I “Colpi di timone” di Govi scacciano il 2018 per entrare nel 2019 senza vergogna! – Recensione –

di Laura Allori

Esilarante, diretto e graffiante, il commendator Bevilacqua di Jurij Ferrini riporta indietro nel tempo ma non troppo, perché la commedia del grande Gilberto Govi è perfetta anche per i tempi moderni.

In una sala sold-out, Colpi di Timone ha salutato il 2018 a suon di risate, battute e freddure senza tempo. Gli “affari sporchi”, che il protagonista – credendosi in fin di vita – denuncia senza peli sulla lingua, possono essere anche tutti quei sassolini che una persona vuole togliersi dalle scarpe nei propositi per l’anno nuovo. Quale opera migliore dunque per cominciare il 2019?

Nonostante qualche minuscola incertezza, perdonata dalla serata speciale, la commedia fila liscia come la grappa e diverte per oltre un’ora.

Vivere Govi oggi è difficile, soprattutto per gli occhi di chi è più giovane, si parla di un lavoro del 1942, che Ferrini abilmente ripropone, restaura ma non rispolvera. Il risultato è qualcosa di frizzante che rasserena e dona speranza, anche grazie al giovane cast che affianca il protagonista e regista.

La commedia è in scena ancora il 2 gennaio alle 20.30 e giovedì 3 gennaio alle 19.30.

Ricordiamo che mercoledì 2 gennaio, nel foyer della Corte alle ore 17.30, avrà luogo un incontro con Jurij Ferrini. Conduce Umberto Basevi. L’ingresso è libero.

Dopo il grande successo de I manezzi, Jurij Ferrini rivisita un altro amatissimo cavallo di battaglia del teatro di Gilberto Govi.

Colpi di timone è una pièce portata al successo nel primo dopoguerra dal grande Gilberto Govi, attore genovese di straordinario talento, molto amato in tutta Italia e per troppo tempo dimenticato. Govi rappresentava per il pubblico degli anni Cinquanta lo stereotipo dell’autentico genovese: furbo, sorridente e rude. Ma ebbe successo, grazie al suo talento nell’interpretare un teatro comico popolare e alla capacità di costruire maschere indimenticabili, di disegnare caratteri di grande umanità e di riscrivere copioni con la maestria di un artigiano.

Jurij Ferrini, regista e attore dalla cifra intelligentemente guascona e irriverente, ha deciso di sottrarre all’oblio Colpi di timone, che divenne anche film nel 1942. L’esito è una vera operazione di “restauro”, anche generazionale, che offre, a mezzo secolo dalla scomparsa del comico genovese, una rinnovata visione della straordinaria e graffiante ironia teatrale di Govi.

«La storia – racconta Ferrini – è quella di Giovanni Bevilacqua, un uomo costretto a sopportare gli “affari sporchi” di un sistema economico corrotto, dal quale vorrebbe prendere le distanze. L’occasione si presenta quando un medico gli comunica che ha pochi mesi di vita poiché un “colpo di timone”, appunto, gli ha creato una lesione incurabile all’aorta. Da quel momento Giovanni inizia a dire tutto quello che sa e quello che pensa: crea uno scandalo dietro l’altro, in un crescendo di risate, spesso amare, fino a un inatteso lieto-fine». Circondato da un gruppo di giovani e bravi attori, Ferrini esalta la complessità, la poesia, e forse l’attualità di un testo – e di un autore – tutto da riscoprire.