LA SAGA E GLI ALTRI

Introduzione di “Nella mia mente”

Ho deciso di unire in un libro i personaggi di tante storie diverse. A dirla tutta, si sono già incontrati in più di un crossover ma, in questo caso, mi sono concessa alcune “licenze poetiche” personali laddove, appunto, qualcosa strideva.

Diventando tutti del “cast” di Lara Lalli, anche i personaggi reali, diventano ormai, inevitabilmente finzione. Come del resto è accaduto, al contrario, in “Better Together”, quando, entrando in un fantasy si sono ritrovati una sorta di superpoteri e alcune relazioni amorose sono cambiate. Quindi, delle storie originali ho mantenuto quello che potevo, contando sul fatto che Lara Lalli è comunque qualcosa che si basa su una certa – ma mai totale – verosimiglianza con la realtà. Così Vincent, Mandy, Electra, eccetera della saga di “Per Amore e per” diventeranno più umani, privi di doti soprannaturali come il teletrasporto o le ali angeliche. Anche se resteranno comunque loro stessi. Sebastian e Virginia torneranno indietro dalla Germania e nel loro caso, la licenza poetica è divenuta necessaria soprattutto per i tempi. Anthony, da cuoco ed ex soldato sarà ispettore capo, rispettando il corrispettivo con quello che aveva nella Marina Militare, a sua volta equiparato ai Marines americani. Enrico da ginecologo diventa medico legale, in virtù di una specializzazione presa anni prima; Electra e Francesco perderanno anche loro le loro doti fantasy, soprattutto quest’ultimo, che nella saga è la Creatura di Frankenstein e qui è un uomo che fa il pubblico ministero come sostituto procuratore aggiunto, anche se molto giovane. Tutto questo per cercare una storia nuova, basandosi su quella della mia produzione che fin ora ha funzionato meglio, attirare l’attenzione sulle altre e creare un fil rouge che lega i personaggi e le vicende altrimenti tanto differenti tra loro, al grido d’incitamento: “insieme è meglio”, che proprio la saga ha celebrato con il penultimo libro.

Ritornano i personaggi di Lara Lalli a tre anni dalla fine di “Vendette a freddo” e sette mesi dopo “La mia metà tedesca” dove il commissario dal tacco dodici ha tolto dai guai Sebastian, il Greco più odiato del web.

Così, da crossover con anche il libro “Gesù non abita più qui”, i personaggi dei tre testi diventano tutti parte delle avventure di Lara e compari, con il cameo del meraviglioso Vincent proveniente dalla saga di “Per amore e per” ormai membro del “cast” delle avventure di Sebastian da “La mia metà tedesca”.

Le storie dei personaggi si incrociano, come detto, diverse volte in vari crossover. Il primo in ordine di tempo in cui è stato scritto è “Vendette a freddo”, quarto capitolo di Lara Lalli, dove s’inseriscono i protagonisti de “Il sorriso del Greco” (Sebastian e Virginia), il cui sequel non era ancora stato scritto; quelli di “Gesù non abita più qui” (Anthony, Lorenzo e Leda); alcuni personaggi della saga di “Per Amore e per” (Agostino e altri). Il pretesto sono quattro omicidi tutti nella location di lavoro di Sebastian e Anthony, dove doveva svolgersi un torneo di tuffi cui avrebbe partecipato Agostino Maggi. L’incrociarsi delle vicende personali di questi personaggi farà risolvere il caso.

In “Better Together”, capitolo quindicesimo della saga di “Per Amore e per”, si scombussolano le linee temporali e gli storyboard in nome del fantasy e tutto assume le caratteristiche che i lettori della saga sono abituati a conoscere, quindi “fenomenali poteri cosmici” anche per Bryan, Lara, Sebastian e persino Anthony. Di questa situazione, che stacca decisamente dalle vicende più verosimili di “Vendette a freddo”, viene portata avanti una cosa successa in questo libro, ovvero, Anthony e Leda si lasciano perché lei s’innamora del chitarrista dei Dark Warriors, Stefano Bacigalupo, anche lui genovese ma trapiantato prima a Cuba, poi a Malta, dove si trasferisce anche lei. Lorenzo, figlio naturale di Leda, ma adottivo di Anthony, decide di vivere con il patrigno, con buona pace della madre, incinta del frutto della relazione con il musicista.

Il vero crossover che fa da padrone al filo conduttore anche di questa storia è quello de “La mia metà tedesca”, dove si conoscono (di nuovo) Sebastian, Bryan e Vincent con le rispettive consorti; Lara si ritrova a risolvere un caso di omicidio di cui viene accusato proprio il famoso greco nel suo nuovo lavoro di maître d’hotel in Germania, dove c’è anche Anthony che fa lo chef.

Da quel momento, in una concessione poetica forse peggiore del passaggio al fantasy di “Better Together”, ho deciso di rubare qualche cosa alle linee temporali dei vari libri e fare sì che Sebastian, Virginia, Enrico, Anthony e Lorenzo tornino in Italia per entrare tutti nella polizia di Genova con diversi ruoli e gradi (tranne Lorenzo perché ancora troppo giovane), alcuni dati da una situazione precedente, altri guadagnati proprio in virtù di questa piccola licenza poetica (che sa di famosa carminata[1]), che allunga i tempi che passano tra la fine de “La mia metà tedesca” e l’inizio di questa storia.

Lorenzo Romei, cresciuto di vent’anni, è anche co-protagonista nello spin-off della saga “Souls of Angels”.

Ciclo di Lara Lalli:

  1. Le avventure in bianco e nero di Lara Lalli.
    1. Niente è come sembra.
    1. Daccapo.
    1. Vendette a freddo.

Lara Lalli (con i quattro libri uniti)

Ciclo del Greco

  1. Il sorriso del Greco.
    1. La mia metà tedesca.

Lo chiamavano Phoenix no Ikki (con gli altri due uniti).

Gesù non abita più qui.

Better Together, le Olimpiadi in Supernatural (Per Amore e per’ Saga 15).


[1] Carminata: mio neologismo che va ad indicare una situazione impossibile da realizzarsi nella realtà, soprattutto nelle storie che vogliono mantenere una parvente verosimiglianza, perché non riconducibili a generi letterari di fantascienza o fantasy. Il nome deriva da Carmine M., un intellettuale, che ho incontrato virtualmente e che aveva da contestare che Agostino Maggi (uno che si teletrasporta e a cui escono le ali) facesse un tuffo da coefficiente 4.7, nella realtà possibile ma non fattibile se non sulla carta). Di carminate nel mondo della fiction ce ne sono tantissime, forse, proprio il concetto di finzione è di per sé, per forza, un’enorme “carminata”. Si leggono e vedono carminate ovunque: dai sacerdoti che son tutti “padri”, quando i prelati più diffusi sono “don”; a ragazzini che lottano contro tigri con un coltellino svizzero; super-hacker tatuate che sopravvivono ad un’esplosione con conseguente incendio dentro ad una vasca da bagno, la stessa curarsi una ferita con una pinzatrice e l’Attack. Questo solo in storie apparentemente ambientate nella realtà, non fantasy o fantascienza. Quindi, forse, il blogger intellettuale che ha regalato grazie ai suoi hashtag il nome al neologismo, dovrebbe cercare la verosimiglianza su di un giornale quotidiano nella sezione dedicata alla cronaca. Tutto il resto è finzione, tutto il resto è, come sempre, poesia.