanca gli occhi: «Vuoi dire che non c’è speranza che voi di sette anni torniate qui?»

«No e puoi capire il perché» conclude Naveen.

Luna scoppia in lacrime e Teseus l’abbraccia.

«Ma io sono qui …» si dispera Anjelica «perché non mi accetta?!» chiede e pare rivolgersi a me.

«Ai suoi occhi le hai tolto la sua bambina, dà lei un po’ di tempo»

«Dovevo sposarmi …»

«Con l’uomo sbagliato ho sentito»

«Non avevo scelta»

«Sei incinta?»

«No, zio Vince … non posso più»

Qualcosa mi dice che il matrimonio di Anjelica sia un modo per sfuggire a qualcosa d’altro, non mi sbilancio chiedendoglielo ma mi limito a cercare un lato positivo: «Mettiamola così, il futuro dell’Anjelica di sette anni sarà diverso da quello che è il tuo passato adesso»

«Siamo sicuri che contro cose grosse come la vita e la morte si possa cambiare il destino?» domanda Iliya.

«La vita vince su tutto» risponde Keanu «ne abbiamo avuto prova con Lilian e la sua resurrezione ma non solo, anche con la sua gravidanza che è arrivata comunque nonostante i cambi di Cyrill. Poi c’è Filippo che mi hanno confermato essere vivo e vegeto nel futuro»

Guardo Caspian. Lui mi sorride.

«C’è un’altra cosa forte come la vita» aggiunge Geneviève «l’amore!»

«Anjelica, posso chiederti una cosa?» domando.

«Nel tuo futuro io sto con Turquoise?»

«No. Vi siete lasciati esattamente come è successo, tuttavia posso solo dirti, senza fare nomi, che sei felicemente sposato con l’unica donna della tua vita!»

«Stai a vedere che ci sposiamo!» scherza Mandy.

«Tu starai con il tuffatore felice a Kiev a sfornare ranocchietti saltellanti»

«Non lo sapete? Quella ragazza lì è sua moglie»

«Come?!» rispondiamo in coro Mandy ed io.

«Non lo sapeva neanche Agostino!» aggiunge lei.

«Allora ve lo dico anche perché l’hanno spiegato quando eravate di là. Lui e lei si sono conosciuti alla RADC di Olena Marinina, la mamma di Iliya dove lui bazzica per alcune discipline che lo aiutano con l’agilità dei tuffi. Si sono innamorati e sposati civilmente quasi in segreto perché pare che Iliya sia una celebrità in Ucraina. Il matrimonio è andato a bagno perché lei è andata in crisi quando sei mesi fa le è morta la mamma e si sono separati. Di recente si sono riavvicinati ma erano già legalmente separati e sembrava dovessero rimanere tali, tant’è che lui ci ha provato con Mandy»

«A dire il vero io ci ho provato con lui e mi ha rifilato il due di picche con la storia del mio invecchiamento precoce»

«Ebbene era una scusa, non l’ha detto a tutti ovviamente ma si è capito … lui si accorgerà a breve che è ancora innamorato di lei e … cavolo no, nonno non adesso!»

«Adesso nonno cosa?»

Dato il fatto che potrebbero causare dei danni, mio padre (Javier) sta togliendo la memoria di quella parte del futuro che deve essere dimenticata ai sei ragazzi proprio adesso. Quanto a Aeternitas no, lui pare sappia discernere le sue memorie (sì ne ha diverse) perché sono tante le linee temporali e lui si occupa di tutte. Questo spiega come mio padre e Gabriel si siano incontrati a Neverland o la Ginevra dove è nato Francesco, così come il fatto che per Tristan e Maximus la realtà proposta da Caravaggio è diventata la nostra. In pratica si sono accavallate due linee temporali quella dei ragazzi del futuro e la nostra a causa probabilmente di un errore del piccolo Andrew, sebbene quello che mi ha detto il mio vero padre mi dia da pensare che loro siano qui per un motivo molto più importante.

Cosa che ora mi tocca anche rivelare:

«Ho evocato mio padre!» dico ad alta voce e mi sento come il condannato a fucilazione con tutti gli occhi puntati contro eccetto quelli di Caspian e Mandy.

«Lui mi ha detto che ci aspetta un momento di battaglia difficile ma non è ovviamente entrato nei dettagli. C’è un nuovo nemico non so bene quando ma sarà potente. Io credo che loro sei siano qui per questo e non per uno sbadato Aeternitas di dieci anni»

«Perché hai evocato Andres?» mia madre ha il potere d’impalare con lo sguardo.

«Per sbaglio …»

Non molla.

«Ok» Caspian si agita e penso che ora venga un attacco di panico pure a lui «volevo chiedergli di me e Turquoise»

Mio cugino mi deve un favore, un grosso favore. Non è da me umiliarmi per una donna che non merita nemmeno ma la mano che Mandy appoggia sulla mia schiena, prima di avvicinarsi agli ucraini, vale anche questa bugia.

L’unica a notare questo piccolo e insignificante gesto d’affetto è mia nipote ma non si sbilancia per niente.

«Bene, quindi ne arriverà un altro» commenta mia madre.

«E noi sapremo affrontarlo, come sempre!» esclama Michel. Sì, proprio tu che sei con un piede nella fossa! Mi sta tornando la tachicardia. Mandy è lontana, sta parlando con Iliya e Ilona:

«Lei è … mia moglie»

«Piacere … e scusa se per i media sembrava ci fosse qualcosa tra noi …»

«Non c’è problema. Noi siamo separati, io sono qui per l’esame alla RADC, ci terrei ad entrare a Malta e Iliya mi aiuta»

«Sei una ballerina, dunque?»

«Sì, ma lo è anche lui!»

«Sì, l’ho notato. Vorrà dire che avremo un altro tuffatore e ballerino!»

Come faccia a non prenderlo a schiaffi è un mistero che non voglio indagare perché sarebbe capace di darne a me.

«Perché proprio qui a Malta? Quella di Olena Marinina è un ottima scuola!»

«Mi piace molto lo stile di Akim Raskol’nìkov»

«Hai già fatto le visite di rito?»

«Mi hanno fatto il prelievo stamattina ed è stato proprio Akim»

«Quindi vi siete conosciuti … senti Ilona, posso parlare un secondo con Iliya da sola?»

«Certo»

Si spostano di qualche metro tra due grosse librerie con una grande storia non solo sopra ma anche in mezzo: «Mandy, scusa. Avrei dovuto parlartene ieri sera e dirti tutto»

«Calma! Non è per questo, piuttosto per il fatto che lei ha assistito al concistoro, perché?»

«Ha la croce a stella sulla spalla ma non sa usare il mana»

«Teseus l’ha letta?»

«Non ancora»

«Agostino non sapeva di lei?»

«Non lo sapeva nessuno del mio lavoro, in Ucraina i tuffi sono come il calcio in Italia»

«Capisco … però se io mi fossi illusa, tu dovevi parlarmene»

«Se tra noi fosse iniziata una storia te l’avrei detto, ma ieri sera quel ragazzo americano mi ha fatto capire che non potevo mettermi con te. In fondo tengo ancora a Ilona e tu meriti un uomo che ti ami totalmente senza riserve, qualcuno che metta te prima di sé stesso»

«Intendi Jared?»

Iliya sorride: «Per niente»

Io mi sento l’agitazione sotto pelle. Agostino si avvicina a me: «Tutto bene?»

«Ti pare?»

«Non proprio … se vuoi leggo la signora Kozakinsky a distanza»

«Ilona … nome da spogliarellista»

«Be’ non credo sia male spogliata»

«Lo credo anche io e se riprende a farlo col marito mi fa un favore»

«Ti stai sbilanciando, Vincent»

«Riguardo cosa?»

«Lasciamo perdere…» Agostino cambia gli occhi e si mette ad osservare la ragazza. In effetti una bella ragazza più o meno dell’età di Agostino con lunghi capelli castano chiari e gli occhi scuri e profondi. Non è molto alta di statura ma ha un bel fisico anche se un tantino troppo magro. Diciamolo, Mandy è molto più bella di lei che ha un certo non so che di famigliare.

Agostino è paonazzo: «Cosa succede?» chiedo spaventato.

«Non è possibile …»

«Cosa?»

«Senti, qualcuno di voi è in grado di fare un esame del DNA?»

«Sì, Felix, Eos … penso anche Andrew. C’è l’attrezzatura al san Luke»

«Stamattina ha fatto il prelievo? Se ci fosse ancora un po’ di sangue …»

«Stacchiamole un capello!»

«Andiamo in ospedale, è meglio!»

Ci precipitiamo al san Luke e chiediamo a Akim l’iter del sangue prelevato per le analisi dei candidati alla RADC. Lui è appena arrivato dal concistoro.

«Credo siano ancora giù in laboratorio da Felix, lui era con noi …»

«Ottimo!»

Agostino ed io corriamo per le scale evitando un ascensore affollatissimo che prevede troppe soste.

Felix sta visualizzando i risultati delle analisi.

È prassi che si studi anche il DNA per eventuali problemi genetici e soprattutto dopo l’esperienza Lilith cerchiamo d’individuare che non s’intrufoli un prodotto di Victor.

«Voi due cosa ci fate qui?»

«Felix, dobbiamo sapere una cosa sul sangue di Ilona … la ragazza ucraina» rispondo.

«Sto completando le sue analisi. Prendete un camice in quell’armadio e mettetevi i guanti e le soprascarpe. Vincent, tu lega anche i capelli prima di entrare»

«Cosa vi serve sapere?»

Guardo Agostino perché in effetti non lo so.

«I genitori, chi sono?»

«Intanto vi dico che si chiama Ilona Pundik Kozakinsky e quest’ultimo dato lo sapete già … Nata il 3 marzo 1989 a … Vladivostok, curioso non è ucraina, padre … Oh cazzo! Akim Raskol’nìkov nato a Mosca il 28 maggio 1963!»

Agostino mi guarda: «Non è finita … per ora ho visto bene guarda i risultati della madre …»

«Ecco esce anche la madre … non è possibile!»

Penso che adesso schiatterò davvero: «Dimmi che non è vero … come cazzo è possibile?»

«Madre Madleine Matisse nata a Avignone il 10 agosto 1967 …»

«É mia sorella?»

«Pare di sì ma come?»

«Sono certo che mia madre abbia conosciuto Akim un anno dopo la nascita di questa ragazza!»

«Io credevo che Amber fosse l’unica donna di Akim?» aggiunge Agostino.

«Potrebbe essere parte di una linea temporale differente che si è accavallata» rileva Felix mentre solleva il telefono e chiama Akim che si trova al Triage.

«Puoi scendere un attimo?»

«Cosa succede, Agostino e Vincent vogliono fare l’Inledandet?»

«No, e credimi è peggio!»

Akim ci raggiunge, Agostino gli spiega quello che ha visto in Ilona confermato dalle analisi.

Lui fissa lo schermo del computer con il suo nome e quello di Madleine nel profilo genitoriale della donna: «Non è possibile … io ho conosciuto Madleine a nella primavera del 1990»

«E mia madre» intervengo io «sappiamo bene che ha limitato la sua attività sessuale ai fratelli Cortes»

Akim tossisce: «Ecco, quello non è del tutto vero … abbiamo avuto una notte di passione a fine luglio del 1990»

Lo guardo stupito.

«Che c’è?» mi chiede ed io abbasso la testa sorridendo.

«Poi Ilona non ha detto poi che sua madre è morta sei mesi fa? Non ha parlato di madre adottiva e non risulta neanche nei suoi documenti!» chiosa Akim.

Mi passano per la testa un sacco di pensieri tra cui il discorso di mio padre sul nuovo nemico e non voglio pensare che sia lei. Agostino mi guarda e sembra leggermi nel pensiero: «Non è cattiva … credimi ho visto in lei tanto dolore e basta»

«Chiamiamola e parliamole» sentenzia Akim.

«No, credo che prima dovremmo parlare con mia madre?» domando io.

«Già …»

Arriva prima quest’ultima e a momenti sviene tra le braccia di Akim.

«Non potrebbe essere che si siano fuse le linee temporali come per Tristan e Maximus? Voglio dire, quando Javier per tornare in vita, ti ha chiesto di ospitare la sua anima, noi ci siamo innamorati e, stando a come dovevano andare le cose, in quel tempo si sarebbero dovuti amare anche Max ed Ela come pure Tristan e Lydia. Invece, come sappiamo il passato per quei quattro è cambiato. Non potrebbe esserlo anche per noi due? O meglio, per “due noi”

«È la data di nascita di Ilona a non coincidere però!» interviene Felix «Da quello che so, questa faccenda del corpo in prestito è stata fatta nella primavera del 1990, un diverso 1990 ma pur sempre l’anno dopo la nascita della bambina e non credo che abbiano alterato la data di addirittura dodici mesi!»

«Si può vedere dagli esami se effettivamente è nata nel 1989? Nel “nostro” 1989?» chiedo.

«In teoria dovremmo farle delle lastre specifiche e fare come la dottoressa Brennan del Jeffersonian, datare le ossa, cosa che credo Andrew sia in grado ma mi pare un’assurdità!» mi risponde Felix.

Agostino ha un’idea: «Akim scusami … posso provare a leggerti?»

«Perché?»

«Stavo pensando che forse posso vedere quello che non ci dice il database o la scienza»

Lo legge e non fa che confermare essere il padre di Ilona. Allora passa a leggere mia madre e ha difficoltà: «In effetti, è come se leggessi contemporaneamente Andrew e Junior»

«Non sforzarti, Delfinetto …»

«Possiamo vedere com’era fatta Nadia?» chiedo «Vi spiego, perché non abbiamo pensato che i due “Akim e Madleine” della prova per la risurrezione di papà siano arrivati nel nostro tempo assieme alle storie d’amore degli arcangeli paolini con le ragazze di Ángelsgarðr!»

Felix smanetta con il computer e esce una donna per niente somigliante a mia madre e questo spiega come mai Ilona non abbia sbarellato al conoscerla.

«Dobbiamo capire cos’è successo e perché le linee di due tempi diversi si siano incontrate …»

«Desperatio» dico senza quasi rendermene conto «la nemesi di Spes … ecco di cosa parlava mio padre, lui era Spes prima di Luna!»

«L’epifania di Desperatio porta problemi nelle linee del tempo!» aggiunge Akim che si è appena avvalso della sapienza di Mies con Prudentia.

«Altro concistoro?» chiedo ironico.

«No, aspettiamo di capire chi possa essere Desperatio e dove si nasconde» corregge mia madre «nel frattempo Akim ed io abbiamo da comunicare di avere avuto una figlia prima ancora di conoscerci!»

«Battete quasi la Madonna!» scherzo io.

«Che scemo che sei!»

Il pranzo è il momento peggiore di questo giorno che devo ricordare di segnare tra quelli più di merda della mia vita. Già, perché vedere mio padre, o meglio l’unico uomo che fa Cortes di cognome che io chiamo papà perché non ne ho conosciuto altri, che s’intristisce perché nell’altra vita Akim e Madleine si sono amati indipendentemente da lui, quindi, il suo amore per mia madre non è universale è qualcosa di straziante. Se ci associo le lacrime appese di mia cognata Luna per la figlia di sette anni, che ha seduta di fronte ventisettenne e che si strugge più di lei; la presenza di Scott, Jessika e di Turquoise, trovo che avere Jared con i postumi della sbronza di ieri sera seduto a fianco sia la cosa migliore che potesse capitarmi. Gli unici occhi che mi piace incontrare sono quelli di Gemma che mi sorride birichina perché sa che deve cercare di tirarmi su il morale. Ma al cruccio ci aggiungo il mio biondo gemello che non ha preso molto bene questa sorella venuta da chissà quale tempo, quella poveretta della sua fidanzata non sa bene come aiutarlo mentre dal fronte Emily, lei voleva andare dai Keaton, (luogo dove vorrei terribilmente essere anche io), per via di Antonio e invece è qui senza fidanzato. Raoul siede dal lato opposto a me e mi guarda con la faccia da Pietas, per tanto a breve: «Se non la pianti ti tiro un coltello, hermano!»

«Stavo solo cercando di guardare qualcuno di normale»

«Allora girati verso tua moglie perché mi sembra la più in bolla a questo tavolo insieme a Parsifal, il che è già tutto dire!»

«Perché hai fatto un ritratto a Mandy?» mi chiede Jared.

«Perché voglio portarmela a letto e mi sembrava un modo meraviglioso per sedurla» rispondo serio.

L’idiota si mette a ridere perché chiaramente la prende come una burla: «No dai, seriamente!»

«É molto bella e mi piaceva in quella foto»

«É un bel dipinto»

«Se vuoi te lo vendo, mille euro perché sei un amico»

Jared ride. Beato lui che si diverte, forse pensa che dato che è spuntata una moglie a Iliya abbia ancora del buono con Mandy e mi aspetto che me lo chieda tra un secondo.

Infatti …

«Non penso, anche perché non hai ancora capito che per lei tu eri solo un amico»

«Anche tu sei suo amico e con te non si comporta come con me»

Lo spero bene!

«Penso che mi sarei beccato un vaffanculo colossale se avessi fatto una cazzata come hai fatto tu, hai ragione, con te c’è andata leggera!»

Mi arriva un messaggio proprio da Mandy:

 

Mandy: non ce la faccio più! Qui c’è l’agorà di Atene, persino Agostino fa il secchione!!!

Vincent: vinco io … tesoro!

 

«Scusate, posso fare una foto a questa splendida tavolata?» chiedo alzandomi in piedi e salendo gli scalini dell’open space per posizionarmi in un punto di ripresa generale. Scatto, ringrazio e me ne torno a posto.

Gemma sta per piangere dal ridere e nasconde la faccia nel tovagliolo.

«Che bastardo che sei» mi dice solo con il labiale ma io non mi curo di lei perché devo scrivere a Mandy spedendo la foto:

 

Vincent: il posto vuoto è dove siedo io…

Mandy: Vittoria schiacciante la tua, tesoro!

 

Aggiunge una serie di emoticon con faccette che ridono a crepapelle. Mio padre mi richiama all’ordine: «Metti via quel telefono o i messaggi a Mandy li mandi con le chiappe d’ora in poi!»

«Ok, scusa ma non potevo non risponderle!»

La cosa è stata sufficiente per mettermi di buon umore almeno fino a quando, non mi tocca aiutare Turquoise a prendere le sue cose in camera mia.

«Occhio a non infilarti in borsa le mutande di Jared»

«Non c’è pericolo!»

«Vuoi indietro i tuoi regali?»

«Ma sei scema? Non ho dieci anni e non ne ho mai chiesto nessuno indietro neanche a quindici»

Ecco, ora so cosa sta pensando … si avvicina sensuale.

«Vincent, è stato bello che tu abbia cercato tuo padre per noi …»

No … Turquoise ti prego, la scopata d’addio no!

Mi bacia, io ricambio ma i miei occhi sono aperti e guardo dietro di lei.

«Scusa …» la allontano «non roviniamo tutto, ti prego!»

«Tu che rifiuti di far l’amore? Sei cambiato veramente!»

«Se devo sfogarmi mi faccio una sega sotto la doccia pensando a Megan Fox, ok? Non butto via i nostri quattro mesi e mezzo con un’ultima volta insieme che sarebbe l’apoteosi dello squallore!»

«Ok, chi è l’altra?»

Alzo la mano sinistra. Lei sorride. Sento il campanello della porta. Anjelica va ad aprire: è Mandy.

«Ehm, Vincent è in camera … con Turquoise» lei a quasi paura a dirlo.

«Non importa, volevo solo prendere un caffè con lui prima di andare alla RADC, fa nulla, ci vediamo là!»

Fortunatamente, Jared è in bagno e non si accorge di lei ma io sì perché mi manda un messaggio.

 

Mandy: viviti il tuo ultimo ballo al massimo, tesoro!

 

Non ha capito un cazzo!

«Devo andare!» esclamo «Turquoise, sii felice … realizza il tuo sogno!» l’abbraccio di fretta, lei resta basita e me ne vado fuori di corsa senza dire niente a nessuno.

Mandy è ancora nel giardino e a me è facile intuire la strada che sta facendo verso l’uscita perché è quella più all’ombra. L’anticipo in teletrasporto:

«Non mi conosci così bene come dici!»

Lei si ferma, alza la testa e ha gli occhi lucidi. Io in questo preciso istante riesco a rispondere alle domande che m’affliggono da giorni e che negli ultimi due sembrano urlare dentro di me: io la amo. Sono pazzamente innamorato di lei!

«Non stavo piangendo per quello, è che anche io non sono di marmo. Diciamocelo che la signora Kozakinsky già era una menata per me, ma il fatto che sia tua sorella in non si sa bene quale universo mi rende un po’ isterica!»

Sorrido e i suoi occhi sono di nuovo quelli di stamattina nella camera degli ospiti dei Keaton.

«Posso baciarti?» chiedo.

«Perché?»

«Credo di aver appena realizzato una cosa e voglio solo la conferma»

«No»

«Perché?»

«Perché hai sicuramente baciato Turquoise ed io non voglio sentire il suo profumo su di te»

«Sei un cane?»

«In queste cose sì. Sono un po’ animalesca, non amo che il mio territorio sia invaso da un’altra»

«Sono il tuo territorio io?»

Lei prende fiato ma non risponde, poi si fa coraggio: «Sì! E vedi di farti andare bene questa cosa, pezzo di cretino!»

La mia giornata è appena passata da “di merda” a “magnifica”.

«Torniamo un secondo da me? Devo lavarmi i denti e prendere il tuo casco»

«Non mi metto quello di Turquoise!»

«Tesoro, hai il tuo casco. L’ho decorato ad aerografo io stesso con il tuo nome!»

«Davvero?!» si mette a saltellare contenta ed io mi sento il cuore pieno di vita.

Purtroppo, a casa mia, si deve sorbire il patetico tentativo di Jared ma lei lo sa trattare con una certa delicatezza che è opposta a come lo tratto io. Ora capisco anche il perché, tuttavia mi sento di escludere che io lo tema per una improbabile rivalità nel cuore di Mandy. Quello che ha detto poco fa riguardo al fatto che io sono il suo territorio significa molto per me, forse lei non lo sa ancora ma mi ama. Mi chiedo solo se io possa darle tutto il bene che si merita, tutto l’amore che si merita, la mia autostima esasperata incontrando lei si ferma a riflettere sulla meraviglia del mondo che si chiama Mandy.

«Carissimo Jared, noi abbiamo un esame da sostenere ed è un culo pazzesco … quindi, te la rubo e ce ne andiamo!»

Mandy sorride e lo guarda come dire “che ci vuoi fare”. Salutiamo al volo tutti (alcuni li ritroveremo in RADC tra poco) e andiamo alla mia moto.

«Che bello questo casco, Vin!» esclama lei mettendolo.

«Mai quanto chi lo indosserà tra poco!» dico io stampandole un bacio sulle labbra e aprendo la serranda del garage. Lei mi guarda sorpresa e divertita ma va tutto troppo in fretta per fermarsi a pensare a lei, che mi cinge la vita mentre andiamo in moto, e non mi chiede di andare piano, perché sì, guido come un pazzo, è uno dei miei sommi difetti, perché se io sono il suo territorio, lei è la mia città!

 

RADC, 15 giugno 2015

 

Iliya e Ilona ancora non sanno delle nostre scoperte anche se penso che il desiderio di passare dalla scuola ucraina alla maltese sia motivato dal risultato dell’esame del DNA che sappiamo che lei ha fatto un paio di mesi fa ignorando che la persona risultante dall’esame, il nostro Akim forse non l’abbia davvero generata.

Sono preoccupato dalla reazione di Amber, avrà dato di matto con il marito o avrà capito che è tutto parte di un casino più grande? L’aver scoperto che la madre è la mia, penso che giochi a favore di Akim avvalorando l’impossibilità della cosa nel nostro mondo, nella nostra linea temporale.

Salutiamo gli ucraini e arriva proprio colei cui stavo pensando. La guardo e lei mi sorride: «Lo so che muori dalla curiosità, Vincent!»

«In questo momento sono l’uomo più felice del mondo e non mi turberebbe nulla, neanche uno dei tuoi scleri, Amber!»

«Cosa ti rende così felice? Siamo nella cacca fin sopra ai capelli e stamattina hai anche avuto un attacco di panico»

«La cura del panico!»

Mandy non coglie la battuta.

«Allora» Amber ci ferma prima degli spogliatoi «voi due ballerete assieme anche i liberi dato che Turquoise se ne va, quanto alle mini crew, tu Vincent sei con i tuoi fratelli, mentre Mandy, tu sei con Lilian e Maya. Iliya, tu sei con Agostino e Andrew. Ilona con Scarlett e Azzurra»

A quanto pare Iliya e Ilona conoscono le coreografie di gruppo dal momento dell’iscrizione, invece una cosa che non sapevo, perché è stata decisa stamattina, è che anche i sei del futuro faranno l’esame per entrare presumibilmente nei semiprofessionisti di primo livello come me e Mandy, se non addirittura nei professionisti, per come gli ho visti ballare!

Prima metà del pomeriggio divisi maschi e femmine, poi avrò una saletta dove mi metterò a palpeggiare Mandy fino allo sfinimento.

Il tema dei passi a due è fare l’omaggio ad una coppia d’arte o di vita. Spesso è capitato questo tema e in molti hanno ci hanno spaziato sopra anche con risultati meravigliosi.

«Qualche idea?» mi chiede Mandy «Con Turquoise cosa avresti portato?»

«Lei aveva un debole per il mio papà morto e avevamo pensato “Nessuno vuole stare solo” in omaggio ai miei genitori»

Lei si mette a ridere.

«Perché ridi?»

«Pensa se Iliya e Ilona portassero Phantom of the Opera

Per inciso è il musical che mia madre fece con Akim vent’anni fa e fu un successone. Si narra che provando ci sia scappato un bacio tra loro, ma nulla di più, rinfacciato in battaglia da uno dei vizi, che lui affrontò nel 1999.

«Be’ io truccata il giusto somiglio a tua madre molto più della tua ex … tuttavia non mi piace vederti come Andres»

«E allora fammi essere Javier!»

«Idiota!»

«Dico sul serio. Stupiamo tutti con la coreografia di mia sorella e Parsifal e ci spariamo “Come what may”»

«C’è una Borikata e non vorrei spaccarmi una gamba alla vigilia dell’esame»

«Fidati di me!»

«Vincent …»

Mi avvicino a lei e le prendo le mani guardandola negli occhi: «Fidati di me!»

Lei mi fissa e abbozza un sorriso: «Ho appena capito la battuta della cura del panico …»

«Ecco, brava. Vuoi che non ti prenda nella Borikata?»

«Quel passo lo fanno i ballerini con un’intesa pazzesca»

«E noi non l’abbiamo?»

«Perché ti sto facendo tutte queste obiezioni?»

«Perché hai paura di scoprire facendo la Borikata che sono l’uomo della tua vita!»

Tolgo la maglietta. Lei mi guarda.

«Ora, sicuramente il tuo territorio puzza parecchio di Vincent sudato!»

«É il tuo odore … e paradossalmente lo adoro. Cioè non il puzzo ma, hai presente quando il tuo profumo entra nella pelle e si mescola all’epidermide? In quel momento l’odore s’identifica e diventa “tuo”. Ecco, quello sei tu, Vincent»

La guardo perplesso: «Ti piace quando puzzo, ho capito, sei una porcellona!»

Lei scoppia a ridere.

«Rovineresti il romanticismo a Shakespeare in persona!»

«Dai Giulietta, spariamoci ‘sta Borikata!»

«Oh Romeo, perché mi vuoi morta, Romeo!»

«Messico!»

«Se m’ammazzo non ci vengo in Messico!»

«Per questo andrà tutto bene!»

Dai, amore mio, fammi capire che ti fidi di me!

Passo, passo, salto volo … presa! Ma che figata!

Faccio una variazione, sul finale del passo lei dovrebbe tornare in piedi davanti a me, invece mi stringe con le gambe sui fianchi e facciamo mezza piroetta in più per poi finire io testa all’indietro con lei che mi sovrasta con la sua e terminiamo la canzone con i visi vicini.

«É stato fantastico!» esclama lei.

«Ti sei fidata di me …»

«Pensavi di no? Io mi fido sempre di te, Vincent!»

Ancora le sue mani nei miei capelli, ho i pants e credo che la mia erezione sia impossibile da mimetizzare!

«Mandy, non puoi farmi questo!» la lascio scivolare leggermente in modo che capisca.

«Non sei professionale, signor Cortes!»

«Sono stato tranquillo fino a quando le tue sante manine sono finite ad accarezzarmi i capelli in modo inequivocabile! Non toccarmi mai i capelli in coreografia, rammentalo!»

La mollo e mi allontano un po’ indispettito appoggiandomi al muro. Lei si avvicina a me: «Scusami, non volevo offenderti, scherzavo!»

«Turquoise mi ha chiesto se c’è un’altra nella mia vita perché io non ho voluto fare l’amore con lei un’ultima volta … Io le ho mostrato questa»

«Perché la mano sinistra?»

«Perché sono mancino»

Lei ride capendo il doppio senso.

«Indovina un po’ chi mi fa scoppiare le mutande?»

«Non credevo fosse così forte la tua attrazione …»

«Lo è. Ora la mia domanda è, a costo di sentirmi piombare un due di picche di marmo proprio lì, per te è lo stesso?»

Lei sospira e sorride, com’è bella!

«Il fatto che a me non si rizzi nulla non vuol dire che tu non faccia di me un fiume in piena, Vincent!»

«Anche adesso?»

«Anche adesso!»

«Voglio partire subito per il Messico!»

«Dobbiamo provare! Piuttosto, stasera devi sempre dormire con Jared?»

«Purtroppo sì»

«Allora ci vediamo nella mia camera degli ospiti!»

«Me la dai?!»

«Vedremo se saprai meritartela, ora, su, al lavoro!»

Nelle due ore successive mi sono trasformato in Christopher con il fascino di Akim e la voce di mio zio Michel, non vedo l’ora di tenere Mandy tra le braccia!

Sotto la doccia incrocio Iliya. Non so come ma il mio spirito competitivo mi porta a guardarlo “lì” vergognandomi un secondo dopo.

«Mandy ha preso bene il fatto di Ilona?» mi chiede.

«Sì, stai tranquillo. Lei è fantastica e ha capito al volo»

«Da quando hai realizzato di amarla?»

«Come?» fingo di non capire.

«Andiamo, Vincent io l’ho intuito ieri sera alla festa ma è abbastanza evidente che siete nati per stare assieme»

«É a me che ti riferivi quando le hai detto che merita qualcuno che la metta davanti a tutto il resto?»

Lui fa cenno di sì con la testa.

Io però non voglio che nessuno conosca i miei sentimenti per Mandy prima di lei: «Tra me e lei c’è molto feeling ma non siamo innamorati»

All’uscita lei mi aspetta sulla moto.

«Passiamo da me a prendere il cambio per domani e i preservativi!»

«Una scatola?»

«Due?»

«Imbecille!»

Arrivati da me le chiedo di aspettarmi in garage, io abbasso leggermente la serranda e affondo un bacio che lei si prende con passione. Fa per accarezzarmi i capelli che, ancora bagnati, sono più sensibili alle sue mani ma la fermo: «Non vorrai farmi entrare in casa con i pantaloni sollevati?»

«Mi sa che è inevitabile»

«Ti odio!»

«Non se ti presto la mia mano …» mi dice sensuale mentre baciandomi mi slaccia i pantaloni. Schiaccio il telecomando e chiudo il garage. Tolgo i pantaloncini anche a lei, senza smettere di baciarla, apro un cassetto del tavolo da lavoro ed estraggo la confezione di un profilattico: «La tua mano usala per aiutarmi con questo …» mi siedo alla rovescia sulla moto e la penetro facendola sedere sopra di me. Lei ha un sussulto perché in questa posizione la sensibilità è molto alta. Sono quasi totalmente avvolto da lei, sia il mio sesso che il resto del mio corpo. Avverto ogni suo desiderio, persino il battito del suo cuore, lo scorrere del sangue e comprendo quel discorso sull’alchimia degli odori, ora quel territorio è davvero solo suo! Vorrei gridare da tanto è forte il piacere che provo, vorrei urlare quanto la amo, tanto è grande quello che sento.

Lei stringe i miei capelli sulla nuca con una mano e capisco che ha giunto il suo apice, lascio così che tocchi a me chiudendo gli occhi e planando all’indietro con la schiena sul serbatoio della moto in modo quasi artistico, come se stessi danzando. Lei solleva la mia maglietta e mi accarezza il petto e l’addome accompagnando il mio orgasmo con la medesima magia.

Mi risollevo a baciarla ma non esco da lei.

«É stato stupendo …» sussurra accarezzandomi. Io ho le lacrime agli occhi «Che succede?»

«É stato davvero stupendo, Mandy! Potrei farci l’abitudine»

«Cosa siamo adesso?»

«Non lo so, non siamo sicuramente solo amici, non siamo due che scopano e basta perché per me è stato troppo bello per svilirlo a solo sesso. Soprattutto, quello che provo per te è troppo alto per abbatterlo con il mero piacere fisico, io ci ho messo anche l’anima, Mandy!»

Lei sorride e si commuove: «A me bastava che mi dicessi che stiamo assieme, come una coppia … che da ora, qualsiasi cosa sia, tu sei mio e io sono tua»

«Certo che lo siamo, solo che non possiamo ancora renderlo pubblico. Tu hai ventidue anni dalla settimana scorsa ed io ho rotto troppo a tutti con Turquoise … Ma questo non cambia quello che siamo, chiaro? Ti fidi di me?»

«Di nessun altro»

Io ti amo, Mandy Keaton. È questo che dovrei dirti adesso aspettando trepidante che tu mi dica “anch’io” ma sono un cretino e ti ferisco con una stupida vergogna o una folle paura di perderti.

Mi ripulisco usando il lavello del garage. La lascio per qualche minuto per entrare in casa.

«Non scappare via, ok?»

«Non farei molta strada senza mutande sulla tua moto che non so neanche da che parte accenderla!»

Entro in casa camminando a mezzo metro da terra, incrocio Jared e mi sento un grandissimo stronzo perché ho appena fatto l’amore con la ragazza che vorrebbe lui, ma cosa dico? Non mi sento stronzo per niente, non lo reggo quel babbeo!

Mia sorella Gemma mi segue in camera: «Dormi dai Keaton anche stasera?»

«Sì, Mandy mi sta aspettando in garage»

Lei ride come una pazza.

«Cosa ti fa tanto ridere?»

«Guarda la tua maglietta … non davanti, dietro! Sbaglio o quella è l’impronta del tappo della benzina della tua moto?»

Scoppio a ridere. Beccato in pieno.

«Tu come fai ad averla riconosciuta così bene?»

Lei guarda il suo pancione: «Non l’abbiamo comprata su Internet come credeva il Naveen di sette anni!»

«Quello di adesso penso abbia molto da insegnare anche al caro zio Michel o al buon Alejandro!»

«Vedi di non fare cazzate, Vincent»

«Per la prima volta nella mia vita, Gemma, sono certo che non è una stronzata!»

«Perché?»

«Perché lei conta più di me stesso. E non è mai stato così; con Turquoise era una battaglia contro il mio ego ferito dai suoi no. Con le altre era solo per essere cool. Per Mandy non sono il più bello del reame, sono solo Vincent, mi vuole bene per quello che sono dentro prima che fuori. Mi ha scelto per la sua prima volta che non era ora …»

«Lo so … conosco la storia del mio letto di nozze fatto solo da Lilian e non mi è stato difficile capire che fossi tu quello con cui era stata»

«Mi ha scelto perché la sua stima per me va al di là di tutto il resto»

«Ti ha scelto perché ti ama, sciocchino! Solo che non lo ammetterà mai, almeno fino a che non le dirai che anche tu la ami!»

«Gemma, ti prego di non dire niente a nessuno, nemmeno a Parsifal. Per ora vogliamo mantenere la cosa segreta»

«É la seconda cosa intelligente che dici in due minuti, fratello sei cambiato davvero!»

Torno alla moto e Mandy è seduta che mi aspetta e mi sorride: «Hai cambiato maglietta»

«L’ho sporcata con il serbatoio e Gemma mi ha sgamato subito, ma ha la bocca cucita!»

Prendo la spazzatura nel cestino e noto che ci sono dei fazzolettini sporchi di sangue: «Tesoro ti ho fatto male?»

Lei è divertita dalla mia apprensione.

«Mi sono graffiata una gamba con il pedalino! Non mi hai fatto male per niente, anzi!» mi mostra la ferita e io sospiro.

Arriviamo da lei, ha avvertito mentre mi aspettava e io con gioia mi gusto la cena cucinata da Keanu. Agostino mi fissa a tavola e incuriosisce mia sorella Emily. Ma il coraggio di chiedere arriva da Andrew:

«Cosa avete voi due?»

«Noi … due?» balbetto.

«Sì tu e Agostino»

«Chiedilo a lui, forse vuole limonare con me!»

«Calma, ‘a bbello!» corregge l’interpellato «stavo notando che stasera sembri sprizzare felicità da tutti i pori!»

«Che è l’esatto contrario di come dovresti sentirti visto che Turquoise è appena partita!» corregge mia sorella.

«Forse sono felice perché se n’è andata e ha smesso di torturarmi!» rispondo un po’ seccato e Emily ci resta male.

«Scusa … ti chiedo piuttosto perché ti turba vedermi felice? Ho avuto una giornata del cazzo che è diventata bella solo nel tardo pomeriggio, posso sentirmi bene?!»

«Certo, solo che hai prenotato il Messico con noi per partire con lei»

«E parto con Mandy, vero, chica

«Non vedo l’ora!»

«Un ottimo modo per staccare entrambi, io da registe in erba e lei da tuffatori mezzi sposati!»

«Io dico che una panciata di fatti vostri sarebbe magnifica!» interviene Cassiopea «Baby Bonazzo è felice? Avrà i suoi buoni motivi, fatevi i fattacci vostri, pettegole!»

«Detto da te fa paura, Cassiopea» esclamo «ma ti ringrazio!»

«Siamo felici perché abbiamo trovato una coreografia fantastica e … posso dirlo, Vin?»

La guardo spaventato. Lei ride.

«Facciamo la Borikata!»

Mia sorella tra un po’ sbarella perché a lei e Antonio non viene e lui farà l’esame da professionista che lei ha passato lo scorso semestre.

«Davvero e vi riesce tutta?» chiede Riccardo.

«A dire il vero ci abbiamo aggiunto un pezzo» gongolo io «una figata!»

«Vi invidio a morte!» dice Emily.

«É così che saltano i matrimoni!» scherzo.

Lei mi tira il tovagliolo: «Cretino!»

«Papà …» chiede il piccolo Andrew a Keanu «ma crescendo non si dovrebbe diventare più saggi, come te insomma?»

«Quello lo diventi da vecchio!»  risponde Abel per lui.

«Attento giovanotto, che ti tiro una botta di cultura da mille pagine!» scherza Keanu.

«Il Messico è bellissimo!» cambia discorso Rossella, lei e Peter sono stati in vacanza lì fino a pochi giorni fa e con loro c’erano anche Abel e Rosalie.

«L’ideale per procreare» ghigna Cassiopea «e dare nipoti ai secchioni»

Rossella guarda Cassiopea e poi Antonio: «Cosa voleva dire?»

La capacità di vedere la vita e la morte di Cassiopea è passata anche al figlio Antonio e in questo caso, non essendo Rossella sua figlia biologica, anche lei può vedere che è incinta. Il papà è Peter, il figlio di Mies che è sposato con la ragazza da due anni.

Agostino sorride: «Non c’è bisogno di andare fino in Messico!»

«Lo sappiamo, August!» replica mia sorella pensando che lui parli di Lilian.

«Non parla di loro, amore» corregge Antonio «ma di …» indica il suo gemello e la moglie «finalmente arriva il tanto aspettato bambino di Susan e Riccardo!»

C’è un’esplosione di gioia condivisa da tutti eccetto il piccolo Andrew non ancora pronto a certe cose “da grandi”, al contrario del sé stesso di trenta decisamente entrato nella sua relazione con Maya a tal punto da sembrare ormai una coppia consolidata dal tempo.

Con tre nipoti in arrivo e altrettanti matrimoni all’orizzonte la buona coppia Keanu – Cassiopea può dirsi appagata dalla vita e credo che sia davvero meritato!

Siamo stanchi e tutti andiamo a letto presto, domani iniziano gli esami e tutti si avvalgono di questa scusa per andare a dormire … Keanu si attarda con il mini Andrew, mentre Mandy in silenzio scende di un piano fino alla mia stanza.

«Non farlo mai più!»

«Cosa?»

«Quando hai sparato la storia della Borikata mi è preso un colpo»

«Vincent non è così grave se lo scoprono»

«Hai sentito Emily, dovrei fare Giobbe penitente!»

«E invece vai a letto con la sua quasi cognata …»

Mi dice lei avvicinandosi con una camicia da notte da strapparle subito.

«Ma sei già nudo … togli tutta la poesia dello spogliarti pian piano!»

«Scusa, domani mi metto in tenuta da sci!»

Si toglie la camicia da notte per par condicio e si sdraia a pancia in giù accanto a me coprendosi con il lenzuolo, io la scopro lentamente baciandola sulla schiena e accarezzandola delicatamente. Ha le natiche più belle dell’universo …

Si gira e mi cinge con un braccio baciandomi sulla bocca. Io scivolo dalle labbra al collo, lungo i seni che lascio giocare con la mia lingua, ma stasera voglio che sia felice, scivolo lungo l’ombelico, allargo le sue gambe e la bacio …

«Oh, Vincent … questa cosa …»

«Vuoi il termine tecnico o mi lasci fare, amore mio?»

Così ti ho chiamato come ciò che provo per te mentre sto baciando il tuo luogo più bello … e sei di nuovo mia, stai gemendo ancora tra le mie braccia.

Facciamo l’amore per tutta la notte. Ho perso il conto dei preservativi, ma visto le notizie della cena, meglio lasciare che ad accrescere il numero dei nipoti siano gli altri!

Dorme appoggiata al mio petto ed io non oso svegliarla anche se so bene che deve tornare nella sua stanza. Mandy, ti amo così tanto e sono un idiota perché ho perso troppo tempo a capirlo, forse ti amavo anche prima di Turquoise e dei sette anni di Pietas, ho sempre voluto solo qualcuno che mi facesse sentire come fai tu, vivo, autentico, amato. Mi alzo, indosso le mutande e vado sul balcone. Il panorama di Sliema è sempre affascinante è pieno di luci e sembra sempre Natale anche se fa un caldo pazzesco.

«Vuoi una sigaretta?» sento una voce, è Keanu che è sul balcone a fianco, quello della biblioteca.

«Tu fumi la pipa e ci metti quella discutibile roba cinese dentro!» bisbiglio.

«Ho anche delle sigarette, quelle di Michel»

«Keanu puoi parlare un po’ più piano …» guardo distrattamente Mandy che si muove nel letto.

«So benissimo che lei è nel tuo letto, non sono nato ieri e mi chiedo chi pensate di fare fesso perché se n’è accorto Andrew di dieci anni. Mi ha chiesto: “papà perché Mandy e Vincent non dicono che sono innamorati?” E io: “ma cosa dici?” Allora sono passato da Mandy prima di andare nel mio letto e non riuscire a dormire perché lei non c’era. Né alle dieci e neanche adesso!»

«Aspetta, ti raggiungo in biblioteca»

M’infilo i pantaloni e lo raggiungo: «Keanu, credimi, non vogliamo prendere in giro nessuno, solo che è difficile!»

«Per via di Turquoise?»

«No, ma chiunque penserebbe che mi sono consolato troppo presto e non è così. È capitato e basta»

«Lei voleva crescere per te, perché è pazzamente innamorata di te. Non te lo dirà mai, a meno che non sia ultra sicura dei tuoi sentimenti verso di lei anche perché non lo ammette neppure a sé stessa. Jared e Iliya erano solo un modo come un altro per non pensare a te e all’altra. Ora, dato che sei il figlio di Madleine e ti ha cresciuto Javier, che è l’uomo che stimo di più al mondo, sono certo che tu sia meno stronzo di quello che vuoi far credere e che anche tu la ami, a modo tuo ma la ami. Quindi ti dico solo che se la fai soffrire ti spacco la faccia e rovino quel bel visino perfetto che ti ritrovi!»

Mi sta spaventando davvero …

«Mandy è l’unica persona di cui m’importa più che di me stesso. Sono uno stronzo, hai ragione ma ucciderei per lei, per saperla felice! Oggi, dopo pranzo, è venuta a casa mia e ha creduto che io fossi con Turquoise, è andata via e le sono corso dietro. Quando ho visto che aveva gli occhi lucidi ho capito di amarla e di averla sempre amata. Ecco, ora l’ho detto a te e non sono riuscito a dirlo a lei perché sì, hai ragione, Mandy merita di più di un fighetto convinto come me e mi chiedo come possa amarmi come dici tu, perché io da lei non merito così tanto. C’è un solo posto dove mi sento a casa, tra le sue braccia, quando incontro i suoi occhi, quando mi sorride. Se lei mi chiedesse di andare a vivere al Polo Nord a fare i folletti di Babbo Natale le chiederei di andare a scegliere insieme la slitta! Ho fatto quella bastardata a Jared solo perché l’ha fatta piangere, mi sono messo a giocare a C.S.I per capire se potevo rimettere insieme il tuffatore e la moglie solo per togliermi d’intorno tutti i rompi coglioni. Ho fatto un errore enorme con Turquoise perché ho messo davanti a tutto il mio orgoglio ferito da “Baby Bonazzo” e mi sono buttato confondendo magistralmente il mio ego con l’amore. Mi dispiace se non sono perfetto come Agostino! Keanu, vorrei veramente essere come lui, come te, come Raoul o Teseus ma non lo sono. Parli della mia famiglia? Ho preso solo la bellezza di Andres per il resto ho solo i difetti di tutti e li ho accresciuti per la prosecuzione della specie. Se Mandy soffrirà per colpa mia, spaccami la faccia, me lo merito!»

Lui abbassa la testa e sorride: «Avrai anche la bellezza di tuo padre Andres ma sei in tutto e per tutto Madleine»

«Ma non possiedo la sua forza senza Mandy»

«Dove pensi che l’abbia presa lei?»

«Da Javier. Già tutto inizia e comincia da loro e mi fa specie realizzarlo perché se non ci fosse stata l’intrusione prepotente di mio padre io non esisterei nemmeno … oppure sarei figlio di Akim!»

«Direi l’ultima, penso che tu non possa evitare di essere strafigo!» Mi metto a ridere e lo saluto: «Buonanotte, Keanu!»

Ritorno in camera e il lenzuolo di Mandy ha assunto una forma impossibile. Non importa, mi tolgo i pantaloni e mi rimetto sul letto.

«Cerca di dormire, Vin’ domani sarà una giornata lunghissima!» farfuglia mentre cerca una posizione che non trova fino a che non si sdraia su di me: «Eri sveglia?»

«Sì e i tuoi sospiri mi disturbano, cosa c’è?»

«Stavo pensando forse troppo intensamente»

«Tesoro, sei bello e stupido, pensare ti fa male!» mi sfotte.

Sorrido.

«Decisamente molto bello …»

«Attenzione! Udite, udite! Per la prima volta la signorina Mandy Keaton si sbilancia dicendomi che sono molto bello!»

«Che cretino che sei! E poi tu hai fatto di peggio … mi hai detto “amore mio”»

«Non l’avessi mai fatto!»

«Vincent!»

Punto gli occhi nei suoi e cerco di farmi coraggio ma sento che i tempi non sono maturi: «Mandy … che cosa c’è di male?»

«Nulla, solo che poi m’illudo di essere davvero il tuo amore!»

Non le rispondo, mi sollevo verso di lei e la bacio: «Non sarebbe un’illusione, secondo te cosa provo per te?»

«Non lo so»

«Mandy!»

«Una forte attrazione fisica e sicuramente mi vuoi bene, poi non saprei o meglio non voglio saperlo»

«Perché non vuoi saperlo?»

«Perché sarebbe …»

«Cosa?» mi sto agitando «Un errore, forse?!»

«No, sarebbe troppo bello anche perché …» lei non riesce a parlare, comincia a piangere.

«No, no ti prego non piangere … basta! Non ti tedio più, mi è partita una crisi da insicuro assurda, scusami, perdonami!»

I suoi singhiozzi aumentano: «Oggi, Turquoise mi ha salutata in casa tua e mi ha detto di starti vicino perché soffrirai molto la sua mancanza, mi ha fatto un discorso contorto che puntava al fatto che quello che c’è tra voi è unico e che prima o poi partirai con la coda fra le gambe e andrai a Los Angeles. Ha parlato di quella volta che avete espanso mana dopo l’avventura nel libro e insomma tutta la cosa sembrava un modo subdolo e gentile per dirmi “non t’illudere Vincent sarà sempre mio”»

«Tu hai creduto alle sue stronzate?»

«Sì e no … cioè allo stesso tempo mi sono detta che quello che ci lega è magico e lei anche quando era la tua ragazza non ti conosceva bene come me. Mi sono detta “intanto lui ora è qui con me, vuole me anche se forse solo per sesso, io me la gioco”!»

Deglutisco come per digerire questa cosa che dalla mia ex me l’aspettavo ma non credevo che Mandy le credesse: «Va bene, facciamo così. Torniamo alla promessa di ieri. Non faremo più sesso fino al matrimonio di mia sorella e tuo fratello, partiremo per il Messico e allora, se mi vorrai ancora, io sarò lì per te, corpo e anima»

«Perché questo?»

«Voglio che tu capisca che quello che è accaduto stanotte e nel mio garage è stupendo ma non mi basta, Mandy! Voglio avere la forza di dirti che ti amo senza farmi partire l’attacco di panico come sta succedendo adesso, sicuro che tu mi risponda “anch’io”!»

«Tu mi ami?»

Mi alzo e vado a rivestirmi. Lei rimane in ginocchio sul letto a guardarmi: «Dove vai?»

«Torno a casa mia, dormirò sul divano o mi lancerò su Jared cercando una nuova esperienza!»

«E no, tu non te ne vai, non mi butti lì che mi ami e poi te la svigni, Vincent Cortes!»

Scende dal letto con il lenzuolo addosso e mi viene davanti: «Perché tanto vale che ti fai la scorta di Bromazepam, pezzo di cretino perché io sono innamorata di te!»

«Dillo di nuovo!»

«Ti amo, coglione con la K! Mi conosci, cosa credevi che mi sarei accontentata di scopare? No, io voglio il pacchetto completo e quello prevede anche il tuo cuore»

«Ti amo così tanto, Mandy!» sussurro baciandola.

«Ho sentito quello che vi siete detti tu e mio padre»

«Quindi è ufficiale: mi sono sputtanato del tutto, fine del corteggiamento, fine dei giochini, fine del segreto?»

«Io lo vedo più come un inizio, noi due siamo sempre noi, gli stessi di ieri e giurami che resteremo sempre così!»

«Non vedo altro modo di vivere»

«Sono d’accordo su quello che ha detto mio padre ma anche su quello che hai detto tu riguardo i tuoi sentimenti per Turquoise …»

Ritorniamo nel letto.

«É vero quello che ha detto su di te?»

«Che volevo crescere per noi? Sì ma anche io fino ad oggi nel giardino non lo avevo ancora capito»

Ricomincio a baciarla, lei si siede sopra di me, io mi sporgo verso il comodino per prendere un profilattico ma mi ferma: «No, voglio sentirti completamente»

«Tu sei pazza, ma non ti amerei se non lo fossi»

Ed è straordinario. Sono completamente avvolto da lei!

Questo è il mio posto perfetto!

PER SAPERNE DI PIU’