Al cinema “Michelangelo infinito” dal 27 settembre

 

Titolo Originale Michelangelo: INFINITO
Regia Emanuele Imbucci
Genere Biografico
Nazione Italia
Anno 2018

Dopo lo straordinario successo di Caravaggio – l’Anima e il sangue e dagli stessi produttori, un’altra grande produzione cinematografica sta per approdare sul grande schermo: dal 27 settembre al 3 ottobre arriva al cinema Michelangelo – Infinito, il nuovo film d’arte dedicato al genio dell’arte universale Michelangelo Buonarroti e alle sue opere immortali ed ‘infinite’.

Il film traccia un ritratto avvincente e di forte impatto emotivo e visivo dell’uomo e dell’artista Michelangelo, da una parte schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, ma anche di grande coraggio nel sostenere le proprie convinzioni e ideologie, di pari passo con il racconto cinematografico della sua vasta produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, con spettacolari riprese in ultra definizione (4K HDR) e da punti di vista inediti ed esclusivi, cui si aggiungono ricostruzioni sorprendenti attraverso evoluti e sofisticati effetti digitali.

Tutte le opere che Michelangelo fece sono così angosciosamente oppresse che paiono volersi spezzare da sole.  Quando divenne vecchio giunse a spezzarle davvero. L’arte non l’appagava più. Voleva l’infinito. 

Auguste Rodin

 

Un viaggio unico e sorprendente attraverso la vita e le opere del genio assoluto dell’arte universale: Michelangelo Buonarroti.

Il film traccia un ritratto avvincente, di forte impatto emotivo e visivo, dell’uomo e dell’artista Michelangelo, schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, ma anche di grande coraggio nel sostenere le proprie convinzioni e ideologie.

Un racconto cinematografico coinvolgente ed innovativo della sua vasta produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, spettacolari riprese in ultra-definizione (4K HDR), punti di vista esclusivi e inedite ricostruzioni con evoluti e sofisticati effetti digitali.

Un film-evento senza precedenti in cui lo spettacolo del cinema incontra l’emozione dell’arte.

Un’esperienza di pura poesia, che lascerà senza fiato.

Michelangelo – Infinito definisce un nuovo genere cinematografico, compiendo un decisivo passo in avanti nella trasformazione dei film d’arte da documentari cinematografici a film ‘documentati’ (o film di ‘autorevole finzione’), ovvero che portano a compimento il dialogo tra mondo del cinema e mondo dell’arte.

La costruzione narrativa è innovativa e strutturata su quattro livelli:

  • un limbo concettuale, quello delle suggestive ed imponenti cave di Marmo di Carrara, in cui Michelangelo Buonarroti (Enrico Lo Verso) rievoca gli snodi principali della sua vita e i suoi tormenti più intimi;
  • un limbo storico, quello di Giorgio Vasari (Ivano Marescotti), pittore, architetto e rinomato storico dell’arte, narratore familiare della vita e delle opere del Buonarroti, che ebbe la fortuna di conoscere personalmente;
  • le scene di ricostruzione storica della vita di Michelangelo, in cui lo ritroviamo ragazzo presso i Giardini di San Marco, o scorgiamo la realizzazione del David attraverso la struttura da lui progettata per nasconderlo alla vista, o a scegliere il marmo alle cave di Carrara o ancora alle prese con la realizzazione degli affreschi della Volta della Cappella Sistina e del Giudizio Universale;
  • il cuore pulsante del film: il racconto della principale produzione scultorea e pittorica di Michelangelo.

Michelangelo Buonarroti è interpretato da Enrico Lo Verso.

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Genio assoluto dell’arte universale, uomo schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, autore di opere immortali ed ‘infinite’.

La sua narrazione si svolge dall’interno di una delle Cave di Marmo di Carrara dove il vero Michelangelo si recò a scegliere i marmi per i suoi capolavori.

Michelangelo lavorò, infatti, nel litorale versiliano, come dimostra un contratto notarile del 1517, che riporta il nome di uno scalpellino della zona che stava lavorando ad alcuni marmi di Michelangelo in cava Ruggetta, oggi cava Calacata Borghini, la stessa in cui è stato ambientato il limbo michelangiolesco.

Attraverso il fluire dei suoi ricordi, il film ripercorre la storia di Michelangelo e dei suoi capolavori immortali partendo dai luoghi in cui tutto ebbe inizio, con l’aggiunta di una curiosa coincidenza: il 28 agosto del 1498 Michelangelo firmava il contratto per la Pietà Vaticana per la cui realizzazione si recò alle Cave di Carrara; nello stesso giorno, il 28 agosto 2017, sono iniziate le riprese di Michelangelo – Infinito sul set di quelle stesse cave di Marmo di Carrara.

In questo ambiente materico il personaggio di Michelangelo ripercorre gli snodi principali della sua vita lunga vivida e inquieta, i suoi tormenti più intimi, le passioni amorose, la ricerca della fede, le sue considerazioni su vita, morte ed arte. Per delineare in modo fedele il suo personaggio, gli sceneggiatori hanno studiato tutti gli scritti che il genio fiorentino ha lasciato di sé, come le centinaia di Lettere e Rime, oltre a quanto gli storici hanno scritto su Michelangelo. Tutta la forza e la potenza della personalità di Michelangelo trovano dunque eco nella cruda, spigolosa immensità della natura in cui è inserita, quella delle imponenti cave in cui Michelangelo stesso lavorava perché quella materia, a detta dello stesso artista, già conteneva in potenza la figura”.

Il limbo di Michelangelo è un ambiente squadrato, geometrico nella struttura scenografica, che segue il rigore del pensiero del maestro. Tutto giocato su colori freddi del marmo è un limbo ‘congelato’ nel tempo presente.

Ho avuto tutta una vita per capire che la pietra non va piegata al volere dell’uomo. Avevo vinto la mia sfida: con le mie sole mani ed un trapano ad arco avevo estratto dal marmo la vita eterna.

Michelangelo in ‘Michelangelo – Infinito’

Il racconto della dimensione storico-artistica è affidato a Giorgio Vasari, narratore qualificato e familiare della vita e delle opere del Buonarroti, che ebbe la fortuna di conoscere personalmente, che in Michelangelo Infinito è interpretato da Ivano Marescotti.

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Pittore, architetto e rinomato storico dell’arte, autore delle Vite de’ più eccellenti Pittori, Scultori ed Architettori, Vasari accoglie lo spettatore all’interno di un limbo storico, un grande teatro ellittico costruito per metà a grandezza naturale (nel Teatro 8 degli Studios di Cinecittà) e poi completato in computer grafica (di 18 metri, profonda 6 e alta quasi 5).

Il modello di questo limbo, che per colori e scenografia fa eco alla tenerezza ed ammirazione con cui Vasari ricorda Michelangelo, ricalca il modello dei teatri anatomici del XVI secolo (in particolare il teatro anatomico di Padova) in uso presso alcune università dove, al centro, veniva posto il tavolo da cui il professore impartiva lezioni pratiche ai suoi studenti, in particolare lo studio dell’anatomia attraverso la vivisezione dei cadaveri. Una scelta che deriva dal desiderio di fornire l’idea di una biblioteca della conoscenza.

Dal suo limbo, Vasari ci guida con passione ed autorevolezza, calore e famigliarità, negli snodi del racconto, attraverso monologhi teatrali rivolti allo spettatore, in una lingua alta, raffinata, calda, avvolgente, adattata in italiano moderno dal suo “Le Vite”.

“Ci si meraviglia che mano umana abbia potuto fare in così poco tempo cosa così mirabile e divina,  […] quell’opera ha tolto il grido a tutte le statue antiche e moderne, greche e latine che fossero.  Giorgio Vasari in Michelangelo – Infinito,  tratto da Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti italiani

6 luoghi storici, tra quelli che custodiscono le opere dell’artista (Firenze, Roma, Città del Vaticano, Milano), e quelli in cui sono state ambientate le scene di ricostruzione storica: la Cave di Marmo di Carrara e il Castello Odescalchi di Bracciano (oltre agli Studi di Cinecittà).

15 set, quasi 2 anni di lavoro, 8 mesi di pre-produzione, 2 mesi di riprese, 10 mesi di post produzione e 200 persone coinvolte, oltre 70 ore di girato.

Nella sfida tecnologica sono stati coinvolti mezzi di ripresa e macchine dotate di sensori ultra sensibili, raffinati impianti illumino-tecnici, proiettori, tecnologie led e esposizioni multiple (HDR – High Dynamic Range) che consentono di ottenere un’esposizione ottimale per le riprese sia in interno che in esterno.

Il grande valore aggiunto tecnologico del film è rappresentato dai visual effects, che hanno richiesto oltre 6 mesi di lavoro in postproduzione e 6 artisti specializzati, che hanno lavorato alla realizzazione degli effetti grafici su risoluzioni altissime di immagini spesso in scala 1:1 su file pesantissimi (oltre 100MG, 6 volte le normali risoluzioni in uso) e multilivello, uno per ogni elemento dell’immagine (luci, ombre, trasparenze…). Per un totale di 20 minuti di effetti visivi realizzati, 28.000 fotogrammi e oltre 3.000 ore di calcolo.

Una metodologia, che ha consentito di raggiungere un risultato sorprendentemente realistico e con l’ultra definizione del 4K HDR, utilizzata sia per rendere più fluida e poetica la transizione dai limbi dei protagonisti alle opere d’arte, ma anche per le scene di ricostruzione storica, e che sarà apprezzabile in tutta la sua maestosità in particolare nel lungo piano sequenza tra i più spettacolari del film che ritrae Michelangelo, da solo nell’immenso spazio della Sistina, alle prese con gli affreschi della Volta e del Giudizio Universale.

Il film è un viaggio nella vita, nei luoghi e nelle opere di Michelangelo. Tra questi Firenze, Roma, Città del Vaticano, Milano, le Cave di Marmo Carrara entrando nei luoghi che custodiscono la principale produzione scultorea e pittorica dell’artista, tra cui la Galleria dell’Accademia, la Galleria degli Uffizi, Fondazione Casa Buonarroti, il Museo Nazionale del Bargello e il Museo delle Cappelle Medicee a Firenze, i Musei Vaticani, il Palazzo Apostolico e San Pietro in Vincoli a Roma, il Museo della Pietà Rondanini a Milano.

Più nello specifico:

1.Firenze

Fondazione Casa Buonarroti

Museo Nazionale del Bargello

Galleria dell’Accademia di Firenze

Gallerie degli Uffizi

Museo delle Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo

 

2.Città del Vaticano

Cappella Sistina, Musei Vaticani

Basilica di San Pietro

Cappella Paolina, Palazzo Apostolico

  1. Roma

Basilica di San Pietro in Vincoli

  1. Milano

Museo Pietà Rondanini, Castello Sforzesco, Milano

  1. Carrara

Cave di Marmo Calacata Crestola – Borghini Group

  1. Bracciano

Castello Odescalchi

IL GRANDE INEDITO: L’EVOLUZIONE DELLA CAPPELLA SISTINA

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Il film compie un’impresa senza precedenti: ripercorrere i cambiamenti della decorazione pittorica della Cappella Sistina dal 1508, anno in cui il giovane Michelangelo viene incaricato da Papa Giulio II di sostituire la preesistente decorazione a cielo notturno a stelle di Pier Matteo D’Amelia della Volta, fino alla conclusione del Giudizio Universale nel 1541. Tra riprese all’interno della Cappella, immagini in altissima risoluzione, ricostruzioni storiche di scene di finzione ‘compositate’ con evoluti visual effects, il film ricostruisce per la prima volta, e con la massima correttezza filologica possibile, la realizzazione del lavoro michelangiolesco sugli affreschi della Volta e del Giudizio Universale della Cappella Sistina, seguendo la reale progressione delle “giornate” di lavoro dell’artista grazie a preziosi documenti messi a disposizione dai Musei Vaticani.

La rappresentazione parte dalla Cappella Sistina pre-michelangiolesca realizzata su un modello 3D 360° (modeling 360) rispettando le esatte misure e proporzioni dell’originale. Sulla base di rilievi effettuati con precisione millimetrica all’interno della Cappella Sistina e di fotografie ad altissima risoluzione messe a disposizione dai Musei Vaticani dell’intero ambiente (affreschi, pavimenti, pareti, volta), un team grafico specializzato e altamente qualificato ha realizzato in computer grafica il modello completo della Cappella Sistina a 360° e l’ha ‘rivestito’ delle immagini.

Le immagini partono dalla Sistina pre-michelangiolesca, riproposta posizionando sulla Volta della Cappella l’immagine del cielo stellato di Pier Matteo d’Amelia (disegno oggi custodito alla Galleria degli Uffizi) e sulla parete dell’Altare i dipinti del Perugino (andati perduti e ricostruiti attraverso le fonti dall’artista professionista Marco Romano), per poi mostrare la realizzazione del lavoro michelangiolesco sulla Creazione di Adamo e sul Cristo Giudice del Giudizio Universale, seguendo la reale progressione delle “giornate” di lavoro dell’artista; quest’ultima ricostruita grazie alla consulenza scientifica fornita dai Musei Vaticani attraverso le indagini effettuate dai ricercatori e restauratori dei Musei durante il restauro degli affreschi di Michelangelo della Cappella Sistina (19801994).

Un unicum restituito alla storia dopo oltre 500 anni.

 Tutte le scene di finzione che riproducono Michelangelo alle prese con il lavoro a fresco della Cappella Sistina sono state girate su green screen e poi completate con le immagini della Cappella stessa attraverso gli effetti digitali. La resa visiva finale è di un realismo impressionante.

Una delle sequenze più spettacolari del film è proprio quella in cui la macchina da presa, partendo dal basso della Cappella Sistina, si mette in volo alzandosi fino alla sommità del ponteggio – riprodotto secondo il progetto originale michelangiolesco per la Volta – e arriva a inquadrare l’artista al lavoro sulla Volta mentre realizza le mani di Adamo e di Dio Padre della Creazione dell’Uomo. Tale sequenza scenica è stata ottenuta riproducendo l’intera scenografia (la volta, l’impalcatura lignea, il movimento di macchina) in FULL CGI, cioè completamente in digitale, integrando in un secondo momento l’immagine dell’attore ripreso in studio su green back; mentre per il dettaglio delle due mani della scena della Creazione di Adamo, riproposto fedelmente in scala 1:1, gli artigiani di Bottega Tifernate hanno dipinto su un cartone di 3 x 2 metri le diverse fasi della sua realizzazione, rispettando l’effettiva progressione  delle ‘giornate’ di lavoro di Michelangelo.

Questa scena, da sola, riassume tre delle principali tecniche VFX impiegate nel film:

  • PAINT (Pittura Digitale), ovvero il lavoro realizzato dalla produzione tecnica sugli affreschi della Cappella Sistina.

Le immagini in ultra risoluzione messe a disposizione dai Musei Vaticani sono state scontornate e ricostruite, ripercorrendo l’ordine e i vari passaggi di esecuzione impiegati da Michelangelo, nel rispetto della documentazione fornita dai Musei Vaticani;

  • COMPUTER GRAFICA (Full CGI – Computer Generated Images) applicata alla generazione delle immagini, come nel caso di quelle di alcune inquadrature della Volta della Sistina: le fotografie dei Musei Vaticani sono state mappate, illuminate e hanno generato il modello (rendering);
  • COMPOSITING, ovvero l’unione del girato live con l’attore (Enrico Lo Verso) su green back e la scenografia, ottenuta con quanto prodotto dalla computer grafica.

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Di diversa natura, ma non meno complessa, è stata una seconda ricostruzione della Cappella Sistina: quella con le opere pittoriche della parete dell’Altare, prima dell’intervento michelangiolesco finalizzato alla realizzazione del Giudizio Universale, oggi andate perdute. Le opere in questione, rappresentate dai dipinti del Perugino tra cui la pala d’altare con l’Assunzione della Vergine e le due lunette con gli Antenati di Cristo dello stesso Michelangelo, sono state dipinte dall’artista Marco Romano grazie alle fonti disponibili e collocate virtualmente nel modello ricostruttivo della Cappella.

Un’operazione complessa e preziosissima, mai tentata prima, che, al di là dell’impegno profuso nella ricostruzione filologica di un insieme andato perduto per sempre, punta a consegnare alla storia una suggestione di credibile spettacolarità della Cappella Sistina così come non si è mai vista prima.

 Per la prima volta in assoluto sul grande schermo, il film ricostruisce e mostra inoltre lo straordinario lavoro svolto da Michelangelo per la realizzazione della figura del Cristo Giudice, al centro dell’affresco del Giudizio Universale.

Su un’impalcatura in legno realizzata in scenografia e poi moltiplicata con gli effetti digitali fino ad ottenere le dimensioni reali del ponteggio utilizzato da Michelangelo pari a circa 14 metri di altezza per 12 metri di larghezza, l’artista è in piedi, da solo, davanti alla parete dell’altare, impegnato a realizzare la porzione di affresco del Cristo Giudice.

La scena svela la corretta progressione delle “giornate” di lavoro dell’artista e la tecnica esecutiva di riporto del cartone “a spolvero” utilizzata da Michelangelo per la figura del Cristo Giudice. Questa tecnica consiste nel disegnare a grandezza naturale su un cartone preparatorio la figura da realizzare nell’arco della “giornata” di lavoro; il cartone viene poi perforato lungo i contorni del disegno, applicato sull’intonaco fresco e successivamente tamponato con un sacchetto di polvere, così da far passare attraverso le parti perforate la traccia del disegno preparatorio sul muro. I cartoni utilizzati nella scena sono stati realizzati in scala 1:1 dalla Bottega Artigiana Tifernate e perforati sul contorno della figura del Cristo Giudice per replicare esattamente la tecnica “a spolvero” utilizzata da Michelangelo, ben testimoniata dalla documentazione grafica e fotografica messa a disposizione dai Musei Vaticani.

CAST ARTISTICO

ENRICO LO VERSO

In Michelangelo Infinito interpreta Michelangelo Buonarroti.

Ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Ha iniziato a lavorare nel cinema all’inizio degli anni ’90 raggiungendo il successo dopo l’incontro con il regista Gianni Amelio che lo ha scelto come protagonista di Il ladro di bambini (1992), Lamerica (1994) e Così ridevano (1998). Nel 1995 recita in Farinelli – voce regina di Gérard Corbiau, film che lo ha reso molto popolare in Francia, candidato agli Oscar come “Miglior film straniero” e vincitore di un Golden Globe come “Miglior film straniero”.  Ha partecipato a diverse produzioni televisive tra cui Mosè (1995) di Roger Young, Giuda (2004) regia di Raffaele Mertes e I Miserabili (2000) di Josée Dayan. Divide la sua carriera di attore fra televisione, cinema, teatro dove è attualmente in scena con Uno Nessuno Centomila, per la regia di Alessandra Pizzi. Nel 2017 ha interpretato Giovanni Santi, padre del maestro del pittore urbinate, in Raffaello, il Principe delle Arti, il primo film d’arte realizzato su Raffaello Sanzio, prodotto nel 2017 da Sky, in collaborazione con i Musei Vaticani e Magnitudo Film.

 IVANO MARESCOTTI 

In Michelangelo Infinito interpreta Giorgio Vasari.

Dal 1984 ad oggi ha lavorato su oltre cento produzioni tra tv, cinema e teatro, con registi come Silvio Soldini, Giorgio Albertazzi, Marco Risi, Roberto Benigni, Pupi Avati, Carlo Mazzacurati, Antonello Grimaldi, Klaus Maria Brandauer e i premi Oscar Anthony Minghella e Ridley Scott, collaborazioni che gli sono valse 6 nomination ai Nastri d’Argento e una vittoria, nel 2004, per l’interpretazione nel cortometraggio Assicurazione sulla vita di Tommaso Cariboni e Augusto Modigliani. Nel 2018 è al cinema, tra i protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino A Casa Tutti Bene.

Bibliografia consultata per il film:

  1. Giorgio Vasari, Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori, edizione torrentiniana, 1550;
  2. Giorgio Vasari, Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori, edizione giuntina, 1568;
  3. Vasari, Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, ed scultori italiani, da Cimabue intimo a’ tempi nostri, ed. EInaudi, 1986, 2015;
  4. Ascanio Condivi, Vita di Michelagnolo Buonarroti, 1553;
  5. Michelangelo Buonarroti, Rime, prima edizione 1623;
  6. Michelangelo, Rime e Lettere (a cura di Paola Matricola), ed. UTET, 2015;
  7. Michelangelo Buonarroti, Rime e lettere, a cura di A. Corsaro e G. Masi, Bompiani, Milano, 2016;
  8. Michelangelo Buonarroti, Lettere, prima pubblicazione 1875;
  9. Michelangelo e la Sistina. La tecnica, il restauro, il mito. Catalogo della mostra a cura di F. Mancinelli e G. Morello. SCV-Roma, 1990;
  10. Michelangelo, grafia e biografia. Catalogo della mostra a cura di L. Bardecshi Ciulich e P. Ragionieri. Firenze, 2001;
  11. La Sistina e Michelangelo. Storia e fortuna di un capolavoro. Catalogo della mostra a cura di F. Buranelli, A.M.De Strobel, G. Cornini, G. Gentili., Milano, 2003;
  12. Antonio Forcellino, Michelangelo una vita inquieta, ed. Laterza 2005;
  13. Michelangelo, sei capolavori. Catalogo della mostra a cura di P. Ragionieri, Spoleto, 2005;
  14. Michael Hirst, The Achievement of Fame, Yale University Press, New Haven and London, 2011;
  15. Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti. Catalogo della mostra a cura di P. Ragionieri. Roma, 2012;
  16. Gilles Béret, Michelangelo, ed. Taschen 2013;
  17. Antonio Natali, Michelangelo agli Uffizi, dentro e fuori, Maschietto Editore, Firenze, 2014;
  18. Luciano Bellocci, Michelangelo Pittore, ed. Abscondita, 2014;
  19. Patrizio Aiello, Una vita, Officina libraria, Milano, 2014;
  20. Romain Rolland, Vita di Michelangelo, ed. SE, 2014;
  21. Gianluigi Colalucci, Io e Michelangelo. Fatti, persone, sorprese e scoperte del cantiere di restauro della Sistina, Edizioni Musei Vaticani – 24 Ore Cultura, 2015;
  22. Doliner, B. Blech. I segreti della Sistina. Il messaggio proibito di Michelangelo. Trebaseleghe (PD) 2015;
  23. Franck Zoellner – Christof Thoenes, Michelangelo 1475-1564. Tutte le opere di pittura, scultura e architettura, Taschen, Koeln, 2017;
  24. Thomas Poepper, Michelangelo 1475-1564. Disegni, Taschen, Koeln, 2017;
  25. Carmen C. Bambach, Michelangelo: Divine Master & Designer, catalogo della mostra (The

Metropolitan Museum of Art, New York, 2017-2018), The Metropolitan Museum of Art, New York, 2017;

  1. Schema delle giornate della Cappella Sistina (Volta e Giudizio Universale) a disposizione dei Musei Vaticani, rese disponibili per gli studi e le ricostruzioni, Archivio Storico dei Musei Vaticani © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei.
  2. Documenti delle fasi di restauro della Cappella Sistina (1980-1994) a disposizione dei Musei Vaticani, Archivio Storico dei Musei Vaticani © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei.

 

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