“Razza d’Italiani” di Giorgio Scaramuzzino: perché la memoria per un giorno possa volare tra le nuvole.

di Laura L.C. Allori

Giorgio Scaramuzzino descrive le storie di vittime e carnefici in Italia dopo la promulgazione delle leggi raziali: perché la memoria per un giorno possa volare tra le nuvole.

Interagisce con il pubblico prima e dopo lo spettacolo, Giorgio Scaramuzzino, portando avanti il suo percorso di teatro civile, che non è solo arte ma anche – soprattutto – istruzione rivolta ai giovani. Così, risponde quando gli viene chiesto il significato della parola Shoah, e racconta a quante “shoah” ci siano ancora in atto nel mondo. Rivela come oggi la razza ariana sarebbe annoverata tra le bufale, le fake news perché la storia degli Ari è confusa e manipolata da chi l’ha voluta usare per attaccare gli Ebrei, i Semiti … quelli pieni di luoghi comuni. Quando l’unica distinzione è essere figlio di una mamma ebrea: questo diceva la legge. Ma non è questione di razza è questione di odio e, spesso, d’ignoranza.

I veri cattivi, dunque, non sono solo i Tedeschi, ma anche gli Italiani, i fascisti. Così con il grido di paura al vedere come i giovani d’oggi considerino il fascismo quasi come una «moda» inizia il racconto degli oggetti: pezzi di vita sottratti agli italiani di razza ebraica.

Un armadio urla, comanda, irrompe come un megafono gli ordini delle leggi razziali e poi ci sono le storie, di pochi che sono anche quelle di molti, troppi. Delle vittime, che hanno perso tutto, pure una foto per poterli ricordare. Le fughe, le strategie per nascondersi e gli italiani fascisti, che denunciavano gli Ebrei per riscattare una taglia, o più di una. Così alla storia di Fedriano e Frida, ebrei, si contrappone quella della cattiva Elena Mancini, fascista. Quante storie e tante storie di angoscia e di crudeltà. Di opportunismo … quello degli «Ariani», di fuga disperata … quella degli Ebrei.

Non memoria quindi, ma un giorno per dimenticare tutto quel dolore, almeno per un giorno, far volare la memoria su una nuvola.

Uno spettacolo toccante, avvincente, commovente. Trasporta, addolora e fa arrabbiare, perché rivela quello che noi spettatori facciamo finta di non sapere, che davvero non vogliamo ricordare, cioè, che tra i «cattivi» c’erano i nostri avi. Perché gli Italiani hanno ucciso gli Ebrei come i Tedeschi. Non importano i numeri, ma i deportati, troppi per non essere colpevoli.

Un monito al mondo di oggi, che ha una visione superficiale e distorta della situazione, che se deve essere memoria, allora sia bagaglio, conoscenza. Sapere che ci sono colpe di cui anche l’Italia si è macchiata.

DA MERCOLEDÌ 7 A DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018 | GENOVA Sala Mercato

RAZZA DI ITALIANI!

Memorie di Ebrei nell’Italia fascista

di e con Giorgio Scaramuzzino

consulente storico Matteo Corradini

musiche originali Paolo Silvestri | voce registrata Federico Vanni

scene Lorenza Gioberti | luci Aldo Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova

Come si comportarono gli italiani quando il regime fascista proclamò le prime leggi razziali?

Da questa domanda nasce lo spettacolo di Giorgio Scaramuzzino Razza di italiani! Memorie di Ebrei nell’Italia fascista, che il Teatro Nazionale di Genova presenta alla Sala Mercato (Piazza Modena 3, Genova) dal 7 al 18 novembre.

Sono ormai diversi anni che Giorgio Scaramuzzino porta avanti un suo personale percorso di teatro civile rivolto in primis alle nuove generazioni, scrivendo e mettendo in scena spettacoli in cui si affrontano problematiche e temi scottanti che attraversano la nostra società. Dopo i monologhi come “Dentro gli spari – una storia di mafia” e “Senza sponda – storie di uomini e di migranti”, in questo nuovo lavoro, scritto in collaborazione con l’ebraista Matteo Corradini, Scaramuzzino, a ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali, affronta da una prospettiva insolita l’argomento dell’antisemitismo, riflettendo sul dramma che il popolo ebraico ha vissuto in un tempo non molto lontano anche qui in Italia.

Si tende spesso a rimuovere la memoria dei crimini contro gli ebrei compiuti nel nostro Paese. Nel 1938 il regime fascista promulgò le leggi razziali e anche in Italia dilagò quel sentimento di ostilità nei confronti degli ebrei che diede origine a odio e persecuzioni. Tra il 1943 e il 1945 gli ebrei italiani verranno imprigionati e deportati, e se è vero che in tanti cercarono di aiutare e mettere in salvo intere famiglie ebraiche, non bisogna dimenticare che ci furono anche uomini e donne italiani che con le loro azioni favorirono il genocidio.

 

Razza di italiani! scava nella storia, rintracciando le testimonianze di vittime e carnefici, per capire in che contesto si sia sviluppato l’odio razziale verso gli ebrei in Italia. Nelle sue note di regia Giorgio Scaramuzzino scrive: “Questo spettacolo vuole essere un monito perché non si dimentichino fatti storici tragici, colpe di cui anche l’Italia si è macchiata, e allo stesso tempo si tengano sempre in mente due punti cardine dalla nostra Costituzione: quello che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista e quello che afferma l’uguaglianza di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di sesso, razza, lingua o religione”.

Inizio spettacoli ore 20.30, giovedì ore 19.30, domenica ore 16, lunedì riposo.

Info e biglietti su www.teatronazionalegenova.it