Danza e vivi! Recensione di “DANZA O MUORI” di Ahmad Joudeh

«L’arte è la parte migliore di noi stessi … ci riporta a contatto con la nostra essenza più autentica, con l’Assoluto» afferma Roberto Bolle nella prefazione di questo libro, scritto da colui che per lui è oggi amico, ma per il quale è stato punto di riferimento, Stella Polare per arrivare lontano e poter raccontare questa storia di danza e speranza.

La Siria e la danza maschile non si sposano bene, soprattutto per il violento e maschio-centrico padre di Ahmad. Vivere da apolide, nato in Palestina ma cresciuto in Siria, impedisce al giovane danzatore anche di provare a sognare, ma lui non si arrende, lotta, ma non con le mani o i fucili, usa la sua parte migliore la danza. L’amata danza che lo porta in basso per chi non lo accetta ma lo eleva verso l’alto nel salto più bello e armonico della sua vita, quello della speranza.

Un libro che potrebbe apparire crudo dalla sinossi, un racconto di qualcosa così lontano dall’occidente da non comprendere, l’ennesima storia di un rifugiato, di qualcuno che ce l’ha fatta, tra i pochi, rarissimi sopravvissuti. Ma non è così. La storia di Ahmad va oltre la mera biografia, c’è un racconto nel racconto, una serie di flashback intervallati alla descrizione del momento della svolta. Flashback che narrano la storia del suo amore per la danza ma pure la vita delle persone attorno al ballerino, la sua famiglia, gli amici, la città che scompare sotto le macerie della guerra. Così, mentre il suo paese si distrugge, Ahmad si salva danzando, anche quando tutto sembra dire no, quando dovrebbe stare fermo, immobile, lui danza per non morire. Così dice il tatuaggio provocatorio e sognatore che ha sul collo, nel punto dove viene colpito il condannato a morte. Ma Ahmad vive, perché l’arte lo salva, lo rafforza e lo porta lontano. Per questo non dimentica né il passato né le persone, anzi, in questa biografia racconta proprio non solo come ma chi l’ha portato ad essere quello che è. Oggi, ad Amsterdam può non solo permettersi di sognare, ma regalare sogni a chiunque abbia bisogno di bellezza e di speranza.

Un libro da leggere, da vivere, da condividere. Una storia vera che sembra quasi inverosimile, per questo porta a riflettere su quanto accade dietro la porta dell’Oriente e quanto tutto questo ci sembri lontano fino a che non ci tocca da vicino, allora per un po’ si vede una bandiera con un black ribbon … ma poi, di nuovo tutto è troppo lontano.

Ahmad è un artista che ha saputo trovare la forza nella sua arte e nella sua biografia vuole comunicare questa fortezza ma dando un messaggio di pace, come un salto e una piroetta tra le macerie di un ricordo che non deve essere dimenticato, ma tenuto segnato sulla pelle come quel tatuaggio, per continuare a vivere … per continuare a danzare.

9788851165567_danza-o-muori_0be5a15f14ff617fa6af7fc8b52230d2Danza o muori
Ha rischiato tutto per mantenere vivo il suo sogno

Prefazione di Roberto Bolle

Danza o Muori è la storia – raccontata dalla voce stessa del suo protagonista – di Ahmad Joudeh, nato nel 1990 da padre palestinese e mamma siriana, e cresciuto nel campo profughi palestinese Yarmouk, a Damasco, in Siria.

Appassionato di ballo fin dalla più tenera età, Ahmad ha frequentato lezioni di danza in segreto a causa dell’opposizione del padre, che lo bastonava alle gambe per impedirgli di ballare.

A rendere tutto ancora più difficile, la guerra (le bombe hanno distrutto la sua casa, il suo quartiere, e ucciso cinque membri della sua famiglia). Ma Ahmad Joudeh ha continuato a ballare e a studiare danza sul tetto della casa di amici, un muro come sbarra, tra le pallottole e le esplosioni non troppo lontane, e a dare lezioni di danza ai bambini del campo.

Nel 2014 partecipa alla versione araba del reality ‘So You Think You Can Dance’: arriva in semifinale, ma non vince perché senza nazionalità. L’apparizione in questo programma lo rende celebre sia in Siria sia all’estero ma gli procura l’odio degli estremisti.

Ma nemmeno questo lo ha fermato e negli ultimi anni Ahmad si è esibito sui palchi di tutta Europa, portando ovunque il suo messaggio di pace grazie a diverse performance dedicate ai tanti artisti meno fortunati di lui costretti a restare in Siria.

Il suo sogno è fondare e dirigere il Syrian National Ballet in una Siria finalmente libera e pacificata.

La danza come messaggio universale di pace. Un racconto toccante e vero. Un libro sul coraggio, la determinazione e la resilienza.

Ahmad Joudeh

A soli 28 anni il ballerino siriano palestinese Ahmad Joudeh ha una storia da brivido, oltre che un curriculum artistico che parla da sé. Il suo sogno di diventare un professionista della danza classica e la sua determinazione gli hanno permesso di vincere su tutto: sulla resistenza e sulle violenze domestiche del padre, sulle bombe della guerra in Siria e le minacce degli estremisti. La sua storia ha fatto il giro del mondo. Ora vive ad Amsterdam con lo status di rifugiato, grazie alla fondazione The Dance for Peace Fund, creata per sostenerlo negli studi e aiutarlo a realizzare il suo sogno.

Ahmad Joudeh è un personaggio fortemente mediatico con un seguito sempre maggiore, che lo ha portato a duettare con Roberto Bolle accompagnati da Sting (DANZA CON ME, Rai1, 1 gennaio 2018), ad apparire più volte sui giornali e le televisioni di tutto il mondo (CHE TEMPO CHE FA, Rai1, 10 dicembre 2017) e a essere protagonista di un documentario olandese a lui interamente dedicato.

Il suo sito web è http://www.ahmadjoudeh.com/