Inaugurata “Arte a portar via” incontro con Bake una degli artisti in mostra

34524876_10215520319228699_975274080921976832_nInaugurata oggi la mostra “Arte a portar via”, la rassegna di opere di piccolo formato che intende proporre ad un vasto pubblico un cospicuo numero di opere di artisti molto diversi tra loro, maestri ormai storicizzati (Pericle Fazzini, Ernesto Treccani), maestri contemporanei (Ennio Calabria), artisti affermati (Bake), giovani.

Lo scopo è favorirne la conoscenza e renderne possibile (per il piccolo formato ed i prezzi modesti) un facile “asporto”, di qui il titolo “Arte a portar via”.

Per l’occasione, abbiamo incontrato Barbara Calcei, in arte Bake, una delle artiste in mostra:

201806052204-BfJDN-34447604-10215520321908766-6738326417773166592-nIntervista:

Sei piccoli ma grandi quadri per rappresentare un percorso artistico e stilistico, dai ritratti di animali al paesaggio ai portali di Scanno, scelta voluta o obbligata dal limite delle dimensioni, sappiamo che di solito si muove su formati più ampi …

Confesso che vi è stato un periodo in cui prediligevo il formato piccolo. Parliamo del 2011-2012. Non ho mai pensato, infatti, che la bellezza e la qualità di un’opera dipendessero dalla grandezza del supporto (si pensi infatti alle misure della Monna Lisa di Leonardo!). La sfida che ho accettato e con la quale, spesso, ancora oggi faccio i conti é proprio quella di cercare di impressionare e comunicare emozioni anche attraverso una piccola tela. Mi è capitato più volte che in mostra accanto a colleghi che proponevano quadri di enormi formati ne venisse notato uno mio in confronto al loro ben più piccolo. Certamente in ambienti molto ampi si rende necessario il grande formato. Per il mio prossimo impegno, ad esempio, mi sono state richieste due pale d’altare per una chiesa di Roma di m 2,00 per m 1,80. Un buon pittore dovrebbe cercare di adattarsi a lavorare su tutte le dimensioni garantendo la qualità artistica sia nel grande che nel piccolo. Non è una cosa facile. Entrambi i formati presentano insidie e problematiche notevoli. Avendo avuto in questi anni richieste di quadri sia di grandi dimensioni che di piccole, anche in ambito ritrattistico, ho dovuto imparare a gestire entrambi i formati con egual impegno. In mostra verrà proposto un assaggio della mia produzione small shape relativa ad un periodo di tempo che va dal 2012 al 2015.

34118420_10215485549719483_9065611956722860032_nNei suoi ritratti ormai è noto che lei sappia leggere al di là dei corpi, quell’anima, quella natura dal sapore caravaggesco con le note dell’impressionismo e quella poetica nella pennellata morbida alternata dalla materia più plastica, nelle figure di animali scopriamo una forte abilità tecnica superata da quella espressiva, che li rende vivi e palpabili, ma può spiegarci la difficoltà o la facilità nel ritrarre un cane o un gatto rispetto al ritratto di una persona?

C’è da dire, innanzi a tutto, che ancor più che per adulti, per ritrarre un animale è necessaria la posa indiretta, vale a dire attraverso l’utilizzo di una foto. Questo come sempre rischia di ostacolare la “genuinità” dell’espressione artistica. Per evitare ciò, per me è necessario un approfondimento, una conoscenza del soggetto, che naturalmente per gli animali non può essere il dialogo o le simpatie (ma anche le antipatie!) che si generano attraverso la conoscenza con le persone. Con loro quindi cerco, quando è possibile, un contatto attraverso carezze ed una conoscenza attraverso i racconti dei loro padroni. Quando riesco a “sentire” il soggetto, sia persona o animale, sono pronta a ritrarne l’anima o l’essenza. A quest’operazione dedico un buon 60% del lavoro.

34322939_10215485550239496_3071949300897415168_nTra i paesaggi che rammentano i maestri dell’impressionismo abbiamo un ciclo molto più “suo”, Scanno: con due portoni, o meglio “portali”, perché la cittadina abruzzese ormai è parte del suo cuore e ne è ambasciatrice nel mondo, ma per lei, queste porte scannesi hanno un significato speciale, vuole raccontarlo?

Il rapporto che ho con il paese di Scanno perdura ormai da ventidue anni. La sua magia conquista i cuori di tutti coloro che lo visitano e anche il mio ne é rimasto incantato. Quando ho cominciato a raccontarlo nei miei quadri, ho pensato di non parlarne a livello paesaggistico solamente, come si vede nella maggior parte dei quadri a lui dedicato, ma di effettuare una vera e propria introspezione nella sua essenza, nella sua storicità, come se dovessi ritrarre una persona. Oltre al costume tipico, alle bellissime donne in costume ritratte nella loro quotidianità mi sono dedicata moltissimo a ciò che trasmettono i portali (alcuni davvero magnifici) di gran parte degli edifici del paese. Su di me i cancelli, i portoni antichi, ferri e legni che hanno attraversato il tempo, hanno sempre avuto un forte ascendente. In particolare, quelli di Scanno mi sono sembrati da subito varchi temporali attraverso i quali tornare in epoche passate e misteriose. Ecco perché li ho scelti come punto cardine del ciclo pittorico, ancora vivacemente attivo nella produzione, chiamato, appunto, Le magie di Scanno.

34086042_10215485549199470_8705553745808719872_nNella sua produzione recente troviamo, anche grazie al succitato ciclo di Scanno, un avvicinarsi al paesaggio. Nascendo come ritrattista, qual è stato il fascino che la ha attirata a ritrarre la natura? Oggi in mostra vediamo covoni di fieno, campi di papaveri ma conosciamo una sua recente produzione legata a Venezia che ha del sublime …

Fino ad oggi sono sempre stata restia a trattare il paesaggio perché più attratta dalla figura umana ed in particolare dai volti. Ultimamente ho sentito il bisogno di parlare anche del contesto in cui l’uomo vive ed interagisce. In particolare, ho sentito il richiamo del mare, elemento che mi appartiene moltissimo essendo genovese di nascita. Quando un artista pensa al mare è facile che pensi alla maestosa Venezia. Ho iniziato, così, da quest’anno un nuovo ciclo pittorico dedicato prevalentemente al paesaggio, chiamato Diario di viaggio ed i primi elementi di questo ciclo sono proprio quadri dedicati a Venezia. Questo nuovo progetto richiederà diversi anni di lavoro e procederà in parallelo con la mia attività ritrattistica.

Ringraziamo Barbara per la disponibilità e speriamo di poter seguire ancora la sua attività artistica. 

Grazie a Il nido del Gheppio e colgo l’occasione per ringraziare la Galleria Arte Maggiore per avermi coinvolta in questo originale evento!

34559206_10215520320068720_2285547184206118912_nData Inizio: 05 giugno 2018
Data Fine: 16 giugno 2018 

Costo del biglietto: gratuito
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Roma, Galleria Arte Maggiore 
Indirizzo: Via di Santa Maria Maggiore, 126 
Città: Roma
Telefono: +39 06 88376034 – 335 320324
E-mail: Galleria.artemaggiore@gmail.com