Il Teatro Carlo Felice entra nel 2019 con il successo di West Side Story – recensione –

di Laura Allori

L’amore del teatro dell’opera genovese per il musical non è mai stato un segreto, ma questo titolo fa decisamente pensare che si possa simbolicamente rinominarlo “teatro del musical”. Già fortunatissimo nella stagione scorsa, il lavoro più famoso di Bernstein apre il 2019 gloriosamente regalando emozioni su tutti i fronti.

L’opera cosmopolita, corale, tipicamente americana è uno specchio di ieri (1957) ma può essere perfettamente integrata nel mondo di oggi. Ed è così che viene realizzato: con un giusto connubio di passato e presente grazie alle coreografie e la direzione di Jerome Robbins.

Gli artisti in scena sono tutti superlativi per il canto e per la danza, qualche lieve manierismo recitativo non sporca affatto questa performance a tratti anche commovente. “Maria” dalla splendida voce di Luca Giacomelli Ferrarini è emozionante, così come  “A Boy Like That – I Have A Love” dove Simona di Stefano (Anita) e Caterina Gabrieli (Maria) sono superlative.

Anche la celeberrima “America” merita una menzione speciale, mentre meno indovinata forse è “Somewhere” non tanto nella performance, quanto nella proposta coreografica e stilistica.

La meravigliosa voce di  Caterina Gabrieli riporta indietro nel tempo, ha lo stile preciso e melodioso del musical tradizionale, ricorda Natalie Wood indimenticabile protagonista della trasposizione cinematografica di West Side Story.

Belle le scene corali danzate, dove il jazz si fa spazio e le sonorità bernsteiniane illuminano grazie all’Orchestra del Carlo Felice diretta da Alpesh Chauhan.

Un inizio d’anno glorioso, che è di buon auspicio per i titoli a venire e che lascia ben sperare per un futuro del musical in questa sede.