An American in Paris: l’elogio alle arti dalla musica al musical.

Si è concluso con la data odierna, 21 ottobre, il primo titolo della nuova stagione del Teatro Carlo Felice, in un teatro gremito e partecipe, con tanto di standing ovation finale.

L’occhio di bue illumina l’entrata del meraviglioso australiano, Daniel Smith, direttore ospite con “Genova nel cuore” come già si sa da tempo. L’orchestra è sempre splendida, illuminata dal contagioso sorriso di chi la dirige e dagli artisti in scena che avvolgono immediatamente nella storia, complice la magnifica scenografia che con una più che indovinata scelta crea subito l’atmosfera della città di Parigi: sì, perché chi pensa alla capitale francese non può fare a meno di vederla con gli occhi dei pittori che l’hanno resa celebre: Impressionisti e successivi (con una positiva incursione di Tamara de Lempicka, perfettamente in tema), che accompagnano i cambi di situazione assieme alla tecnologia e all’arredamento minimal ma perfetto per ogni scena.

Gli attori sono bravi e simpatici, importante in una commedia, la musica è impossibile che non coinvolga. Il risultato finale è uno spettacolo bello, ben cantato e ballato anche meglio (lo spettacolo creato come storia nella storia nel secondo atto è di rara bellezza); su cui spicca Alice Mistroni, nel ruolo di Milo, la più brava di tutti assieme a Tiziano Edini, Adam Cook e al corpo di ballo in ensemble.

Una performance d’insieme che fa comprendere quanto il gruppo di artisti sia in sintonia tra loro, tanto quanto l’orchestra in buca. E non è da poco, in questo campo.

Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è un ottimo auspicio per una stagione che si prospetta ricca di emozioni e con un’offerta variegata per tutti i gusti dal musical, come in questo caso, all’opera (attesissima Aida dal 2 dicembre) alla sinfonica tra pochi giorni, il 25 ottobre con l’inaugurazione del Festival Paganini e il Janoska Ensemble.

PH Giuliana Marangoni

AN AMERICAN IN PARIS

 

Musical Play in due atti

 

EDIZIONE IN LINGUA ORIGINALE CON DIALOGHI IN ITALIANO

 

Musica e parole di George Gershwin e Ira Gershwin

Libretto di Craig Lucas

Prodotto originariamente a Broadway da Stuart Oken, Van Kaplan, Roy Furman

attraverso uno speciale accordo con Elephant Eye Theatrical & Pittsburgh CLO e il Théâtre du Châtelet

Traduzione e adattamento dei dialoghi Alice Mistroni e Claudio Zanelli

 

CAST

Giuseppe Verzicco, Jerry Mulligan

Marta Melchiorre, Lise Dassin

Simone Leonardi, Henri Baurel

Tiziano Edini, Adam Cook

Alice Mistroni, Milo Roberts

Mimmo Chianese, Monsier Baurel

Marco D’Alberti, Mr. Z

Annamaria Schiattarella, Olga

e con la partecipazione straordinaria di Donatella Pandimiglio, Madame Baurel

ENSEMBLE

Alex Botta

Federico Colonnelli

Francesco Consiglio

Giorgia Ferrara

Ivana Mannone

Federica Nicolò

Simone Nocerino

Giulia Patti

Daniela Ribezzo

Monica Ruggeri

Riccardo Sinisi

Matteo Tugnoli

 

Costumi, Chiara Donato

Luci, Valerio, Tiberi

Suono, Armando Vertullo

 

Scenografa associata, Clara Abbruzzese

Coreografa associata, Daniela Gorella

Assistente musicale, Elisa Dal Corso

Regista associata, Chiara Vecchi

George Gershwin era nato come songwriter di formazione jazz e swing, ma ambiva a diventare un compositore “colto” e si sognava immerso nella Parigi di Ravel e Stravinskij. E a Parigi, alla fine, ci andò davvero. Ma una volta nella capitale francese, la ritrasse musicalmente con lo sguardo a metà tra l’affascinato e lo straniato del turista d’oltreoceano: venti minuti di impressioni sonore caleidoscopiche, frammentarie e imprevedibili come quelle di una passeggiata nel centro trafficato di una grande metropoli, tra cambi di passo improvvisi, colpi di clacson e blues malinconici.

Musica narrativa, visiva, cinematografica; e infatti An American in Paris, «Tone Poem for Orchestra» (questo il sottotitolo d’autore) del 1928, diventa, nel 1951, un film Metro-Goldwyn-Mayer premiato con sei Oscar, regia di Vincente Minnelli, protagonisti Gene Kelly e una debuttante Leslie Caron. Una commedia musicale romantica, che racconta di un artista americano che si innamora di un’orfana francese nella Parigi del secondo dopoguerra.

Il Teatro Carlo Felice, in coproduzione con WEC, presenta, ad apertura della Stagione 2018/19, una versione  musical del film di Minnelli ispirato al poema sinfonico di Gershwin, con la regia di Federico Bellone, uno dei massimi esperti italiani del genere. Una teatralizzazione, in fondo, già presagita da Gershwin, che definì An American in Paris un «balletto rapsodico».