Recensione di “Aglio, olio e assassino” di Pino Imperatore

Lo confesso: sono invidiosa da morire!

Chi conosce le mie recensioni dai siti, dai blog, dai miei vecchi social network sa bene che non regalo nulla a nessuno e quando c’è da, come si dice: “andarci giù pesante” io lo faccio. In arte come in letteratura. Lo sanno i miei colleghi attuali, lo sanno gli scrittori che mi amano o che mi detestano. Si sa, io sono una scrittrice esigente e narcisista, come lettrice pretendo le perfezioni divine.

Precisato questo, posso diventare seria e fare la mia recensione.

Due volte ho avuto un colpo di fulmine per una storia che ho adorato, in entrambi i casi la storia era ambientata a Napoli.

Ebbene, mi sono innamorata dell’ispettore Scapece! E vedrete, lettori e lettrici, che succederà anche a voi. Questo romanzo è gustoso da tutti i punti di vista, soprattutto quello gastronomico!

Scritto terribilmente bene, qui appunto la mia invidia, perché al giorno d’oggi è un elemento tutt’altro che scontato, Aglio olio e assassino è entrato nella lista dei miei libri preferiti, scalando la mia personale classifica al capitolo 35 per l’abilità artistica dimostrata da Imperatore nel descrivere una situazione che si svolge in parallelo rendendo visibile con le parole, quello che normalmente si vede in un film senza cadere nella brutta copia di una sceneggiatura, ma con un’abilità eccezionale, saltando da una situazione all’altra usando … eh, no mica ve lo dico!

Il romanzo scorre molto bene, è farcito sia di elementi noir che culinari ma, come dice lo stesso autore: Non è solamente un giallo. È una storia di passioni e perversioni, un’investigazione sul male. Parla di noi esseri umani, di amori e crudeltà, della vita e della morte, di morti e di vivi. Le sue pagine racchiudono solitudini, condivisioni, risate, slanci di solidarietà, leggende, misteri, superstizioni, vicende storiche, artistiche e religiose”

Con questi presupposti, poteva la sottoscritta non adorarlo? Pino Imperatore inserisce nel testo e nei dialoghi delle nozioni e informazioni interessantissime, senza cadere mai nell’“effetto Wikipedia” ma impastando alla perfezione gli ingredienti di questa ricetta complicata e gustosa. Così, il lettore imparerà, assieme a Scapece arte e superstizioni, antropologia e religione, folklore popolare e storia …

Bellissimo l’impianto del romanzo, che chiamato così fa pensare a tutt’altro: il protagonista e la Premiata Trattoria Parthenope, le cui vicende talvolta s’intrecciano, altre si alternano e alla fine si fondono. Questo ritmo rassicura il lettore e non annoia mai.

Senza anticipare nulla, consiglio questo libro soprattutto a chi non si è ancora avvicinato al giallo, chi già è amante del genere, come me, lo troverà originale e meraviglioso. I momenti divertenti stemperano la tensione del thriller e la drammaticità dei delitti.

Consigliato? Assolutamente sì.

Laura Allori

SINOSSI:

Nell’affascinante quartiere di Mergellina, Francesco e Peppe Vitiello gestiscono la premiata trattoria Parthenope, dispensando buoni piatti e aneddoti ancor più saporiti. L’ispettore Gianni Scapece, amante della cucina non meno che delle donne, lavora nel commissariato appena aperto di fronte al locale e dove si racconta che viva il fantasma di una vedova allegra. Per lui è un ritorno a casa, perché in quel quartiere ci è nato, e nell’ospitalità dei Vitiello ritrova il calore e la veracità che aveva perduto. Nelle settimane che precedono il Natale, però, Napoli è scossa dall’omicidio di un ragazzo, il cui corpo viene letteralmente “condito” dall’assassino con aglio, olio e peperoncino. Perché un rituale così macabro? Quale messaggio nasconde? Per trovare la risposta, l’ispettore dovrà scavare tra simboli, leggende e credenze della cultura partenopea, aiutato dalla tenacia del suo capo, il commissario Carlo Improta, e dalle scoppiettanti intuizioni dei Vitiello.

In un romanzo che mescola con sapienza la commedia e l’indagine poliziesca, Pino Imperatore dirige un formidabile coro di passioni e allegria, di bassezze e colpi di genio. Un’avvincente corsa contro il tempo, con uno straordinario, pirotecnico finale.

Pino Imperatore è nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. È autore di quattro romanzi, oltre che di opere teatrali e racconti. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica.

Dal sito:

Aglio, olio e assassino 

Un ispettore di polizia scapolo incallito, un commissario con la faccia da duro e due maestri della cucina napoletana con la battuta sempre pronta: la squadra investigativa più divertente del giallo italiano!

Autore Pino Imperatore

Editore DEA PLANETA

Genere Narrativa

Formato brossura con alette

Pagine 368

Oggi, mercoledì 20 giugno l’autore presenta il libro presso la Libreria Arethusa di Roma