Essere o non essere su Wikipedia| Il dramma degli scrittori moderni

Di: Il direttore

Per essere inserito tra gli scrittori sull’enciclopedia comunitaria del web ci sono dei criteri specifici piuttosto rigorosi, spesso giustamente contestati ma con risultati inutili se non aggravanti la situazione.

L’indagine che il Nido ha voluto fare riguarda alcune lamentele ricevute anche in redazione e lette sulle discussioni riguardo questo tipo di voci enciclopediche. Veniamo dunque ad analizzare quanto indicato nello specifico sulla piattaforma a proposito della creazione di una voce per la biografia di uno scrittore.

“Sono considerate come voci enciclopediche, e quindi inseribili senza specifico vaglio da parte della comunità, le biografie relative a scrittori che si sono distinti in maniera particolare e notevole nel proprio settore, cosa che, se non palesemente evidente e sostenuta da fonti terze1, viene determinata in base ai criteri che vengono di seguito esposti.”

Uno scrittore, dice ancora Wikipedia, è considerato di rilievo enciclopedico quando soddisfa tutti i seguenti criteri:

  1. Ha pubblicato almeno tre libri con case editrici che non producano prevalentemente scritti di esordienti o pagati dagli autori stessi;

In questi ultimi sono inclusi i self-publishing.

L’errore enorme è considerare le EAP (editori a pagamento) equipollenti alle piattaforme self-publishing. Le EAP pretendono l’acquisto di un numero di copie piuttosto alto da parte dell’autore (di solito 50/100) a prezzo di vendita al pubblico o con uno sconto veramente irrisorio. Copie giustificate con spese inesistenti ma ben mascherate. Le EAP violano costantemente la legge sul diritto d’autore che stabilisce che tra editore e autore: «Il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno» (art. 118 Legge sul Diritto d’Autore 633/1941), e che il lavoro dell’autore è scrivere e cedere all’editore i diritti di commercializzare il suo lavoro, ovvero, per legge le spese di pubblicazione devono essere esclusivamente a carico dell’editore.

I self-publishing non fanno così. Almeno non quelli seri come, ad esempio, Amazon che non chiede acquisto di copie per l’autore ai fini dell’inizio della distribuzione, non chiede somme per ampliare la stessa o l’ISBN, e fornisce copie per l’autore a prezzo di stampa solo se richieste dallo stesso, così come volontario è l’acquisto della bozza prima della pubblicazione cartacea. Altri chiedono l’acquisto di una copia di verifica da parte dell’autore a costo di stampa per procedere con la distribuzione, così come il pagamento del codice ISBN. Purtroppo, alcune chiedono un contributo ulteriore per avere il libro su piattaforme differenti alla propria. Ci teniamo a sottolineare che queste self- publishing platforms che chiedono un seppur minimo contributo (per copia di verifica, ISBN, distribuzione ecc…) sono facenti capo a case editrici storiche, grandi, internazionali ed enciclopediche!

Fondamentalmente Amazon (parliamo di questa perché ne abbiamo esperienza diretta) non viola la legge sul diritto d’autore, perché, a meno che l’autore non voglia comprare il suo libro per curiosità, non è obbligato affinché questo venga venduto e/o distribuito. L’autore può benissimo controllarlo in anteprima in fase di pubblicazione.

È anche vero che pure le tipografie stampano copie a pagamento ma crediamo che almeno a riguardo le differenze siano chiare come il sole, perché non forniscono neppure ISBN.

  1. È presente con i suoi scritti sui principali circuiti distributivi e in almeno una catena di librerie, oppure la casa editrice con cui ha pubblicato, anche se non massicciamente presente nei circuiti commerciali, è tuttavia una casa editrice di grande rilevanza storica o di riconosciuta autorevolezza nel proprio settore.

In questo caso è abbastanza semplice. Perché i self-publishing sono presenti nelle librerie on line come IBS e tutte le altre (alcune sono proprio queste catene on line), Amazon stessa ha persino le liste dei libri di testo adottati dalle scuole di ogni ordine e grado divise per regioni e istituti scolastici.

  1. Un suo testo ha vinto premi di rilievo nazionale o internazionale, oppure ha ricevuto autorevoli recensioni da parte di critici su periodici a diffusione nazionale.

Ecco. In questo caso, siamo sicuri che molti degli scrittori presenti su Wikipedia non abbiano mai ricevuto premi di questo tipo e le recensioni siano limitate alla promozione fatta dalla casa editrice (ovviamente non EAP né self) che ha dato a riviste e blog l’ebook dell’autore per avere le recensioni (anche noi siamo un periodico di diffusione nazionale ma tra noi e il Corriere della Sera ce ne passa!). Ma attenzione, se l’autore in self-publishing ha avuto recensioni anche autorevoli non va bene lo stesso perché la casa editrice non è MAI enciclopedica.

Siamo convinti che Wikipedia non sia così cristallina come pretende di essere, anzi imponga di essere nei propri pilastri. Citare uno scritto di un autore self sulla pagina di un’altra voce, non è sempre pubblicità, ma semplicemente aggiungere dei dati che potrebbero essere utili al ricercatore per soddisfare la sua curiosità e/o interesse. Ci sono moltissimi testi di saggistica auto-pubblicati che non soddisfano i requisiti di Wikipedia ma che sono ricchi di informazioni, culturalmente elevati e con bibliografie eccellenti ed interessanti che Wikipedia cancella perché non editi da case note, non firmati da chi è stato in televisione o ha lavorato per giornali storici. Altri libri di narrativa possono soddisfare una richiesta di curiosità di un utente che sia alla ricerca di nuove fonti o notizie.

Ad esempio, se ricercando l’argomento “vampiri”, un accanito fan dell’argomento che si è letto tutto da Dracula a Twilight, nella voce altro o curiosità fossero indicati dei romanzi di autori autopubblicati magari troverebbe qualcosa di nuovo che potrebbe anche soddisfare in futuro un criterio di enciclopedicità errato in partenza.

Enciclopedico non è sinonimo di famoso

Wikipedia mettitelo in testa una buona volta!

A tal proposito ci permettiamo di citare Treccani.it: enciclopedico /entʃiklo’pɛdiko/ agg. [der. di enciclopedia] (pl. m. -ci). – 1. [caratterizzato da vasta dottrina: sapere e.] ≈ ‖ interdisciplinare, multidisciplinare, pluridisciplinare. ⇑ esteso, generale, globale, ricco, universale. ↔ disciplinare, monografico, settoriale, specialistico, specializzato. 2. [di persona, che possiede molte cognizioni in campi disparati] ≈ colto, dotto, erudito, sapiente. ↔ analfabeta, ignorante, illetterato, incolto, (lett.) indotto.

Ci viene da pensare che, di questo passo, uno scrittore anche bravo, enciclopedico secondo i criteri di Wikipedia non lo diventerà mai. Una cosa è certa e questo Wikipedia dovrebbe capirlo: non è con una citazione sotto una voce “altro” che un self-published writer si arricchisce o si pubblicizza. Chi ci perde è l’utente finale alla ricerca di informazioni che con uno sbagliato pregiudizio dettato da un qualunquismo inquietante (decisamente contro i famosi pilastri dell’enciclopedia) si ritrova privato delle informazioni o strumenti di consultazione importanti, in altri casi esposti addirittura con linguaggio pubblicitario riguardo autori che solo apparentemente soddisfano tutti i criteri su descritti.




1La nostra redattrice Laura L.C. Allori è stata addirittura bloccata da Wikipedia sia come autrice che come artista con il nome d’arte Lallycula nonostante le 14 pagine Google che escono riguardo il suo operato e la sua rispettabilità di intellettuale. Decine di articoli di autorevoli e meno giornalisti e critici dei vari settori ne parlano, nel bene e nel male, ma per Wikipedia è “un’autrice inesistente che si pubblica da sola” (cit.). Quindi se ce ne stessimo del dizionario, la nostra redattrice non essendo enciclopedica risulta analfabeta, ignorante, illetterato, incolta.