“L’Anfora” di Chiara Maggi | intervista con l’autrice.

In tema di acquisti di Natale, per quelle letture sotto l’albero, magari accanto al caminetto acceso, ecco un libro che appassionerà dalle prime pagine e mancherà alla fine perché, come sempre, quando un libro finisce, dispiace sempre. Abbiamo incontrato l’autrice che ci ha risposto ad alcune domande anche “scomode” che abbiamo preso dal nostro amico blog Zealot Script.

Chiara Maggi nasce a Roma il 13/02/1999. Frequenta il liceo classico Giulio Cesare di Roma, durante il quale scrive il breve racconto “Pathos”, vincitore del terzo premio al concorso letterario “Granelli di Parole” indetto dalla casa editrice Kimerik nell’anno 2013/2014, a cui è seguita la pubblicazione del testo all’interno dell’antologia di racconti “Granelli di Parole”.

Nell’anno della maturità scrive il suo primo romanzo “Balla con Me”, reso pubblico sulla piattaforma online Wattpad dove suscita nei lettori forte entusiasmo. Diplomatasi nel 2017, si iscrive alla Facoltà di Informatica presso l’Università La Sapienza di Roma, continuando a coltivare la sua passione per la scrittura e facendo nascere il suo secondo romanzo, “L’Anfora”.

“Dopo anni di duro lavoro, perseverando in un sogno sempre più difficile realizzare, finalmente posso stringere tra le mani la versione cartacea del mio libro “L’Anfora”, edito CM.”

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  • Copertina flessibile: 166 pagine
  • Editore: CM
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-13: 979-8618004770
  • ASIN: B0857C1G9V
  • Peso di spedizione: 240 g

SINOSSI: Giulia Del Re è una brillante archeologa del DRMA (Dipartimento di Reperti e Manufatti Antichi). Dedita più che mai al suo lavoro, dopo anni di ricerche riesce finalmente a riportare alla luce un’antica anfora greca. Tornata nella sua città d’origine, in attesa dei seguenti scavi, ha l’occasione di incontrare un importante personaggio del suo passato, che la collegherà inevitabilmente al suo immediato futuro. Tra importanti amicizie, sentimenti travolgenti, un matrimonio e qualche bicchiere di vino, Giulia dovrà trovare il coraggio di vivere la sua storia d’amore, attraverso le sabbie del tempo, passate, presenti e future. Ma sarà davvero così facile come sembra, o il leggendario mistero che avvolge l’Anfora finirà per coinvolgere anche lei e la sua nuova vita?

  1. Qual è la tua parte preferita dello stile di vita di un Autore?

Senza dubbio l’imprevedibilità con cui mi piombano le idee in testa. Non importa cosa io stia facendo o dove mi trovi: il mio cervello è in continua attività e devo essere sempre preparata a prendere nota. Per questo motivo porto sempre con me carta e penna. Perfino di notte devo stare attenta: troppe volte mi è capitato di svegliarmi all’improvviso e dover buttare giù i primi riferimenti della mia nuova idea. Tutto questo mi appartiene e mi definisce e quindi lo adoro!

  1. Cosa ti ha fatto iniziare a scrivere?

Ad essere sincera non c’è un vero e proprio evento per cui ho cominciato a scrivere: lo faccio da sempre, da che ne ho memoria, fin da piccola. Ma se devo stabilire un qualche motivo scatenante che fa esplodere la scintilla creativa in un momento qualunque della giornata, questo è sicuramente la necessità; quando devo guardare la mia vita da un punto di vista differente, sia in momenti positivi che negativi, ecco, il mio sostegno più grande, che riesco a concedermi autonomamente, è sicuramente dar vita a qualcosa di nuovo che sia frutto solo ed esclusivamente della mia penna. La necessità è sempre il motivo per cui ogni volta comincio a scrivere. Ogni volta.

  1. C’è un Autore che consideri la tua ispirazione?

Nicholas Sparks. La mia stima nei suoi confronti nasce dalla prima lettura che ho fatto ad opera sua, ovvero “La risposta è nelle stelle”Attualmente ho letto tutti i suoi libri e il motivo per cui la mia libreria li vede protagonisti in prima fila è che Nicholas non parla d’amore: lui studia l’amore, lo descrive nelle sue parti più profonde e nascoste. Ne esplora i lati deboli mettendoli alla base degli atti più generosi che le persone sono in grado di compiere nei confronti di un’altra che amano. Nicholas Sparks non parla d’amore, non lo ha mai fatto; lui parla della speranza che ne deriva, e la speranza, almeno per una scrittrice come quella che vorrei essere io, è una delle fonti primarie di ispirazione.

  1. Qual è il tuo consiglio numero uno per un aspirante Autore?

Ce ne sono tanti, ma il più importante è sicuramente quello di avere pazienzaScrivere, ad oggi, è una cosa che sanno fare tutti. Chiunque è in grado di prendere un foglio di carta e buttare giù qualche riga, automaticamente ottenendo il diritto di definirsi “Autore” o “Scrittore”. Questa purtroppo è una realtà che sposta in secondo piano, se non addirittura in terzo, coloro che invece lo fanno per passione e che sognano che diventi il loro lavoro per il resto della vita. Quindi il consiglio è procedere per la propria strada, con costanza e umiltà, non dubitando mai delle proprie capacità e attendendo pazientemente il momento in cui il merito verrà riconosciuto (perché verrà riconosciuto!) per poter emergere così come stella tra le stelle. 

  1. Che tipo di libro ti piace leggere e questo differisce dal genere che preferisci scrivere?

Il genere che prediligo nelle mie letture è il Fantasy, questo perché trovo la magia di qualsiasi tipo molto affascinante. Ad ogni modo, come accennato precedentemente, sono grande lettrice di Storie d’Amore e Young AdultTra lettura e scrittura penso di essere abbastanza coerente quindi, considerato che fino ad ora ho scritto proprio una Storia d’Amore, uno Young Adult e un Fantasy, anche se devo ammettere che quest’ultimo è quello che mi ha divertita di più. 

  1. Con quale dei tuoi personaggi vorresti trascorrere del tempo?

Filippo Araldi, protagonista maschile de L’Anfora. L’ho costruito nei minimi dettagli come l’uomo ideale per me, compreso di pregi e difetti, ironia, dolcezza e quel pizzico di cocciutaggine che, a confronto con un carattere tipo il mio, permetterebbe un minimo di sano confronto. Senza dubbio sono innamorata di Filippo almeno quanto Giulia, quindi se fosse reale non mi dispiacerebbe affatto scambiarci due chiacchiere.

  1. Quale libro consideri un must-read?

“Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. È stato uno dei primi classici che ho letto e che, una volta terminato, ho riposto sperando di rileggerlo quanto prima. Lo prendo spesso come testo di riferimento perché è sempre attuale, forse molto più oggi di quanto non lo fosse quando è stato scritto. Tanto per fare un esempio, nella società odierna siamo tutti imprigionati in qualcosa: che sia un cellulare, il monitor di un computer o un qualunque social. Questi ed altri elementi sono i nostri ‘ritratti’ che mostrano al mondo una parte di noi diversa, artefatta e, nella maggior parte dei casi, fasulla. Ciò che nascondiamo è la nostra vera essenza, sia in senso positivo che negativo, e l’analogia con l’esperienza vissuta da Dorian mi pare piuttosto evidente.

  1. Qual è il libro più difficile che hai dovuto scrivere?

Almeno per come sono fatta io, nessuno dei miei libri è mai semplice. Scrivo di getto per condensare le idee ma, prima di poter ufficialmente definire concluso un mio elaborato, ho bisogno di effettuare numerose revisioni. Ad ogni modo, il testo dove questo processo si è rivelato essere il più lungo e faticoso è stato proprio L’Anfora, nato in un modo e poi da me completamente stravolto. Il tempo che ho impiegato per terminarlo affinché rispecchiasse a pieno la mia visione è stato di tre anni.

  1. Se potessi vivere in un libro, quale sarebbe?

Ti rispondo dicendo che sono nove anni che aspetto la mia lettera per Hogwarts. Sono sicura che il mio gufo si sia preso una cotta per una civetta e che siano fuggiti insieme da qualche parte; ma io sono sempre qui, puntuale come un orologio, ogni primo settembre, nella speranza che qualcuno entri dalla porta dicendomi che sono una strega e che c’è un posto prenotato per me sull’Hogwarts Express. Insomma, non fossi stata abbastanza chiara, vivrei in “Harry Potter” di J. K. Rowling, in ogni singolo libro della saga.

  1. Se potessi scegliere un Autore per scrivere la tua biografia, chi sarebbe?

Sceglierei Elisabetta Gnone, la scrittrice genovese della saga fantastica “Fairy Oak”, che è la prima che io abbia letto appartenente a questo genere. Ciò vuol dire che la considero un po’ la madrina che mi ha battezzata in questo senso e la mia passione per la magia e la fantasia la spartisco con lei. Sarebbe un onore per me se Elisabetta volesse introdurmi biograficamente.

  1. C’è qualche conflitto tra ciò che vuoi scrivere e quello che pensi che piacerà ai tuoi lettori?

Il mercato editoriale è invaso da scrittori per lo più adolescenti che scrivono le ‘solite storie piene di cliché’. Questo è quello che mi sento ripetere la maggior parte delle volte che parlo dei miei libri. C’è una sfiducia generale nelle capacità del singolo autore, soprattutto quelli più giovani, e per questo diventa difficile scrivere quello che si vuole sapendo che il pubblico non apprezzerà. Quindi sì, i conflitti sono sempre molti: lo faccio perché voglio o perché avrò successo? Ma non è così che dovrebbe funzionare perché non si devono imporre limiti all’arte. Per questo ho imparato a chiudere gli occhi e a disinteressarmene. Io scrivo prima di tutto per me stessa, nella speranza che facendo felice me io possa far felici anche i miei lettori e di conseguenza ottenere anche un eventuale successo; pertanto, come ho sempre cercato di fare, nel resto della mia carriera da scrittrice soddisferò sempre le mie esigenze, scrivendo di ciò che mi ispira maggiormente, senza preoccuparmi troppo delle tendenze o delle preferenze. D’altronde, ognuno è libero di leggere ciò che vuole e così deve essere anche per chi scrive.

12.  Che effetto può avere una recensione su di te, se la leggi? Sia il bene che il male.

Siamo sinceri: a chi piace essere criticato? Parlando per me, la prima reazione è quella più umana. Se la critica è negativa in genere mi arrabbio e anche molto. Per fortuna però, mi sono sempre trovata a parlare con persone di cultura, il cui unico obiettivo era quello di rendere migliori i miei testi. Per questo motivo, dopo una prima eventuale sfuriata, ogni recensione assume connotati positivi da cui posso raccogliere moltissimi frutti a mio vantaggio. Se invece la recensione nasce buona non posso che esserne immensamente lusingata, perché vuol dire che quello che ho provato io nello scrivere è arrivato senza interferenze anche al lettore; e questo è in genere uno dei motivi per cui ci si mette in gioco proponendo le proprie creazioni.

  1. Puoi riassumere la tua storia di vita in dieci o meno parole?

Me ne bastano due: carpe diemNon è solo un motto ma una vera e propria filosofia, su cui baso la mia intera esistenza.

  1. Cosa ti entusiasma del tuo prossimo progetto?

Il fatto che sarà complicato realizzarlo. In realtà i progetti su cui sto lavorando sono tanti e devo ancora decidere l’ordine con cui li porterò a termine, ma ce n’è uno in particolare che dovrà conciliare moltissimi elementi e raggiungere un obiettivo piuttosto importante, sia per la nostra società che per il nostro pianeta. Ho predisposto il lavoro in modo da poterci mettere anima e corpo e renderlo efficace al cento per cento; perché questa volta, soprattutto, ho intenzione di divulgare un messaggio forte e farlo arrivare a quante più persone possibili.

  1. E infine, hai una citazione da ricordare, quale?

“Gli uomini pensano che le donne siano come i libri: se la copertina non cattura il loro sguardo, non si curano di leggere cosa c’è scritto dentro.”

Questa non è tratta da nessun libro perché è una frase di Marilyn Monroe e parla da sola. In quanto scrittrice di sesso femminile, l’ho sempre trovata perfettamente calzante con le mie esperienze personali fino ad ora. Aspetto paziente quella persona che mi faccia cambiare idea.


Per il momento “L’Anfora” è disponibile su Amazon. Presto anche su scaffali di librerie in tutto il mondo, ma sta a voi non solo comprare il libro ma recensirlo subito! Il Nido lo raccomanda e sapete che del Gheppio ci si può fidare!