Gianni Schicchi e Rapsodia Satanica al Teatro Carlo Felice (recensione)

Di Beatrice Papei

Fotografie: Marcello Orselli

Al Carlo Felice, la seconda rappresentazione di “Rapsodia Satanica e Gianni Schicchi” è iniziata con un lieve problema alle luci, risolto in poco tempo grazie all’abilità dei tecnici che, in questo modo, hanno potuto far dare il via al film “Rapsodia Satanica” di Nino Oxilia e Alberto Fassini, un vero e proprio viaggio nel tempo, l’emozione del cinema muto accompagnato dalla musica dal vivo è stato entusiasmante. Se contiamo che il compositore è Mascagni, il successo è assicurato.

Girato nel 1916 e uscito l’anno dopo, il film tratta di una nobile anziana (Alba D’Oltrevita, interpretata da Lydia Borelli) che, a causa di una forte malinconia degli amori e dei divertimenti giovanili, stringerà un patto con Mefisto (il diavolo) per ritornare giovane. A questa vicenda, si susseguiranno vari fatti che porteranno Alba ad una tragica fine. È bene ricordare che il film proiettato è stato soggetto ad un restauro nel 1998, questo ha reso ancora più viva quell’idea di viaggio nel tempo di cui sopra.

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Dopo i contenuti estremamente drammatici della Rapsodia, accompagnate dalla musica di Pietro Mascagni; Gianni Schicchi è andato in scena subito dopo, alleggerendo l’atmosfera da opera buffa quale è, composta da Giacomo Puccini tra l’ottobre 1917 e fine aprile 1918.

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Prendendo ispirazione dal XXX canto dell’Inferno di Dante, l’opera racconta di una famiglia fiorentina (i Donati) che, a causa della morte del più ricco della famiglia (Buso) e a causa l’eredità di questo non lasciata ai parenti, viene chiamato in soccorso Gianni Schicchi, padre della donna amata dal nipote del defunto (Rinuccio). Questo, però, riuscirà a truffare la famiglia lasciando ignari la figlia e Rinuccio.

Federico Longhi (Gianni Schicchi), Benedetta Torre (Lauretta), Manuel Pierattelli (Rinuccio) e Luigi Roni (Simone) si meritano una menzione speciale per la bravura con cui hanno cantato.

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In generale entrambi gli spettacoli hanno suscitato un grande interesse del pubblico, in particolare Gianni Schicchi, in cui Puccini abbandona momentaneamente i tempi tragici cui tutti ormai siamo abituati per una breve ma sapiente e saporita opera che l’ottimo cast ha saputo rendere al meglio.

Replica ancora il 14 aprile alle 15.30 e alle 20.00 con entrambe le performance.

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