Intervista Giuseppe Staiti autore de “La risalita di Colapesce” La Feluca editore.

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‹La risalita di Colapesce›

di Giuseppe Staiti

 

41byinsngfl._sx353_bo1204203200_La risalita di Colapesce (Italiano) Copertina flessibile – 30 nov 2019

  • Copertina flessibile: 157 pagine
  • Editore: La Feluca; Prima Edizione edizione (1 novembre 2019)
  • Collana: La fantasia
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8896358787
  • ISBN-13: 978-8896358788

La risalita di Colapesce (La Fantasia) Formato Kindle

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 313 KB
  • Lunghezza stampa: 167
  • Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
  • Editore: La Feluca Edizioni (20 novembre 2019)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B081TD3TJZ

 

Sinossi

Colapesce è la più famosa delle tante leggende siciliane, narra la storia di questo pescatore, metà uomo e metà pesce, che decide di sostenere l’isola dall’inabissamento, sorreggendo l’ultima delle tre colonne presenti al di sotto dei tre promontori della Sicilia. Fino a qui, da secoli, la storia termina. Ma essendo profondamente convinto che le belle storie non finiscano mai, l’autore si è chiesto: e se Colapesce tornasse su? Da qui parte il romanzo in cui Colapesce cercherà, suo malgrado, di sistemare le cose, incontrando tanti altri miti, ognuno in cerca del proprio posto e della propria storia.

L’autore

Lui stesso dice di sé: “La mia biografia è varia e disordinata: sono diplomato in scienze sociali, laureato in ortottica e assistenza oftalmologica, ho studiato violino presso il conservatorio A. Corelli, ma non mi occupo di nessuna di queste cose. Ho cominciato tanti progetti e ne ho lasciato perdere altrettanti, ma i libri sono stati una costante della mia vita.”

Il Nido l’ha intervistato ponendogli le “solite” domande “insolite” frutto della nostra collaborazione con i colleghi inglesi di  Zealot Script.

  1. Qual è la tua parte preferita dello stile di vita di un Autore?

Credo la creazione dell’opera nel suo complesso. Ad alcuni scrittori piace giocare a fare Dio. Anche se nel processo creativo ti rendi conto che non c’è niente che si crea, semmai ci si limita a mettere in ordine le cose, una dopo l’altra, per dargli un senso nuovo. Anzi spesso per quanto ci si possa figurare la trama, i personaggi finiscono per andare per la loro strada. E anche questo è il mio obiettivo: dare una nuova storia a tutte queste leggende che sono rimaste immobili per troppo tempo.

2. Cosa ti ha fatto iniziare a scrivere?

 Un paradosso: perché conosciamo meglio il folklore di culture lontanissime dalla nostra, vedi Giappone o Scandinavia, e della nostra come siciliani non sappiamo nulla? Mi ha fatto riflettere, e credo che sia un problema di presentazione, di storytelling, che ci fa associare la cultura popolare a qualcosa antico e desueto

 3. C’è un Autore che consideri la tua ispirazione?

 Sicuramente Giuseppe Pitrè, il più grande studioso di cultura popolare siciliana, che compilò una vera e propria enciclopedia di miti e leggende siciliane, semplicemente chiedendo alle persone comuni di raccontargli una storia. E su Colapesce in particolare dedicò una monografia con ben 40 versioni dello stesso mito, premettendo però la mancanza di originalità e innovazione di questa storia così importante e che:

 “Nessuno dei Siciliani, […], attinse a fonti popolari; eppure i Siciliani avevano innanzi a loro il gran libro della tradizione e potevano a tutto loro agio consultarlo.”

 4. Qual è il tuo consiglio numero uno per un aspirante Autore?

 Leggere. Ma talmente tanto da sviluppare un proprio gusto. Arrivare a discriminare cosa piace e cosa no, e perché.

 5. Che tipo di libro ti piace leggere e questo differisce dal genere che preferisci scrivere?

 Vengo dai grandi classici della letteratura, libri che esplorano le possibilità umane e ci fanno vivere altre vite. Il fattore discriminante è sempre la prova del tempo. Io spero solo di scrivere qualcosa che possa dare il giusto merito alla cultura siciliana

 6. Con quale dei tuoi personaggi vorresti trascorrere del tempo?

I cantastorie, eredi degli aedi omerici e dei giullari medievali, a farmi raccontare tutte le storie non (ancora) scritte.

 7. Quale libro consideri un must-read?

Non credo di poter dare un consiglio del genere, ma qualunque libro che chiusa l’ultima pagina vi faccia rimanere a fissare il vuoto, quello, è un buon libro.

 8. Qual è il libro più difficile che hai dovuto scrivere?

 Questo primo libro perché ho dovuto imparare un metodo e calarmi nella costanza, senza un impegno fisso e ostinato non si mette mai la parola fine.

 9. Se potessi vivere in un libro, quale sarebbe?

 “I labirinti logici” di Borges.

 10. Se potessi scegliere un Autore per scrivere la tua biografia, chi sarebbe?

 Chuck Palahniuk per la sua capacità immane di trovare storie da raccontare, e per la forza di renderle interessanti.

 11. C’è qualche conflitto tra ciò che vuoi scrivere e quello che pensi che piacerà ai tuoi lettori?

 Cerco di trasmettere la mia passione per le storie della mia isola. L’unico ostacolo in mezzo è la mia scrittura, quindi cerco di fare del mio meglio per arrivare a chi legge.

 12. Che effetto può avere una recensione su di te, se le leggi? Sia il bene che il male.

Ogni volta che dono un libro a qualcuno dico sempre di farmi sapere cosa NON gli è piaciuto. I complimenti sono carini certo, ma le critiche costruttive sono quello che mi interessa di più come autore.

 13. Puoi riassumere la tua storia di vita in dieci o meno parole?

 Una persona eclettica che cerca il giusto modo per esprimersi.

 14. Cosa ti entusiasma del tuo prossimo progetto?

 Ampliare il mondo distopico e parallelo delle leggende per creare una trilogia di romanzi circolari, in cui il tempo non è lineare come per gli uomini, ma che si sviluppa e torna sempre verso lo stesso momento. Quale? Quello di Colapesce che si tuffa per sorreggere la Sicilia sulle spalle.

15. Infine, hai una citazione da ricordare, quale?

“Le belle storie non finiscono mai”.