Don Chisciotte fuori dai canoni per sopravvivere al quotidiano

La rivisitazione del capolavoro di Miguel De Cervantes di Pino Petruzzelli, Mauro Pirovano e Alessandro Pipino pone lo spettatore a porsi delle domande sulla propria realtà e sul concetto di follia.

Ci si domanda chi sia più folle, se il protagonista che, andando contro alle disillusioni del mondo sperando ancora nell’immaginario (nell’Arte), o se lo sia chi si conforma alla disillusione e vive appiattito nel proprio quotidiano grigio a metà.

Eroi, supereroi quelli sul palco, con quello spirito quasi catartico che con spirito comico irreale ma vero, infondono un messaggio di speranza, tutto sommato, con quel viaggio immaginario di Cervantes, alla ricerca di sé stessi per ritrovare i sogni dei bambini o quella sana follia che si chiama libertà.

Così, con come colonna sonora i classici del cinema, questo Don Chisciotte smonta, rivolgendosi direttamente al pubblico, tutte le pecche dell’uomo moderno: l’edonismo e la vanità; l’arrivismo e la politica; il populismo e la sequela della massa alle mode … fino a quando non si rende conto che, in un mondo falso, il cavaliere errante non è che un sognatore, con la coscienza di Sancho Panza, un Pirovano straordinario e poliglotta che dal natio genovese si districa nei dialetti italiani.

Una sala meritatamente sold-out per un’opera comica che fa riflettere, sognare e sì, anche ridere!

Don Chisciotte rimane al Teatro Duse fino a domenica 20 gennaio.  Lo spettacolo è in scena dal martedì al sabato alle ore 20.30, domenica alle ore 16, giovedì inizia alle 19.30.

Per ulteriori informazioni: www.teatronazionalegenova.it

Dal sito del Teatro Nazionale di Genova:

Tre artisti armati di musica e ironia reinterpretano il celebre romanzo, per combattere a forza di parole e note questo mondo disilluso a tutto.

Tre cavalieri, armati di musica e ironia, tre artisti dalle cifre diverse eppure unite da una gioiosa e scanzonata vitalità. Pino Petruzzelli, scrittore, regista e attore; Mauro Pirovano, attore e autore, fondatore dei folgoranti Broncoviz; Alessandro Pipino, compositore e multistrumentista. Poi c’è lui, il quarto della banda, pronto a entrare in gioco: Miguel de Cervantes che arriva accompagnato da due amici stralunati come Don Chisciotte e Sancio Panza.

«Don Chisciotte è la storia di un uomo che non cede alle difficoltà o alle sconfitte – racconta l’autore – non si rassegna a un destino che lo vorrebbe succube di una bassa realtà quotidiana asfissiante. Lui aspira all’ideale. Don Chisciotte non fugge dalla realtà e il suo agire è tutt’altro che folle. La sua figura va vista in relazione con l’altro eroe del romanzo: Sancio Panza. La loro relazione va oltre l’amicizia e la burla, in funzione della contrapposizione tra sogno e realtà. Tra libertà e ragione. In questo dualismo, Cervantes permette a ognuno di noi di rivedersi. Don Chisciotte e Sancio Panza rappresentano l’eterno conflitto tra ciò che vorremmo fare e ciò che possiamo fare. Tra ideale e saggezza. Forse la saggezza del testo sta proprio in questa voglia di continuare a combattere per ciò che ci pare giusto e non per ciò che ci conviene. Anche se quello per cui combattiamo è solo un sogno, continueremo a combattere. Anche a costo di sembrare ridicoli, continueremo a combattere, come ci insegna Cervantes».

Questo Don Chisciotte non è solo la rilettura di un celebre romanzo, quanto un desiderio, un ideale, un impegno. Un combattimento a forza di parole e note contro questo mondo ormai disilluso.

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