Un degli archi nel “Concerto celebrativo Niccolò Paganini” al Teatro Carlo Felice

di Lorenzo Francini

Sabato 27 ottobre, al Teatro Carlo Felice di Genova, il maestro Daniel Smith ha diretto l’orchestra del Teatro e la virtuosa Laura Marzadori; proseguendo la Stagione Sinfonica 2018–2019 con il Concerto celebrativo Niccolò Paganini, collocato nelle manifestazioni della seconda edizione del Paganini Genova Festival con la collaborazione della Fondazione Hruby,  per ricordare la nascita del compositore avvenuta il 27 ottobre del 1782 e rammentare la sua fama mondiale, patrimonio artistico-culturale della nostra città.

Daniel Smith incontra il pubblico prima del concerto raccontando un po’ delle diversità tra l’Italia e l’Australia e descrivendo l’emozione come direttore nel dirigere un’orchestra d’archi in sinfonie così eterogenee e la difficoltà di approccio quando gli vengono proposti questi testi. Lui immagina subito come dirigere prima ancora di ascoltare le sinfonie.

Emozione che si porta sul palcoscenico per donarla assieme all’orchestra fin dalla prima parte, l’Overture de il Signor Bruschino di  Gioachino Rossini molto toccante nel momento in cui tutti gli archi suonano assieme, talmente bello che la musica è penetrata sotto la pelle per l’intensità del pezzo.

Nella parte centrale, è entrato in scena il Cannone (il Guarneri del Gesù) di Paganini, con la brava Laura Marzadori, vincitrice a soli 25 anni del concorso internazionale per primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano; con lei solista, diretta da Smith e l’orchestra prevalentemente d’archi, ha fatto entrare il pubblico nel mondo dei virtuosismi, acuti e intensi, tipici di Paganini.

I momenti d’ensemble sono i più significativi, anche nella parte conclusiva con Beethoven (Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60): si parte tetri, come nel suo stile, fino ad un momento più gioioso e frivolo sul finale, una vera esplosione di gioia!

Nell’insieme il concerto è stato molto intenso, gradevole, realizzato perfettamente ed egregiamente diretto. L’overture rossiniana è stato il momento più bello ed emozionante, un vero trionfo degli archi e la dimostrazione della bravura dell’orchestra del teatro e del suo direttore il maestro Daniel Smith.