Un teatro nella testa … Recensione di “Alda: diario di una diversa” Genova, Teatro Duse fino all’11 novembre

Di Laura L.C. Allori

Fino all’11 novembre, il teatro Duse di Genova propone “ALDA: diario di una diversa” un toccante omaggio alla poetessa vista con gli occhi di Giorgio Gallione e interpretata dalla bravissima Milvia Marigliano. Con lei, sul palco i danzatori Luca Alberti, Angela Babuin, Eleonora Chiocchini, Noemi Valente e Francesca Zaccaria aggiungono il giusto pathos a questo spettacolo toccante.

La scenografia con sfumature del bianco, la sabbia, con tutti i suoi significati; i ballerini: attori muti ed inseriti nel racconto come pensieri, fantasmi, impersonificazione dei ricordi. Simboli.

“Ho un teatro nella testa” è una delle prime battute, quasi una dichiarazione d’intenti o un sottotitolo, oppure una rivelazione. L’infanzia, la nascita, il rapporto con la madre. La bambola: un maschio di nome Piero, che veste da sposa e che rivive in Luca Alberti.

La poesia viene invocata, ma se ne ha paura e cade dal cielo, ogni volta che viene pronunciato il suo nome.

L’ossessione della demenza che diventa poesia, il racconto della guerra, dell’amore e della malattia. La follia vista come qualcosa da gestire da amministrare, cosa di cui solo l’artista, il poeta può gestire.

La religione, l’amore per un prete, la pazzia. Il manicomio. Dodici anni di dolore e solitudine con un solo momento di gioia, quello di Pier, un altro matto oppure un’altra bambola travestita … un altro affetto strappato.

L’uscita, la nuova vita, la sessualità sfrenata. L’attesa delle figlie che non arrivano mai. La solitudine, il dolore del poeta, paragonato al fachiro.

“Anche la follia merita i suoi applausi”  e questo spettacolo ne ha avuti tanti, perché ha emozionato, colpito, dolcemente trafitto. Un plauso a tutti, perché sono stati perfetti. Luci perfette, di un realismo onirico, inserite nella scenografia, come già detto, indovinata e coadiuvata dalle coreografie. Immagini oniriche di un realismo intenso che evocano Caravaggio nel taglio di luce e i simbolisti nel freddo dei colori, spezzati solo da pochi elementi di rosso: le rose, un cappotto, il viola di un abito e il rossetto. La musica, inserita ancora con sapienza e Celentano, che accompagna il momento più significativo della pièce.

Vedere con gli occhi della malattia mentale, della diversità non è facile. Bisogna aver attraversato l’oscuro tunnel (Teresina di Lisieux) per comprendere a fondo un tormento interiore come quello dell’artista. La poesia è un moto dell’anima che serve alle persone particolarmente sensibili, terribilmente sensibili per capire il mondo, tradurre il mondo che all’artista sta stretto e, per questo motivo, l’incomprensibile desiderio di comunicare diventa agli occhi di chi è uguale a tanti, malattia … diversità. Questo si propone Gallione nella sua visione di Alda Merini, in questo modo fa la parafrasi delle poesie di Alda Merini, grazie all’abilità della Marigliano, in un’opera toccante che non può non arrivare al cuore di chi vive lo stesso tormento, l’ha vissuto e si propone di colpire chi ha saputo, suo malgrado solo giudicare, come viene sottolineato nel racconto del ritorno a Milano dopo il manicomio.

La scelta dei ballerini, dell’inserimento delle coreografie di Giovanni Di Cicco, aumenta questa sensazione di smarrimento, colpevolezza e coinvolgimento dello spettatore in una vita “sbagliata” solo perché troppo intensa, troppo ricca di sentimenti: sentire, provare, vedere il dolore di una diversità profonda, perché viva, perché l’arte vera porta a smarrire la via del comune e per il mondo rende differenti. Folli.

La pazzia di Alda non è che la follia della ragione, il sonno che genera mostri (Goya), ma che non può essere spiegato se non postumo, se non dalla stessa arte. Arte che spiega l’arte, questa è la pièce di scena al Teatro Duse, prima nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova (organismo teatrale nato dall’unione tra il Teatro Stabile di Genova e il Teatro dell’Archivolto) fino all’11 novembre.

Per altre info vedere qui: https://ilnidodelgheppio.com/2018/10/23/dal-24-ottobre-all-11-novembre-2018-genova-teatro-duse-alda-diario-di-una-diversa-in-prima-nazionale/

Milvia Marigliano Alda 5 ph Bepi Caroli