Recensione di “Poker” di Patrick Marber – Teatro Duse Genova

Di Laura Allori

Quando è il 30 dicembre e sembra di vivere sospesi tra le feste natalizie e Capodanno, è proprio questo il momento in cui il pubblico sceglie di passare un pomeriggio divertente e stimolante.

Poker” di Patrick Marber, nella versione italiana di Carlo Sciaccaluga è un’opera corale ben costruita e perfettamente adattata. La regia di Antonio Zavatteri è impeccabile e riesce a coniugare scene in contemporanea coniugando il palcoscenico con quello che è tipico di un montaggio tele-cinematografico. Così, ad esempio, in una sorta di “palleggio” artistico, si sposano perfettamente le alternanze di scene tra la cucina e la sala, divise soltanto dalla scenografia. In questa doppia location si snodano le vicende dei protagonisti nella prima parte, per poi ritrovarsi tutti attorno al tavolo da poker.

Una commedia a tratti irriverente, corale, coinvolgente, tanto da sentirsi in scena con Pollo, Sweeney, Frankie, Stephen, Carl e Ash. Si avvertono le emozioni dei personaggi, persino, anzi, soprattutto, quelle del tontolone del gruppo, Pollo interpretato da uno straordinario Enzo Paci. Ma sono superlativi tutti quanti: Alberto Giusta, Federico Vanni, Fabio Fiori, Daniele Maddeddu e Massimo Brizi “figli” della scuola dello Stabile di Genova. Questo ancora a dimostrazione della scelta di talenti del cartellone del Teatro Nazionale di Genova.

Poker” è un’opera interessante, che fa riflettere, ma soprattutto fa ridere, tanto ridere, anche quando è un riso cinico, amaro … Un’opera che porta lo spettatore sul palco molto di più nella versione italiana che in quella originale, perché i protagonisti vivono la scena, la sentono e la trasmettono. Così, anche gli odori della cucina, della pulizia della sigaretta di Ash aumentano questo coinvolgimento.

Opera della trilogia La scelta del mazziere”; precede il celebre “Closer” (in Italia portato sul palcoscenico nei primi anni Duemila con la regia di Luca Guadagnino, da Gianmarco Tognazzi, Claudia Gerini, Bruno Armando e Alessandra Acciai) noto forse di più per la trasposizione cinematografica con Clive Owen, Natalie Portman, Jude Law e Julia Roberts; “Poker” riflette una realtà usando come paradigma il tavolo da gioco, che funge da emblema della precarietà della vita e, soprattutto, dei rapporti di relazione, in particolare quello tra padre e figlio, Stephen e Carl. C’è chi vive un sogno, chi non vuole vedere, chi assapora la vita nella materialità, chi vive di rimpianti e non si sa frenare, c’è chi la vita se la gioca, a volte a discapito degli altri. Vincerà la coscienza o la scaltrezza? Vinceranno gli affetti? Si giocherà in difesa o a carte scoperte?

Da vedere. E rivedere.

Poker è in scena al Teatro Duse fino a sabato 5 gennaio.                                                Inizio spettacoli ore 20.30, giovedì ore 19.30. Domenica ore 16.

Info e biglietti su www.teatronazionalegenova.it

 

Poker (P. Marber), 2018 - Teatro alle Vigne
Ph-Arianna-Ricotti